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Azioni Leonardo e Michelangelo Done (www.risparmioggi.it)

E’ stata una settimana positiva quella delle azioni Leonardo. Il colosso della Difesa, da mesi al centro di una riduzione dell’appeal per effetto delle trattative di pace tra Russia e Usa, è tornano a crescere. Alla fine, grazie a ben cinque rialzi di fila, le azioni Leonardo hanno messo in cassaforte il 4,5% attestandosi a quota 46,9 euro. Da qui ripartiranno nella prima seduta della nuova settimana. Cosa attendersi dal titolo? Quali potrebbero essere i prossimi obiettivi dei prezzi? Per rispondere a queste domande è necessario anzitutto focalizzare quelli che sono gli attuali driver del titolo.

Esaurito l’interesse per i conti dei primi nove mesi del 2025, la scorsa settimana l’attenzione degli investitori è stata tutta rivolta alla presentazione del sistema Michelangelo Dome. Guardando al timing degli eventi, balza subito all’occhio come sia stato proprio questo driver a dare sostegno dalla ripresa dei prezzi. Non è da escluso che sempre il Michelangelo Dome possa pesare anche nei prossimi giorni.

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Cosa è Michelangelo Done e perchè è una notizia positiva per Leonardo

E’ impensabile che la guerra in Ucraina possa essere il catalizzatore eterno delle azioni Leonardo e, più in generale, di tutti i titoli della Difesa europea. La cronaca degli ultimi mesi ha dimostrato come siano necessari ordini e commesse reali a tenere alte le aspettative. Tutti i piani di riarmo dell’Europa per essere attuati hanno bisogno di tempi lunghi. Ecco perchè i nuovi progetti finiscono con l’essere il solo reale elemento di visibilità per le quotate del settore, soprattutto se puntano a una diversificazione dello stesso business.

Proprio questo è avvenuto con Michelangelo Done, il cui annuncio ha permesso al titolo Leonardo di consolidare la traiettoria al rialzo della scorsa settimana.

Ma cosa è, spiegato con parole semplici, Michelangelo Done? Si tratta di un progetto che va ben oltre l’introduzione di un nuovo sistema di difesa. In realtà è una vera e propria architettura completa che è stata pensata per offrire una protezione integrata contro minacce moderne e sempre più complesse.

Il valore principale di Michelangelo Dome risiede nella sua struttura multidominio. Non è un’arma, né un singolo apparato: è un sistema coordinato che unisce sensori terrestri, navali, aerei e spaziali di nuova generazione a capacità digitali avanzate, come piattaforme di cyber defence, intelligenza artificiale e sistemi evoluti di comando e controllo. L’intero ecosistema crea una sorta di “cupola di sicurezza” dinamica, progettata per individuare e contrastare minacce provenienti da qualsiasi direzione e in qualsiasi condizione operativa.

Un suo elemento distintivo è la capacità di integrare dati provenienti da fonti eterogenee: radar, satelliti, assetti marittimi, reti informatiche e sistemi di sorveglianza convergono in un unico quadro tattico. L’AI analizza in tempo reale questi flussi e, grazie a funzioni predittive, anticipa comportamenti ostili prima che si traducano in un attacco. Ciò permette al sistema di selezionare automaticamente gli effettori più idonei e di coordinare la risposta, anche in scenari di attacchi multipli o saturanti.

La piattaforma, inoltre, è stata sviluppata seguendo gli standard NATO, un dettaglio non banale dal punto di vista commerciale: la compatibilità con infrastrutture già in uso rende il sistema facilmente adattabile alle esigenze di diversi Paesi, ampliando per Leonardo il potenziale mercato di riferimento.

Secondo Cingolani, il sistema potrebbe diventare operativo entro il 2027 e generare un valore di mercato stimato in 1,14 miliardi di euro entro il 2035. Queste prospettive si inseriscono in un contesto europeo in cui la spesa per lo spazio e per la sicurezza avanzata è in forte accelerazione: negli ultimi mesi gli investimenti sono aumentati di quasi il 30%, superando i 22 miliardi di euro.

Lato investitori, il lancio di Michelangelo Done è una notizia positiva per due motivi: perchè rafforza il ruolo di Leonardo come attore di riferimento nella sicurezza globale e perchè aumenta la visibilità internazionale del gruppo andando a rappresentare un catalizzatore positivo per le future performance del titolo. Non solo driver da sfruttare di pancia (come è avvenuto) ma catalyst di lungo termine.

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Azioni Leonardo: quali sono i prossimi obiettivi dei prezzi

Grazie al balzo della scorsa Ottava, le azioni Leonardo hanno contratto il pesante rosso dell’ultimo mese (novembre) sotto al 10%. I prezzi restano lontani dagli oltre 56 euro raggiunti a inizio ottobre ma la cosa importante è che, per la prima volta da settimane, c’è un catalizzatore reale che il titolo può sfruttare al contrario di quello che è avvenuto nelle settimane precedenti quando le azioni Leonardo sono state praticamente al traino delle indiscrezioni di stampa sulle trattative di pace tra russi e americani. Sempre in termini di performance, il titolo della difesa da inizio 2025 ha messo in cassaforte l’80%, più o meno la stessa percentuale della prestazione anno su anno.

In questo contesto, assumendo come ipotesi di riferimento quella della prosecuzione del trend al rialzo (questo suggerisce il grafico della scorsa settimana), resta centrale la tenuta dei 45 euro, il cui superamento potrebbe portare le quotazioni di Leonardo in area 47,7 euro dove staziona la media di lungo termine.

Se invece (ipotesi ribassista) i prezzi dovesse scendere sotto 45 euro allora il rischio sarebbe quello di un prolungamento della flessione fino a 43 euro ossia i livelli più bassi da agosto scorso.

Sulle azioni Leonardo sono attivi 18 giudizi con rating medio accumulate e target price medio a 55,7 euro, oltre il 18% in più rispetto ai valori attuali (upside potenziale).

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.