Azioni Leonardo pronte a muovere nella penultima seduta della settimana da quota 50,45 euro sostanzialmente in linea con i livelli delle ultime giornate. Dopo essere riuscite a riagganciare quota 50 euro a partire da metà settembre, le Leonardo hanno subito una sorta di assestamento in un range trading molto stretto senza riuscire, almeno per ora, a riavvicinarsi ai massimi raggiunti a fine agosto oltre i 55 euro. Il quadro di breve periodo delle azioni Leonardo resta quindi caratterizzato da una fase laterale, mentre su base mensile il bilancio evidenzia ancora un rosso di circa l’8%.
Sul titolo della difesa, però, continuano ad arrivare novità sia dal fronte industriale che da quello finanziario. Dalle indicazioni del CEO Lorenzo Mariani sull’utilizzo dei fondi europei SAFE, passando per il nuovo contratto della controllata Thales Alenia Space con la nigeriana NigComSat, fino all’aggiornamento del buyback, sono diversi gli elementi da monitorare per capire quale potrebbe essere la prossima direzione della quotata. Proprio su questi spunti si concentrerà tutta la prima parte del nostro articolo. Successivamente, invece, spazio ad alcune considerazioni (non consigli di investimento) su come regolarsi con le azioni Leonardo alla luce di questo quadro.
Indice
Leonardo e fondi SAFE: le proposte presentate al governo
Principale dossier da seguire in casa Leonardo è il possibile impiego dei fondi europei SAFE, lo strumento attraverso cui l’Europa punta a sostenere il rafforzamento delle capacità industriali e produttive nel settore della difesa. Leonardo ha presentato alcune proposte per l’utilizzo delle risorse e auspica che il governo italiano possa accoglierle.
Il numero uno Lorenzo Mariani, intervenendo in audizione alla Commissione Difesa della Camera, ha definito SAFE come la “prima vera misura utile” prodotta dall’Europa per la difesa, sottolineando la disponibilità di risorse significative e procedure che, secondo Leonardo, risultano meno complesse rispetto ad altri strumenti europei.
L’Italia ha avviato le procedure per utilizzare circa 8,9 miliardi di euro, rispetto ai 14,9 miliardi inizialmente richiesti, ma resta ancora da completare l’iter relativo alla prima tranche, pari al 15% dei fondi.
Il punto non è soltanto l’aumento degli investimenti ma la trasformazione di queste risorse in capacità operative, tecnologie e produzione in tempi compatibili con le esigenze della difesa europea. Una quota significativa dei fondi, secondo la posizione espressa da Mariani, dovrebbe quindi tornare direttamente all’industria europea, sostenendo investimenti, competenze e occupazione qualificata. Leonardo ha già indicato un forte incremento della capacità produttiva e prevede di inserire oltre 30.000 risorse qualificate tra il 2021 e il 2030.
Nuovo contratto in Nigeria per Thales Alenia Space
Movimento anche sul fronte industriale con una nuova commessa dall’Africa. Thales Alenia Space, società partecipata al 67% da Thales e al 33% da Leonardo, ha raggiunto un accordo con NigComSat, società statale nigeriana, per lo sviluppo di un nuovo satellite per telecomunicazioni destinato all’orbita geostazionaria.
Il progetto riguarda il satellite NigComSat-2A, pensato per rafforzare la connettività digitale in Africa. Il sistema dovrebbe consentire di fornire servizi di telecomunicazione anche nelle aree più remote, oltre a supportare trasmissioni televisive ad alta qualità, connessioni internet, chiamate vocali e servizi di streaming. Il satellite avrà una massa al lancio di circa 4 tonnellate e una copertura geografica estesa dall’Africa occidentale fino a quella meridionale. La vita operativa prevista supera i 15 anni.
Il contratto di fatto è un riconoscimento del percorso di sviluppo delle attività spaziali e delle telecomunicazioni satellitari di Leonardo. L’effetto immediato sul conto economico non rappresenta necessariamente il principale elemento da valutare: l’accordo conferma piuttosto la presenza di Thales Alenia Space in un mercato nel quale la domanda di infrastrutture satellitari e servizi di connettività sta aumentando.
Buyback Leonardo: superata quota un milione di azioni acquistate
C’è poi il programma di acquisto di azioni proprie avviato da Leonardo il 19 maggio 2026. L’ultimo aggiornamento riguarda gli acquisti effettuati il 15 settembre.
In quella seduta Leonardo ha acquistato 121.000 azioni proprie, equivalenti allo 0,0209% circa del capitale, a un prezzo medio ponderato di 49,4813 euro. Il controvalore dell’operazione è stato pari a 5,987 milioni di euro. Dall’inizio del programma gli acquisti complessivi sono arrivati a 1.001.000 azioni, pari allo 0,1731% circa del capitale, per un controvalore di 47,23 milioni di euro. Considerando anche le azioni già presenti in portafoglio, Leonardo detiene ora 1.353.043 azioni proprie, equivalenti a circa lo 0,234% del capitale sociale.
Le azioni acquistate non sono destinate a essere semplicemente cancellate ma al contrario si inseriscono nei Piani di Incentivazione a Lungo Termine e nei Piani di Azionariato Diffuso. Il buyback rappresenta quindi un ulteriore tassello della politica di gestione del capitale, anche se le dimensioni raggiunte finora non sono tali da modificare in modo significativo il capitale complessivo della società.
Come regolarsi con le azioni Leonardo: i livelli da attenzionare
E ora lasciamo il quadro fondamentale e passiamo a quello tecnico. Obiettivo è fasi un’idea su come regolarsi con le azioni Leonardo. Andando un pò a ritroso sul grafico, a spiccare è quel 44,25 euro di minimo relativo raggiunto il 26 giugno. Da allora era partita una fase di recupero culminata con l’aggancio di quota 69,78 euro a metà agosto. Da quel momento in poi altro ritracciamento culminato nella discesa a quota 48,605 euro a metà 15 settembre. Come già accennato è stato da quel livello in poi che è iniziato un recupero che la scorsa settimana ha riportato Leonardo sopra quota 50 euro.
Un piccolo passo in avanti in un contesto generale in cui, inutile dirlo, le azioni Leonardo devono ancora dimostrare di avere la forza necessaria per riattaccare i massimi di agosto o quantomeno trasformare questo recupero in un nuovo movimento direzionale. uscendo dalla lateralizzazione che sembra invece essere in atto attorno all’area dei 50 euro. L’andamento oscillante del colosso della difesa spiega perchè rispetto a sei mesi fa spicca un ribasso dei valori del 13% mentre da inizio anno il passivo è di circa un punto percentuale.
Seguici su Telegram! Iscriviti qui
Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.















