azioni stellantis sull'ottovolante
Cosa sta succedendo alle azioni Stellantis (www.risparmioggi.it)
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Le azioni Stellantis oggi saranno alle prese con il dato sulle immatricolazioni europee nel mese di agosto, parametro fondamentale per inquadrare l’evoluzione della domanda e spesso in grado di condizionare i corsi di borsa. In generale i numeri pubblicati dall’ACEA hanno mostrato un mercato europeo ancora in crescita ad agosto, ma per Stellantis il quadro è stato meno brillante: le vendite sono si aumentate ma a un ritmo inferiore rispetto a quello complessivo del mercato. È proprio questo spread a meritare attenzione, soprattutto considerando l’attuale fase di debolezza della quotata automotive ieri alle prese con un nuovo ribasso.

Immatricolazioni Europa: ad agosto mercato in crescita del 5,3%

Nel perimetro composto da Unione europea, Efta e Regno Unito, ad agosto sono state immatricolate 832.637 nuove automobili, con una crescita del 5,3% rispetto allo stesso mese del 2025. Il bilancio dei primi otto mesi dell’anno conferma la fase di espansione: il totale ha infatti raggiunto circa 9,19 milioni di vetture, con un incremento del 5,8% su base annua.

Il dato va però inserito in un contesto di sempre più repentina trasformazione della composizione delle vendite. Nell’Unione europea, nei primi otto mesi, le auto elettriche a batteria hanno raggiunto una quota del 21,7%, contro il 15,8% dello stesso periodo dell’anno precedente. Le ibride-elettriche rappresentano invece il 36,6% del mercato, confermandosi la motorizzazione più diffusa. Nel frattempo benzina e diesel insieme sono scesi al 29% dal 37,5% di un anno prima.

Al di là della crescita dei volumi, che c’è ed è innegabile, il vero dato che emerge è l’oramai strutturale cambiamento della domanda per tipologia di alimentazione. Una trasformazione che impatta su tutte le case automobilistiche del Vecchio Continente compresa Stellantis. Tutti i players europei si stanno oramai da tempo confrontando non solo con concorrenza sempre più ampia ma soprattutto con una presenza crescente dei costruttori cinesi che quasi impongono la loro legge.

Stellantis cresce ma meno del mercato: quota al 13,2%

Nel mese di agosto Stellantis ha immatricolato 109.823 vetture nell’area Ue-Efta-Regno Unito, segnando un incremento del 3,5% rispetto alle vendite dello stesso mese dell’anno precedente. Il dato è quindi positivo in termini assoluti, ma resta inferiore al +5,3% registrato dal mercato nel suo complesso.

La conseguenza è una riduzione della quota di mercato, scesa al 13,2% dal 13,4% di agosto 2025. Nei primi otto mesi del 2026 Stellantis ha invece raggiunto 1.360.488 immatricolazioni, con una crescita del 4,7% e una quota del 14,8%, anch’essa leggermente inferiore al 14,9% dello stesso periodo dell’anno scorso.

Il dato offre quindi una lettura a due livelli: Stellantis sta vendendo più auto rispetto a un anno fa, ma sta crescendo meno velocemente del mercato europeo. Considerando anche Leapmotor, distribuita attraverso la joint venture con il gruppo, la quota cumulata sale al 15,6%. Da monitorare anche la pressione competitiva dei marchi cinesi. Ad agosto BYD ha aumentato le immatricolazioni del 127,9%, mentre Chery ha segnato un +217,5%. Sono numeri che aiutano a spiegare perché la semplice crescita del mercato europeo non sia sufficiente per valutare l’andamento dei singoli costruttori.

Perché le immatricolazioni possono condizionare le azioni Stellantis?

Per il titolo Stellantis i dati sulle vendite europee rappresentano quindi un indicatore da leggere soprattutto attraverso volumi, quota di mercato e mix delle motorizzazioni. Una crescita delle immatricolazioni superiore a quella del mercato potrebbe essere interpretata come un segnale di rafforzamento competitivo; al contrario, una crescita più lenta, come quella evidenziata ad agosto, lascia aperto il tema della capacità del gruppo di difendere la propria posizione.

Il mercato sta inoltre premiando una gamma sempre più elettrificata: ad agosto le immatricolazioni di vetture elettriche a batteria nell’area Ue-Efta-Regno Unito sono cresciute del 52,2%, raggiungendo una quota del 21,7%. Per Stellantis diventa quindi centrale anche la capacità di intercettare questo spostamento della domanda attraverso la propria offerta di modelli.

Da non dimenticare che sul titolo italio-francese pesa intanto anche il quadro delle valutazioni degli analisti. Appena ieri Bernstein aveva ribadito la raccomandazione sell sulle azioni Stellantis con prezzo obiettivo a 4 euro, citando tra gli elementi di attenzione anche la crescente presenza dei costruttori cinesi sul mercato europeo.

Azioni Stellantis, analisi tecnica: cosa osservare a 4,14 euro

Le azioni Stellantis muoveranno nella penultima seduta della settimana da 4,14 euro a seguito del nuovo ribasso registrato ieri. Il recupero visto a inizio settembre, quando il titolo aveva superato quota 4,80 euro, è ormai alle spalle e il quadro di breve periodo è tornato ad essere sotto pressione. Su base mensile il saldo è negativo per circa il 6%, mentre da inizio anno il rosso arriva a circa il 57%.

Dal punto di vista tecnico, la prima indicazione da seguire è proprio la capacità del titolo di non perdere l’area dei 4,1 euro. Un recupero sopra le prime resistenze di breve potrebbe invece riportare l’attenzione verso 4,50-4,60 euro, mentre il ritorno sopra i massimi di settembre oltre 4,80 euro rappresenterebbe un segnale tecnico decisamente più significativo. Al contrario, una nuova accelerazione ribassista verso i 4 euro, magari proprio sostenuta dal fatto che Stellantis a agosto ha fatto peggio del mercato in Europa, aumenterebbe la pressione sul titolo. Inutile dire che se ci dovesse essere addirittura una discesa sotto questo livello (quindi lo sfondamento al ribasso del target ribadito da Bernstein), il segnale che arriverebbe sarebbe negativo anche dal punto di vista psicologico.

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