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La definizione del tasso minimo del nuovo BTP Italia Si all’1,6% lordo permette di calcolare quale sarebbe il guadagno che il nuovo titolo retail indicizzato all’inflazione è in grado di generare. Almeno in teoria perchè è la struttura stessa del BTP Italia Si a rendere impossibile stabilire con precisione quale sarebbe il ritorno. Non stiamo parlando di un retail come il BTP Valore (o il BTP Più) con i quali, alla vigilia di ogni collocamento, è sempre stato possibile effettuare delle simulazioni precise non trattandosi di titoli indicizzati all’inflazione.

Con il nuovo BTP Italia Si entra in gioco la componente inflazione da qui a 5 anni e, per quanto circolino delle stime, si tratta appunto di ipotesi indicative. Non solo ma ogni analista economico serio sa quanto sia difficile elaborare delle previsioni di lungo termine dell’inflazione già in un contesto normale, figuriamoci in una fase economica come quella attuale. Ed ecco perchè tutte le ipotesi di simulazione sul possibile guadagno del BTP Italia Si scadenza 23 giugno 2031 devono essere prese con le pinze.

Giusto però provarci lo stesso quantomeno per farsi un’idea.

Il ragionamento per simulare quanto si può guadagnare con il BTP Italia Si

Per stimare il possibile guadagno del nuovo BTP Italia Sì attraverso delle simulazioni, partiamo dalle caratteristiche tecniche del titolo e della definizione di alcune ipotesi di lavoro. Trattandosi di un’obbligazione indicizzata all’inflazione italiana, rendimento finale non può essere conosciuto in anticipo poiché una parte delle cedole dipenderà dall’andamento futuro dei prezzi al consumo.

Le cedole vengono corrisposte ogni sei mesi e, in assenza di inflazione, l’investitore riceve comunque lo 0,80% lordo semestrale sul capitale nominale investito (1,6% annuo).

Come precisato nell’articolo sul calcolo della cedola del BTP Italia Si, la componente fissa si aggiunge poi una quota variabile collegata all’andamento dell’indice FOI elaborato dall’ISTAT al netto dei tabacchi. Se nel semestre l’inflazione è positiva, questa viene incorporata nella cedola; se invece è nulla o negativa, l’investitore continua comunque a percepire la sola quota minima garantita dell’1,6%.

Per costruire una simulazione realistica abbiamo adottato un approccio basato su tre diversi scenari di inflazione media annua nell’arco dell’intera vita del titolo:

  • inflazione media dell’1% annuo;
  • inflazione media del 2% annuo;
  • inflazione media del 3% annuo.

Considerando la situazione macro, si può facilmente pensare nei primi anni del BTP Italia Sì la crescita dei prezzi possa risultare più elevata, per poi rallentare nella parte finale della vita del titolo. Questo però è un aspetto secondario perchè, ai fini della nostra simulazione, abbiamo assunto che media dei cinque anni converga rispettivamente verso l’1%, il 2% o il 3%.

Altra ipotesi di base è che il titolo venga acquistato durante il periodo di collocamento e mantenuto fino alla scadenza naturale. In questo modo l’investitore avrebbe diritto anche al premio fedeltà finale pari allo 0,6% lordo del capitale investito. Tale bonus si aggiunge alle cedole maturate durante i cinque anni.

Le simulazioni che faremo quindi, non hanno la pretesa di prevedere il rendimento effettivo del BTP Italia Sì, ma servono a comprendere come cambia il risultato finale al variare dell’inflazione. Maggiore sarà la crescita dei prezzi registrata nel periodo di possesso del titolo, più elevato sarà il flusso cedolare percepito dall’investitore (almeno apparentemente).

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Simulazione guadagno BTP Italia Si con 10.000€ investiti

Il taglio minimo per investire sul nuovo BTP Italia Si è, come sempre, di 1.000€. Nessuno però bloccherebbe su un titolo di stato un ammontare simile in quanto il ritorno sarebbe quasi nullo.

10.000 euro è il taglio medio delle famiglie italiane. Il primo scenario da considerare ai fini della simulazione è quello più prudente possibile, ossia una situazione in cui l’inflazione media risulti assente o negativa.

In questo caso il risparmiatore percepirebbe esclusivamente la componente minima garantita. Ogni semestre verrebbero accreditati 80 euro lordi, equivalenti allo 0,80% di 10.000 euro. In un anno il totale delle cedole ammonterebbe quindi a 160 euro lordi.

Moltiplicando questo importo per i cinque anni di vita del BTP Italia Sì si ottiene un incasso complessivo di 800 euro lordi. A tale cifra va aggiunto il premio fedeltà finale pari a 60 euro lordi, corrispondente allo 0,6% del capitale investito.

Il rendimento lordo totale arriverebbe così a 860 euro. Applicando la tassazione del 12,5%, il guadagno netto sarebbe di circa 752,50 euro nell’intero quinquennio.

Lo scenario cambia se si ipotizza un’inflazione media dell’1% annuo. In questo caso la componente variabile delle cedole si aggiunge a quella fissa e il flusso cedolare complessivo cresce sensibilmente. Sulla base delle ipotesi adottate, il guadagno lordo complessivo raggiungerebbe circa 1.360 euro, comprensivi del premio fedeltà finale.

Al netto dell’imposta sui rendimenti, l’investitore potrebbe ottenere un profitto di circa 1.190 euro nell’arco dei cinque anni.

Passando a un’inflazione media del 2%, il meccanismo di indicizzazione diventa ancora più favorevole. Le cedole semestrali risulterebbero più elevate e il rendimento lordo totale arriverebbe a circa 1.860 euro.

Dopo l’applicazione della tassazione agevolata, il guadagno netto stimato salirebbe a circa 1.627,50 euro.

Nello scenario più favorevole tra quelli considerati, con un’inflazione media del 3% annuo, il BTP Italia Sì esprimerebbe al massimo la propria funzione di protezione dal carovita. Le cedole aumenterebbero ulteriormente e il rendimento lordo complessivo arriverebbe a circa 2.360 euro.

In termini netti il profitto finale sarebbe pari a circa 2.065 euro. In altre parole, il rendimento netto accumulato in cinque anni supererebbe il 20% del capitale inizialmente investito.

Ricordiamo che in tutti gli scenari illustrati il capitale nominale di 10.000 euro verrebbe integralmente rimborsato alla scadenza del titolo. I guadagni indicati rappresentano quindi esclusivamente i proventi generati dalle cedole e dal premio fedeltà.

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Simulazione guadagno BTP Italia Si con 20.000€ investiti

Aumentando la simulazione di investimento a 20.000 euro, il meccanismo di funzionamento del BTP Italia Sì rimane identico ma i risultati economici crescono in proporzione.

Nel caso di inflazione nulla per l’intero periodo, la sola componente fissa garantita produrrebbe una cedola semestrale di 160 euro lordi. Su base annua l’investitore incasserebbe quindi 320 euro lordi.

Nell’arco dei cinque anni le cedole complessive raggiungerebbero 1.600 euro lordi. A queste andrebbe aggiunto il premio fedeltà finale di 120 euro lordi, ottenendo un guadagno complessivo di 1.720 euro.

Dopo il prelievo fiscale del 12,5%, il rendimento netto sarebbe pari a circa 1.505 euro.

Ipotizzando invece un’inflazione media dell’1% annuo, il rendimento lordo complessivo salirebbe a circa 2.720 euro. In termini netti, il guadagno accumulato nei cinque anni sarebbe vicino a 2.380 euro.

Con un’inflazione media del 2%, le cedole diventerebbero ancora più consistenti. In questo scenario il rendimento lordo complessivo raggiungerebbe circa 3.720 euro, mentre il profitto netto salirebbe a circa 3.255 euro.

L’ultima ipotesi è quella di un’inflazione media del 3% annuo. In tale contesto il BTP Italia Sì offrirebbe il massimo beneficio derivante dall’indicizzazione dei flussi cedolari. Il guadagno lordo totale arriverebbe a circa 4.720 euro, inclusivo del premio fedeltà.

Al netto della tassazione, il profitto finale sarebbe di circa 4.130 euro in cinque anni.

Come cambiano le simulazioni detraendo la componente inflazione

Dalle due simulazioni fatte, sembrerebbe che il BTP Italia Sì sia appetibile soprattutto per gli investitori che prevedono una permanenza dell’inflazione su livelli superiori agli obiettivi di lungo termine della BCE. Anche in presenza di un raffreddamento dei prezzi nei prossimi anni, infatti, il titolo continuerebbe a beneficiare delle fasi iniziali eventualmente caratterizzate da una crescita dell’inflazione più sostenuta.

Naturalmente si tratta di simulazioni teoriche basate su valori medi. Nella realtà l’inflazione verrà rilevata semestre dopo semestre e potrà mostrare oscillazioni anche significative nel corso dei cinque anni. E il punto è proprio questo: la BCE ha già alzato il costo del denaro di 25 punti base e prevede altri aumenti da qui a fine anno essendo l’inflazione in forte rialzo. Tuttavia, a causa della situazione geopolitica, nessuno sa cosa accadrà già tra un anno. Diventa quindi difficile stabilire quale potrà essere il ritorno del nuovo BTP Italia Si.

Per semplificare chi compra il titolo retail dovrebbe fare il tifo per un aumento dei prezzi al consumo. In realtà, però, la sua vittoria se l’inflazione dovesse salire sarebbe solo apparente: in un investimento infatti, andrebbe sempre scorporato il carico dell’inflazione. Ma se davvero dovesse essere adottato questo approccio, allora sul piatto dei ritorno resterebbe solo quell’1,6% di tasso minimo e il premio fedeltà.

Da lunedì 15 giugno vedremo quale sarà la risposta degli italiani.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.