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Novità sugli indici dei prezzi al consumo di BTP Italia e BTP€I (www.risparmioggi.it)

Scatteranno da oggi 25 febbraio le novità dal MEF riguardanti i BTP Italia e i BTP€i in merito agli indici dei prezzi al consumo utilizzati per l’indicizzazione di questi titoli di Stato. Il Tesoro ha comunicato che, a partire dalla pubblicazione degli indici relativi a gennaio 2026, in agenda appunto nella giornata odierna, sia Eurostat sia Istat procederanno al cambiamento dell’anno di riferimento (ribasamento) delle serie storiche degli indici armonizzati dei prezzi al consumo. Il nuovo anno base diventerà 2025=100, sostituendo il precedente 2015=100.

La modifica coinvolgerà direttamente gli indici utilizzati per calcolare la rivalutazione del capitale e delle cedole dei titoli indicizzati all’inflazione, ma – ed è questo il punto chiave – non avrà alcun impatto sui coefficienti di indicizzazione applicati ai titoli in circolazione.

Per gli investitori retail, dunque, si tratta di un aggiornamento tecnico-statistico che non modifica il rendimento effettivo riconosciuto.

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Cosa sono i BTP Italia

I BTP Italia sono Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’inflazione italiana, pensati soprattutto per il pubblico retail. La loro caratteristica distintiva è la protezione contro l’aumento del costo della vita misurato dall’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi (FOI ex-tabacco), calcolato da Istat.

In pratica, il capitale investito viene rivalutato periodicamente in base all’andamento dell’inflazione italiana. Le cedole del BTP Italia sono composte da una parte fissa (tasso reale garantito all’emissione) e da una parte variabile legata all’inflazione maturata nel periodo di riferimento.

Questo meccanismo consente agli investitori di:

  • proteggere il potere d’acquisto del capitale;
  • beneficiare di eventuali rialzi dell’inflazione;
  • ricevere cedole calcolate su un capitale progressivamente rivalutato.

Il BTP Italia si distingue quindi dai titoli a tasso fisso tradizionali perché incorpora un sistema automatico di adeguamento ai prezzi al consumo italiani.

Cosa sono i BTP€i

Diversa è la logica dei BTP€i, i Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’inflazione dell’area euro. In questo caso il parametro di riferimento non è l’indice nazionale italiano, bensì l’Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo dell’area euro, esclusi i tabacchi (IAPC ex-tabacco), elaborato da Eurostat.

I BTP€i sono strumenti destinati a chi desidera un’esposizione all’inflazione dell’intera area euro. Anche qui il meccanismo è analogo:

  • il capitale viene rivalutato in base all’andamento dell’inflazione europea;
  • le cedole sono calcolate su un tasso reale fisso, applicato al capitale rivalutato;
  • a scadenza, viene rimborsato il capitale adeguato all’inflazione maturata.

La differenza sostanziale rispetto ai BTP Italia riguarda quindi il benchmark inflattivo: inflazione italiana per i primi, inflazione dell’Eurozona per i secondi.

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La novità sugli indici dei prezzi: cosa cambia davvero

Il cuore dell’annuncio del Ministero dell’Economia e delle Finanze su BTP Italia e BTP€I riguarda il ribasamento degli indici dei prezzi al consumo. A partire dagli indici di gennaio 2026:

  • Eurostat adotterà come nuova base di riferimento 2025=100 per gli indici armonizzati europei;
  • Istat farà lo stesso per gli indici nazionali italiani;
  • il precedente anno base 2015=100 verrà quindi sostituito.

Niente di trascendentale perchè il ribasamento è una semplice operazione statistica periodica che serve ad aggiornare la struttura dei pesi e rendere gli indici più rappresentativi delle abitudini di consumo attuali. Non implica una variazione dell’inflazione effettiva, ma solo un cambiamento del riferimento numerico utilizzato per esprimere l’indice.

Per quanto riguarda i titoli indicizzati:

  • l’IAPC ex-tabacco, parametro dei BTP€i, sarà espresso con la nuova base 2025=100;
  • il FOI ex-tabacco, parametro dei BTP Italia, sarà anche esso ribasato a 2025=100.

Il MEF ha chiarito esplicitamente che questa revisione non produrrà alcun effetto sui coefficienti di indicizzazione, cioè sui meccanismi che determinano la rivalutazione del capitale e delle cedole. In altri termini, l’inflazione riconosciuta ai detentori dei titoli resterà invariata.

Per gli investitori, dunque, non cambia:

  • il rendimento reale pattuito all’emissione;
  • il metodo di calcolo della rivalutazione;
  • il valore economico dei titoli in portafoglio.

Si tratta di un adeguamento tecnico necessario per mantenere aggiornati gli strumenti statistici europei e nazionali, ma senza impatto finanziario concreto per chi detiene BTP Italia o BTP€i.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.