Nel programma trimestrale di emissioni di titoli di stato italiani, presentato a fine 2020, il MEF aveva fatto riferimento alla possibilità di tenere nel primo trimestre 2021 la prima asta dei nuovi BTP Short Term specificando che la scadenza del nuovo titolo destinato a sostituire i vecchi CTZ, sarebbe stata compresa tra 18 e 30 mesi.

Il momento della prima emissione del BTP Short Term è arrivato. Il Tesoro ha annunciato con comunicazione del 22 marzo 2021, che nell’ambito dell’asta di BTP in programma giorno 25 marzo verrà collocato anche il primo BTP Short Term, il titolo di stato che sostituisce i vecchi CTZ.

L’emissione del BTP Short Term è citata nella guida sulle prossime aste BTP. Il collocamento del titolo che prende il posto dei vecchi CTZ era nell’aria considerando la scadenza che era stata indicata dal MEF nel programma sulle emissioni 2021 di titoli di stato.

Questo report si articola in due parti. La prima parte è dedicata alla prima emissione del BTP Short Term e riassume le caratteristiche del titolo a partire dalla durata e dalla cedola offerta. Nella seconda parte, invece, il nuovo titolo di stato pensato dal Tesoro al posto dei CTZ, viene presentato nelle sue caratteristiche generali. Se vuoi sapere cosa sono e come funzionano i BTP Short Term sei quindi nel posto giusto.

BTP Short Term prima emissione: scadenza e cedola

Nella comunicazione che è stata diffusa dal MEF il 22 marzo, si afferma che nell’asta prevista per il giorno 25 marzo 2021, insieme al BTP€i, sarà anche emesso il primo “BTP short term, il nuovo titolo che subentra al CTZ“.

Attraverso l’emissione del nuovo titolo di stato, il MEF punta a rendere più “efficiente e liquido il comparto a breve termine dei titoli di Stato, nonché di conseguire ulteriori margini di flessibilità per la gestione del profilo delle scadenze dei prossimi anni“.

Fin qui la comunicazione ufficiale ma quali sono le caratteristiche della prima emissione del BTP Short Term?

Partiamo dalla scadenza. Il primo BTP Short term scadrà il 29 novembre 2022. Ovviamente si tratta della prima tranche a cui però ancora non è stato attribuito il codice ISIN. La cedola annuale è dello 0%. Il MEF ha precisato che l’importo minimo del titolo è pari a 3,5 miliardi, quello massimo a 4 miliardi.

Nell’immagine in basso sono riportate le caratteristiche del BTP Short Term scadenza 22 novembre 2022.

BTP Short Term prima emissione

Il meccanismo di collocamento è quello dell’asta marginale con determinazione discrezionale del prezzo di aggiudicazione e della quantità emessa all’interno del predetto intervallo di emissione.

Con riferimento ai CTZ che sono in circolazione, il MEF ha fatto sapere che, nel caso in cui fosse necessario si avvarrà di tutti gli strumenti di gestione del debito che sono disponibili al fine di garantire il mantenimento di condizioni di ordinato funzionamento delle negoziazioni sul mercato secondario.

BTP Short Term cosa sono

I BTP Short Term sono il nuovo titolo di stato italiano che il Tesoro emetterà nel 2021 al posto dei vecchi CTZ ossia dei Certificati del tesoro zero-coupon. I CTZ, titoli emessi per finanziare il debito pubblico italiano, presentano alcune caratteristiche peculiari come:

  • l’assenza di cedola
  • una durata pari a 24 mesi (2 anni)

In base alle indicazioni del Tesoro i nuovi titoli avranno una scadenza variabile tra i 18 e i 30 mesi. Inoltre, a differenza dei vecchi CTZ che, come visto, non hanno cedola, i nuovi BTP Short Term, almeno quelli delle prime emissioni, potrebbero anche avere una cedola molto bassa anche se non è escluso che essa possa essere azzerata replicando così una delle caratteristiche essenziali dei vecchi Certificati Zero Coupon.

Perchè il Tesoro ha sostituto i CTZ con i BTP Short Term?

Il fatto che le caratteristiche dei nuovi titoli di stato siano molto simili a quelle dei CTZ, spinge a chiedersi per quale motivo il Tesoro abbia deciso un simile cambio.

Per rispondere a questa domanda è necessario fare il punto su quanto avvenuto nel 2020. A causa di un contesto generale caratterizzato da tassi negativi, soprattutto nel secondo semestre dell’anno, si è generato un persistente disallineamento tra il costo del CTZ e quello del BTP pari durata con il primo che ha risentito del suo carattere quasi del tutto domestico.

Proprio per tenere in considerazione le caratteristiche in questo segmento di mercato
ma anche con l’intento di ampliare la platea dei risparmiatori e di scongiurare l’esistenza di disallineamenti tra titoli di stato di pari durata, il MEF ha deciso di sostituire le emissioni di CTZ con quelle di una nuova tipologia di BTP detta, appunto, BTP Short Term. Questo cambio è uno dei capisaldi delle emissioni titoli di stato 2021.

BTP Short Term come funzionano

Le emissioni di BTP Short Term saranno di un importo inferiore rispetto al volume di CTZ che è stato emesso nel corso del 2020. Obiettivo dei collocamento dei nuovi titoli è quello di coprire l’interno importo del CTZ in scadenza che ammonta a circa 29,5 miliardi di euro. Di conseguenza le nuove emissioni potrebbero risultare nulle o marginalmente negative.

Replicando quanto avvenuto negli ultimi anni, è plausibile che, al fine di contenere l’ammontare di titoli in scadenza nel biennio 2021-2022, il Tesoro possa prendere in considerazione la possibilità di inserire i CTZ nel gruppo di quei titoli che possono essere oggetto di riacquisto nell’ambito operazioni di concambio.

La modalità d’asta dei nuovi BTP Short Term sarà la stessa dei vecchi CTZ. Il collocamento, infatti, sarà di tipo marginale.

Quando ci sarà la prima emissione di BTP Short Term?

Essendo arrivati a metà febbraio e non essendoci ancora comunicazioni sull’emissione dei nuovi titoli di stato che prendono il posto dei CTZ, è più che legittimo chiedersi quando ci sarà la prima asta di BTP Short Term.

Come nel caso dei CTZ, e di tutti gli altri titoli di stato, il Tesoro darà adeguata informativa sulla tempistica di offerta al mercato attraverso la pubblicazione dei Programmi Trimestrali di Emissione.

Ad ogni modo le emissioni di BTP Short Term avranno luogo ogni fine mese insieme ai BTP€i. Il Tesoro punta a introdurre due nuovi benchmark nel corso dell’anno.