Se vi chiedessero quali sono i titoli su cui stanno investendo di più i trader italiani, probabilmente pensereste a qualche grande nome di Borsa Italiana. Magari una banca impegnata nel risiko bancario, una società dell’energia con il vento in poppa grazie al rialzo del petrolio o uno dei titoli che negli ultimi mesi hanno beneficiato del vincente ciclo dell’intelligenza artificiale.
E invece la fotografia restituita dal broker Capital.com racconta una storia completamente diversa. Nella classifica degli strumenti più scambiati dai trader italiani tra l’1 e il 23 settembre 2026, elaborata sulla base del volume in dollari degli ordini aperti, non compare neppure un’azione italiana. E la sorpresa non finisce qui: non ci sono nemmeno il Ftse Mib né ETF legati al mercato azionario italiano.
Il primo posto è occupato dall’oro spot. Subito dietro si trovano tecnologia americana, SpaceX e petrolio, mentre tra le singole azioni il podio è composto da Micron Technology, SpaceX e Moderna. La classifica è stata riportata da MilanoFinanza e offre uno spaccato piuttosto interessante delle preferenze dei trader italiani quando si passa dalle intenzioni alle operazioni effettivamente aperte sulla piattaforma. Vediamo allora tutto nel dettaglio.
Indice
Oro e petrolio in cima: i trader italiani guardano ai grandi temi globali
Partiamo dal dato che balza subito agli occhi: oro spot al primo posto e petrolio greggio tra gli strumenti più scambiati.
Secondo noi di RisparmiOggi.it non è un risultato che dovrebbe sorprendere più ditanto, considerando il quadro di mercato attuale. Oro e petrolio sono due asset che, per caratteristiche molto diverse, sono direttamente esposti ai grandi temi che stanno muovendo i mercati internazionali.
L’oro continua a essere uno degli strumenti più scambiati quando aumentano le tensioni sui mercati e cresce l’attenzione sulle prospettive dell’economia e della politica monetaria delle banche centrali. Il petrolio, invece, è strettamente legato agli equilibri geopolitici che da mesi sono stravolti a causa della guerra Usa-Iran e della chiusura di Hormuz. Detto ciò, l’aspetto che sorprende non che è i trader italiani scambino tantissimi contratti su oro e petrolio ma il peso che questi strumenti hanno assunto all’interno della classifica complessiva: praticamente sono davanti anche a numerosi titoli azionari molto conosciuti.
E questo aiuta a capire una cosa di cui parleremo nel prossimo paragrafo: quando si parla di trading, l’orizzonte dei trader italiani va ben oltre l’Italia.
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La vera sorpresa sono le azioni: nessun titolo italiano
Se restringiamo il campo alle singole azioni, la classifica di Capital.com diventa ancora più significativa.
A guidarla è Micron Technology, seguita da SpaceX e Moderna. Poi arrivano Tesla, SanDisk, Nvidia, Strategy e Direxion Daily Semiconductor Bull 3X Shares.
Sono nomi che hanno un denominatore comune abbastanza evidente: il mercato americano e, in particolare, alcuni dei trend più caldi della Borsa Usa.
La presenza di società come Micron, Nvidia e SanDisk porta direttamente nel cuore del settore dei semiconduttori. Tesla rappresenta invece uno dei titoli più conosciuti e scambiati del comparto tecnologico e automobilistico americano. SpaceX aggiunge un’altra componente legata alla tecnologia e all’innovazione.
Ma il dato da sottolineare è soprattutto un altro.
Come abbiamo accennato nella premessa, tra le prime posizioni non c’è nessuna azione quotata a Piazza Affari. Non troviamo quindi banche italiane, utility, energetici o industriali. E non compare nemmeno il Ftse Mib come indice di riferimento del mercato azionario italiano. Ancora più significativa è l’assenza di ETF sull’Italia. In altre parole, nella fotografia degli strumenti maggiormente scambiati dai trader italiani su Capital.com a settembre, il mercato domestico non riesce a entrare nella top 8.
La classifica completa dei trader italiani su Capital.com
Ecco come si presenta la graduatoria relativa al periodo 1-23 settembre 2026, considerando gli strumenti più scambiati sulla piattaforma sulla base del volume in dollari degli ordini aperti:
| Posizione | Strumento |
|---|---|
| 1 | Oro spot |
| 2 | US Tech 100 |
| 3 | Petrolio greggio |
| 4 | Germany 40 |
| 5 | US Wall Street 30 |
| 6 | Japan 225 |
| 7 | Euro/dollaro |
| 8 | Brent spot |
Accanto a questa classifica degli strumenti, guardando esclusivamente alle azioni / ETF più scambiate, ad imporsi sono invece Micron Technology, SpaceX, Moderna, Tesla, SanDisk, Nvidia, Strategy e Direxion Daily Semiconductor Bull 3X Shares.
Bastano queste due classifiche per fiutare quanto sia ampia la scelta dei trader rispetto al semplice investimento sul mercato azionario italiano! Ci sono infatti indici americani, indice tedesco, indice giapponese, forex, materie prime e singole azioni statunitensi. Una vera esposizione ai principali mercati globali.
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Tecnologia americana protagonista, ma con una caratteristica precisa
Un altro aspetto che merita attenzione è la forte presenza del comparto tecnologico.
US Tech 100 è secondo nella classifica generale degli strumenti, mentre tra le singole azioni troviamo Micron, Nvidia, SanDisk, Tesla e Strategy. Non è quindi soltanto una preferenza per Wall Street in senso generico: una parte significativa dell’attività si concentra su società e strumenti legati a tecnologia, semiconduttori e crescita.
Micron, in particolare, occupa la prima posizione tra le azioni. La società statunitense è uno dei grandi nomi mondiali dei semiconduttori e il suo posizionamento in cima alla graduatoria delle singole azioni conferma quanto il settore dei chip sia seguito dai trader.
Anche la presenza di Direxion Daily Semiconductor Bull 3X Shares va nella stessa direzione: un ETF che punta a ottenere una performance giornaliera tripla rispetto a un indice legato ai semiconduttori.
La classifica, quindi, non fotografa semplicemente la passione per le big tech. Evidenzia anche una propensione verso strumenti che consentono di prendere posizione sui temi più “movimentati” del mercato.
Ma quanto è “evoluto” il trader italiano?
Non solo numeri sugli asset scambiati nella ricerca di Capital.com ma anche indicazioni sul comportamento dei trader italiani.
Il 28% degli intervistati ha dichiarato di avere oltre sei anni di esperienza nel trading. In Germania la percentuale è del 18%, mentre in Polonia si ferma al 16%. Anche l’età media distingue il campione italiano: è di 44 anni, il dato più alto tra i tre Paesi considerati.
C’è poi un aspetto legato alle fonti utilizzate per prendere decisioni. Il 71% degli italiani intervistati ha indicato le proprie analisi come principale fonte. Gli strumenti di analisi basati sull’intelligenza artificiale vengono invece indicati dal 43%, gli analisti finanziari indipendenti dal 55% e i report di ricerca istituzionali dal 53%. Più ridotto è il peso dei social media e del passaparola: i contenuti di trading sui social vengono utilizzati dal 38% degli intervistati italiani, mentre amici e conoscenti rappresentano una fonte per il 31%.
Insomma i trader italiani, molto di più di quelli degli altri paesi, prendono le loro decisioni operative sulla base dell’analisi personale.
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