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Azioni Softbank giù per dubbi sui data center (www.risparmioggi.it)
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SoftBank torna sotto pressione alla Borsa di Tokyo dopo un nuovo segnale di tensione arrivato dal fronte delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Nelle prime contrattazioni di venerdì 25 settembre il titolo del gruppo giapponese ha ceduto circa il 3%, dopo le notizie relative a Oracle e al maxi progetto di data center Jupiter nel Nuovo Messico.

Il movimento arriva in un momento particolarmente delicato per SoftBank, che ha appena raccolto 11,1 miliardi di dollari sul mercato obbligazionario per finanziare soprattutto la propria esposizione a OpenAI. A preoccupare gli investitori è quindi il possibile intreccio tra debito crescente, investimenti miliardari e difficoltà operative nella costruzione delle infrastrutture necessarie alla corsa all’AI.

Cosa è successo al progetto Jupiter

Al centro della nuova ondata di vendite c’è Project Jupiter, un grande campus di data center nel Nuovo Messico collegato a Stargate, il piano da 500 miliardi di dollari per lo sviluppo di infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale che coinvolge OpenAI, SoftBank e Oracle.

Oracle ha inviato una notifica di forza maggiore a una società del gruppo Blue Owl coinvolta nello sviluppo del progetto. La decisione è legata al rischio di ritardi nell’approvvigionamento energetico necessario ad alimentare il campus.

La notifica non equivale allo stop del progetto. Oracle ha infatti affermato che Jupiter resta sulla tabella di marcia prevista. La mossa serve però a proteggere la società da determinati obblighi di pagamento nel caso in cui il complesso non riesca a entrare in funzione nel 2028 come programmato.

È proprio questo elemento ad aver riacceso le preoccupazioni del mercato. La costruzione di enormi data center richiede quantità molto elevate di elettricità, nuovi collegamenti alla rete, autorizzazioni e capitali. Anche società con una forte capacità finanziaria possono quindi incontrare ostacoli in grado di rallentare la realizzazione degli impianti.

SoftBank perde terreno a Tokyo

La reazione è arrivata rapidamente anche in Giappone. SoftBank Group ha perso circa il 3% nelle prime fasi della seduta, toccando quota 6.154 yen secondo i dati diffusi nella mattinata asiatica, prima di recuperare successivamente parte delle perdite.

Il collegamento con Jupiter è soprattutto indiretto: SoftBank non è il soggetto responsabile della realizzazione del campus, ma rappresenta uno dei principali protagonisti di Stargate e ha concentrato una parte crescente della propria strategia su OpenAI e sull’espansione dell’intelligenza artificiale.

I problemi nella costruzione delle infrastrutture necessarie al settore finiscono quindi per interessare anche il gruppo guidato da Masayoshi Son.

SoftBank ha appena raccolto 11,1 miliardi di dollari

A rendere il momento ancora più sensibile è la maxi emissione obbligazionaria conclusa proprio questa settimana.

SoftBank ha raccolto circa 11,1 miliardi di dollari attraverso obbligazioni denominate in dollari ed euro. Una parte rilevante delle risorse servirà a finanziare l’ultima tranche del nuovo investimento in OpenAI.

Il costo del finanziamento è elevato. Le tre tranche in dollari offrono cedole dell’8,625%, 9,25% e 9,75%, mentre quelle in euro sono state collocate con cedole del 7,125% e dell’8%.
L’operazione mostra quanto SoftBank sia disposta a pagare per ottenere rapidamente capitali da destinare alla propria strategia sull’intelligenza artificiale. Allo stesso tempo, rendimenti così alti riflettono il premio richiesto dagli investitori per assumersi un rischio di credito superiore rispetto alle obbligazioni investment grade.

Il debito dell’AI finisce sotto osservazione

Il problema non riguarda soltanto SoftBank. Il boom degli investimenti in intelligenza artificiale sta spingendo società tecnologiche, operatori cloud e sviluppatori di data center a raccogliere cifre sempre più elevate sul mercato del credito.

Secondo Reuters, gli spread sulle obbligazioni collegate all’AI sono saliti intorno a 115 punti base, contro circa 78 punti base del mercato più ampio. È un segnale di maggiore prudenza da parte degli investitori, che chiedono una remunerazione più alta per finanziare progetti caratterizzati da forti esigenze di capitale.

Project Jupiter rende visibile anche un altro rischio: avere a disposizione i finanziamenti rappresenta solo una parte del percorso necessario per trasformare gli investimenti in capacità di calcolo. Energia, autorizzazioni, infrastrutture e tempi di costruzione possono diventare colli di bottiglia.

Per SoftBank, il mercato sta quindi osservando due aspetti contemporaneamente: quanto valore potranno generare nel tempo gli investimenti in OpenAI e quanto capitale sarà necessario per sostenere questa espansione.

La seduta del 25 settembre rappresenta così un nuovo test per la strategia di Masayoshi Son. L’interesse degli investitori verso l’AI resta elevato, ma aumenta anche l’attenzione verso il costo necessario per trasformare la crescita tecnologica in infrastrutture operative e, soprattutto, in ritorni economici.

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