Le azioni Saipem provano a rialzare la testa dopo tre sedute consecutive in rosso. Nella mattinata del 15 settembre il titolo guadagna circa lo 0,5% a 4,183 euro, tentando di recuperare dopo il pesante -3,62% registrato ieri.
Il rimbalzo arriva insieme a una nuova commessa offshore in Angola da 350 milioni di dollari, ma gli analisti invitano a separare il valore industriale del contratto dalle ragioni che hanno provocato le recenti vendite sul titolo.
Per Equita, infatti, la nuova aggiudicazione è positiva, ma non abbastanza importante da modificare le stime. La SIM mantiene quindi la raccomandazione Hold con target price a 4 euro, inferiore alle quotazioni attuali.
La commessa in Angola aiuta, ma non cambia le stime
Saipem si è aggiudicata da Azule Energy Angola, joint venture tra Eni e BP, il contratto relativo al progetto West Hub Tails, inserito nello sviluppo Agogo Integrated West Hub Development.
Il gruppo si occuperà di ingegneria, fabbricazione, trasporto e installazione delle infrastrutture sottomarine, compresi circa 62 chilometri di flowline, riser e umbilicali. Il progetto avrà una durata prevista di circa due anni e mezzo.
Equita considera la notizia favorevole soprattutto perché conferma il buon momento commerciale della divisione offshore e rafforza la presenza di Saipem nell’Africa Occidentale.
Il peso sulla dimensione complessiva del gruppo resta però limitato. Secondo la SIM, i 350 milioni rappresentano appena il 2,5% della stima di order intake 2026, fissata a 14,3 miliardi di euro. Anche la marginalità dovrebbe risultare in linea con quella normalmente ottenuta nella divisione offshore.
Perché Saipem ha perso terreno nelle ultime sedute
Il nuovo contratto non è quindi sufficiente, da solo, a spiegare un possibile cambio di direzione del titolo.
Equita attribuisce il recente ribasso di Saipem e dell’intero comparto oil services soprattutto a un aumento dell’avversione al rischio e alle tensioni in Medio Oriente dopo gli attacchi all’oleodotto saudita East-West.
Il timore degli investitori riguarda le possibili conseguenze operative di una nuova escalation nella regione. Per società come Saipem, eventuali interruzioni dei lavori potrebbero tradursi in ritardi, maggiori costi di esecuzione e pressione sui margini, problemi già emersi nei risultati del secondo trimestre.
Questo spiega perché il titolo sia sceso anche in presenza di prezzi elevati di petrolio e gas: il mercato ha guardato più al rischio di esecuzione dei progetti che al beneficio derivante dalle quotazioni energetiche.
Cosa dicono gli altri analisti su Saipem
La prudenza di Equita non è però condivisa dall’intero mercato.
Il consensus raccolto da Investing comprende attualmente 18 analisti, con 13 raccomandazioni Buy, quattro Hold e una Sell. Il target price medio si colloca intorno a 4,94 euro, quindi sopra i prezzi ai quali Saipem viene scambiata in queste ore.
Tra le valutazioni positive più recenti figurano JPMorgan con un target di 5,95 euro, BNP Paribas Exane a 5,30 euro, Berenberg a 5,05 euro e Kepler Cheuvreux a 4,80 euro. UBS indica invece 4,60 euro.
Il quadro resta quindi diviso. La nuova commessa conferma che il portafoglio commerciale continua a crescere, ma Equita non considera il calo recente sufficiente per passare all’acquisto.
Per capire se il recupero del 15 settembre rappresenti davvero l’inizio di una nuova fase, sarà soprattutto necessario verificare se le tensioni geopolitiche si attenueranno e se Saipem riuscirà a eseguire i numerosi contratti acquisiti senza ulteriori extra-costi.
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