La prima trimestrale da società quotata avrebbe dovuto rappresentare il catalizzatore per il rilancio delle azioni SpaceX. E i numeri, in effetti, sono stati nettamente superiori alle attese del consensus, con una crescita del fatturato vicina al raddoppio e perdite inferiori rispetto alle previsioni. Eppure il mercato ha reagito alla trimestrale SpaceX muovendosi nella direzione opposta. Dopo una seduta brillante chiusa a oltre 125 dollari (+9,3%), il titolo di Musk ha completamente invertito la rotta nell’after-hours arrivando a perdere circa il 7% narrando una “storia” che è praticamente identica a quella di un’altra big alle prese con i conti: Advanced Micro Devices (anche qui rally prima dei conti e poi crollo nell’after-hours).
Insomma esito più incerto dalla trimestrale SpaceX non poteva esserci e allora non c’è da stupirsi se oggi la domanda che i trader italiani si porranno sarà solo una: cosa succederà alle azioni SpaceX dopo la trimestrale? Sarà meglio andare long o short sul titolo? Analizzare i conti provando ad andare anche oltre ai numeri può aiutare a capire quale potrebbe essere la direzione del titolo aerospace.
Indice
Trimestrale SpaceX migliore delle attese
Guardando esclusivamente ai numeri, la trimestrale può essere definita molto forte. SpaceX ha registrato ricavi per 7,81 miliardi di dollari, in crescita del 92% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e ben oltre il consensus degli analisti che si fermava poco sopra i 6,8 miliardi.
Anche sul fronte della redditività sono arrivati segnali migliori del previsto. La perdita netta si è ridotta a 541 milioni di dollari, con un miglioramento di circa 467 milioni rispetto all’anno precedente, mentre l’Ebitda rettificato è salito a 3,5 miliardi di dollari, evidenziando un deciso rafforzamento della capacità operativa del gruppo.
Molto positiva anche la situazione patrimoniale. La liquidità disponibile ha sfiorato i 100 miliardi di dollari, grazie anche ai proventi dell’IPO di giugno, mentre il backlog ha raggiunto 47,5 miliardi di dollari, offrendo un’elevata visibilità sui ricavi futuri.
Detto questo e alla luce della reazione del titolo nell’after-hours, viene da pensare che il mercato stia guardando oltre. E se non bastasse più la crescita del fatturato ma al contrario si stesse iniziando a pesare la capacità di trasformare gli investimenti nell’intelligenza artificiale in utili concreti? E’ questa le tesi di alcuni trader sui forum. Una tesi che la dice lunga sulle perplessità che ci sono attorno a SpaceX e che sono riflesse proprio in quel tracollo sull’after-hours.
Perché le azioni SpaceX sono crollate nell’after-hours?
La reazione negativa di SPCX appare sorprendente solo in apparenza. L’impressione è che gli investitori abbiano individuato diversi elementi di rischio che hanno finito per oscurare una trimestrale superiore alle aspettative.
Il primo riguarda gli investimenti record. Nel secondo trimestre SpaceX ha sostenuto capex per oltre 18 miliardi di dollari, destinando la parte più consistente allo sviluppo delle infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale e ai futuri data center spaziali. Non serve fare tanti conti: si tratta di una cifra enorme che continua ad alimentare dubbi sulla capacità dell’azienda di generare profitti nel breve periodo.
A pesare è anche la struttura stessa del business. Starlink continua a rappresentare il vero motore della redditività, con ricavi pari a circa 4,3 miliardi di dollari e un utile operativo molto elevato grazie all’espansione della base clienti, arrivata a 12 milioni di abbonati.
Molto diversa la situazione delle altre divisioni. L’attività dei lanci spaziali resta ancora in perdita, nonostante i contratti con la NASA e con il governo americano, mentre la nuova divisione AI continua ad assorbire enormi quantità di capitale per costruire la futura infrastruttura di calcolo orbitale.
Insomma niente di più e niente di meno rispetto a quell’approccio che abbiamo già visto nelle ultime settimane sulle grandi società tecnologiche: non basta crescere, occorre dimostrare che gli investimenti miliardari nell’intelligenza artificiale produrranno ritorni economici concreti.
A questo si aggiunge un altro elemento destinato ad aumentare la volatilità nelle prossime sedute e che è specifico di SpaceX: l’imminente scadenza del lock-up successivo all’IPO. Con centinaia di milioni di azioni che diventeranno liberamente negoziabili, il mercato teme possibili vendite da parte di insider e dipendenti, uno scenario che potrebbe aumentare ulteriormente la pressione sul titolo.
Il quadro tecnico sulle azioni SpaceX resta fragile
Anche osservando il grafico emerge una situazione molto delicata.
Dopo essere precipitata sotto quota 110 dollari alla fine della scorsa settimana, SpaceX aveva beneficiato del ritorno degli acquisti sull’intero comparto AI e tecnologico, mettendo a segno due sedute consecutive molto positive tra lunedì e martedì.
Nel giro di appena quarantotto ore il titolo era riuscito a recuperare portando la perfomance settimanale dal rosso a un verde di circa il 10% e alimentando l’idea che il peggio potesse essere ormai alle spalle.
L’after-hours ha però completamente cancellato questo entusiasmo.
Nel corso della serata il titolo ha toccato un massimo vicino a 130 dollari, salvo poi precipitare fino a circa 114 dollari, registrando un’oscillazione di oltre il 12% tra massimo e minimo. In pratica, l’intero rialzo costruito nella seduta regolare è stato quasi completamente riassorbito.
Non bisogna dimenticare inoltre che, nonostante il recupero degli ultimi cinque giorni, il bilancio dell’ultimo mese resta ancora fortemente negativo, con una perdita vicina al 21%.
Questo significa che il titolo continua a muoversi all’interno di una struttura grafica ancora debole, caratterizzata da una volatilità molto elevata e da un sentiment estremamente sensibile a qualsiasi notizia relativa agli investimenti nell’intelligenza artificiale.
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Azioni SpaceX: meglio long o short dopo la trimestrale?
La risposta dipende soprattutto dall’orizzonte temporale dell’investitore.
Nel breve periodo la prudenza continua a prevalere. La reazione dell’after-hours dimostra che il mercato non è disposto, almeno per ora, a pagare multipli così elevati senza avere maggiore visibilità sulla redditività futura dei giganteschi investimenti nell’AI. Inoltre, la vicina scadenza del lock-up potrebbe mantenere elevata la pressione sul titolo anche nelle prossime sedute.
Chi opera con un approccio speculativo dovrà quindi mettere in conto una volatilità molto elevata, con movimenti giornalieri che potrebbero rimanere ben superiori alla media del mercato.
Lo scenario cambia invece se si guarda al lungo termine.
La società continua infatti ad avere numerosi punti di forza. Starlink cresce a ritmi impressionanti, il portafoglio ordini rimane molto consistente, la liquidità supera i 100 miliardi di dollari e la partnership annunciata con Nvidia per lo sviluppo dei futuri sistemi di calcolo orbitale conferma la volontà di costruire un ecosistema tecnologico che va ben oltre il business spaziale tradizionale.
Il vero nodo resta la valutazione. Nonostante il forte ribasso dai massimi successivi all’IPO, molti investitori ritengono che le azioni SpaceX incorporino ancora aspettative molto ambiziose, soprattutto considerando che il gruppo continua a registrare perdite nette e mantiene un livello di investimenti estremamente elevato.
Per questo motivo la seduta successiva alla trimestrale potrebbe rappresentare un test molto importante. Se il mercato riuscirà ad assorbire rapidamente le vendite legate all’after-hours e al lock-up, il recente recupero potrebbe proseguire. Al contrario, una nuova ondata di prese di profitto confermerebbe che, almeno nel breve periodo, il mercato continua a privilegiare un approccio difensivo.
In sintesi, la trimestrale di SpaceX è stata convincente sotto il profilo operativo, ma non abbastanza da dissipare i dubbi sulla sostenibilità degli enormi investimenti nell’intelligenza artificiale. È proprio questa distanza tra fondamentali in miglioramento e aspettative molto elevate che spiega perché, almeno per ora, il mercato abbia scelto di vendere la notizia anziché premiarla.
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