Appuntamento domani, 25 giugno 2026, con una nuova asta di Buoni Ordinari del Tesoro. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha infatti programmato il collocamento di BOT semestrali giugno 2026, collocamento must per gli investitori orientati alle scadenze brevissime.
La novità saliente riguarda però la struttura dell’emissione. Contrariamente a quanto previsto dal calendario generale, il Tesoro ha deciso di annullare la prevista asta dei BOT trimestrali, concentrando l’offerta esclusivamente su titoli semestrali.
L’emissione arriva in una fase in cui resta alto il monitoraggio sull’evoluzione delle politiche monetarie e sulle aspettative dei tassi BCE. Ecco perchè i titoli a breve termine continuano ad essere molto seguiti dagli investitori che cercano una soluzione a basso rischio per parcheggiare la liquidità in attesa di scenari più definiti.
Il regolamento dell’asta BOT del 25 giugno è fissato per il 30, data in cui i titoli verranno effettivamente assegnati e accreditati ai sottoscrittori.
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Caratteristiche dei BOT semestrali giugno 2026
L’asta BOT del 25 giugno 2026 prevede due operazioni distinte, entrambe focalizzate su scadenze ravvicinate.
La parte principale dell’emissione riguarda un nuovo BOT a 6 mesi identificato dal codice ISIN IT0005719536. Il titolo avrà una durata di 184 giorni, sarà emesso il 30 giugno 2026 e giungerà a scadenza il 31 dicembre 2026. Per questa tranche il Tesoro ha stabilito un importo in offerta pari a 4,5 miliardi di euro, cui si aggiunge un quantitativo supplementare fino a 450 milioni di euro riservato agli operatori Specialisti in titoli di Stato.
Accanto alla nuova emissione è prevista anche la riapertura della terza tranche di un BOT già collocato lo scorso 29 maggio. Si tratta del titolo identificato dal codice ISIN IT0005711749, che presenta una vita residua di 153 giorni e una scadenza fissata al 30 novembre 2026.
In questo caso l’ammontare offerto è pari a 1,5 miliardi di euro, con una quota supplementare di ulteriori 150 milioni di euro destinata agli specialisti.
Complessivamente il Tesoro metterà quindi sul mercato 6 miliardi di euro di BOT semestrali, confermando la volontà di mantenere una presenza significativa sul segmento delle scadenze brevi.
Al 30 giugno non sono previsti BOT in scadenza quindi l’asta del 25 andrà ad alimentare l’offerta di strumenti a breve termine sul mercato e per consentire agli investitori di rinnovare o ampliare le proprie posizioni.
Calendario dell’asta BOT del 25 giugno: le date da segnare
Per chi intende partecipare all’asta BOT 25 giugno 2026 è fondamentale conoscere le principali scadenze operative.
La prima data da segnare sul calendario è quella di oggi 24 giugno, termine ultimo per la prenotazione da parte del pubblico presso la propria banca o intermediario finanziario. Oltre tale scadenza non sarà più possibile aderire al collocamento. Il giorno successivo, 25 giugno alle ore 11:00, si terrà l’asta vera e propria. Entro questo orario gli operatori autorizzati dovranno presentare le proprie richieste al Tesoro.
Successivamente, il 26 giugno alle ore 15:30, si svolgerà il collocamento supplementare riservato agli Specialisti che hanno partecipato all’asta ordinaria. Infine, come già detto, il 30 giugno 2026 è prevista la data di regolamento dell’operazione. In questa giornata avverrà il trasferimento dei titoli e la liquidazione delle somme dovute.
Come di consueto, la gestione delle operazioni sarà effettuata attraverso i sistemi di compensazione e regolamento della Banca d’Italia, nell’ambito del processo di dematerializzazione dei titoli di Stato.
Come partecipare all’asta e cosa devono sapere gli investitori
Dal punto di vista tecnico, l’asta si svolgerà attraverso il sistema competitivo utilizzato abitualmente per i BOT. Gli operatori professionali presenteranno le proprie domande indicando il rendimento richiesto e il Tesoro procederà successivamente all’assegnazione delle quantità offerte.
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Ogni partecipante istituzionale può formulare fino a cinque richieste distinte, con differenze minime di rendimento pari a un millesimo di punto percentuale. Non sono ammesse proposte prive dell’indicazione del rendimento e ciascuna domanda deve rispettare gli importi minimi previsti dalla normativa.
Per gli investitori retail il meccanismo è molto più semplice. È sufficiente rivolgersi alla propria banca o al proprio intermediario finanziario entro il termine di prenotazione e richiedere la partecipazione all’asta. La sottoscrizione minima resta fissata a 1.000 euro, soglia che rende questi strumenti accessibili anche ai piccoli risparmiatori. Il prezzo che sarà esitato dal collocamento (inferiore a 1.000 euro) ne determinerà il rendimento a scadenza pur restando sempre valida la possibilità di vendere i BOT prima della scadenza naturale quindi prima del 31 dicembre 2026 e del 30 novembre 2026.
Rispetto ai BTP, elemento da considerare nel caso dell’asta di BOT sono i costi. Per entrambe le emissioni la commissione massima applicabile alla clientela è pari allo 0,10% (sul medio e lungo termine in asta non ci sono costi).
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