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Con un rialzo del 23,6% a quota 82,5 dollari le azioni Intel hanno scritto una pagina della loro storia. Il titolo aprirà la nuova ottava su valori che non aveva mai raggiunto. Una trimestrale praticamente perfetta resa noto al mercato venerdì scorso ha spinto le azioni Intel sui massimi storici riscrivendo completamente tutti i dati di performance di medio e lungo termine. Grazie proprio al rally di venerdì, ora le azioni Intel risultano essere apprezzate del 91% rispetto a un mese fa, del 123% da inizio anno e del 310% su base annua. Percentuali da capogiro che si spiegano solo alla luce della vera e propria rivoluzione su conti e outlook che è emersa dalla trimestrale.

Chi ha comprato anche un solo giorno prima del rally epico avrà passato il fine settimana ad esultare (Intel passava di mano ad appena 66 dollari il giorno precedente la diffusione dei conti), mentre chi, stordito dagli eventi, ha preferito attendere che si verificasse uno stop del rally da sfruttare per entrare, lo avrà passato a mangiarsi le mani. E ora l’attenzione passa alla sessione di borsa di oggi. Cosa potrebbe succedere? Le azioni Intel continueranno il loro rally oppure faranno i conti con prese di profitto?

Intanto anche gli analisti avranno il loro da fare perchè c’è un effetto indiretto del balzo di Intel ai massimi storici: molti target price che avevano resistito per mesi sono stati agganciati e anche superati. Risultato è una situazione impensabile fino a pochi giorni fa: i dati medi dicono che non c’è più upside sulle azioni Intel…ma addirittura un downside. Da qui partiamo.

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Dopo il rally sulle azioni Intel è spuntato un potenziale di downside

Il fatto che il rally storico delle azioni Intel sia accaduto di venerdì ha colto molti analisti impreparati rendendo tanti target price semplicemente obsoleti. Se quando Intel passava di mano a 65 dollari (ossia fino al 23 aprile), la stragrande maggioranza dei prezzi obiettivo in essere erano più alti (e alcuni anche di molto) dopo il rally di 20 punti percentuali la prospettiva è del tutto cambiata e ora molti target sono inferiori alle quotazioni correnti. Questo spiega perchè il lunedì successivo al balzo di Intel è presente una situazione che ha quasi del paradossale: c’è potenziale di downside sul titolo e non più di upside!

Del resto sono le valutazioni le prime ad essere state prese di contropiede. MarketScreener segnala 47 coperture attive sul titolo Intel con rating medio hold ossia mantenere. Essendoci stato il fine settimana di mezzo, praticamente nessun analista ha aggiornato la sua valutazione ed ecco allora la situazione che si presentava quando il titolo è schizzato ai massimi storici: 11 buy, 30 neutral e addirittura 5 tra underperform e sell. Per la maggior parte degli analisti, quindi, Intel non era da comprare. Ad esempio Investing riporta che hold sono DA Davidson, UBS e TD Cowen mentre JP Morgan e BofA sono addirittura sell!

Ancora più spietato il verdetto lato target price: 75 dollari di prezzo obiettivo medio che, ai prezzi attuali post rally, significa potenziale di downside del 9%.

Cosa fare con le azioni Intel dopo la scalata ai massimi?

Dopo un rally come quello messo a segno venerdì diventa complesso posizionarsi sulle azioni Intel: prosecuzione del rialzo o profitti è l’enigma di molt investitori. C’è il dato del premarket come riferimento che però aiuta davvero poco: +0,23% a 82,7 dollari è l’indicazione. Francamente essa sembra lasciare aperta la porta sia ad un ulteriore allungo che a possibili prese di profitto. Molto dipenderà quindi da quello che potrebbe accadere nelle prossime ore man mano che ci avvicineremo all’opening bell di Wall Street.

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Qualche indicazione in più la offre l’analisi tecnica. Venerdì è stato boom di pezzi scambiati su Intel e i valori si potrebbero così essere spinti ad insidiare qualche soglia importante. Agganciati gli 82 dollari, ci sono ora gli 85 dollari nel mirino. Non si tratta di un valore dietro l’angolo ma se la pressione dei compratori dovesse essere forte e inalterata rispetto a prima del weekend, non si può escludere che questo livello possa finire nel mirino anche perchè è la prosecuzione della spinta rialzista ci starebbe pure lato tecnico. Oltre questo livello sarebbe poi campo aperto con i 100 dollari a fare da target psicologico.

Nell’ipotesi prese di profitto, invece, va tenuto che in un giorno i valori sono passati da 66 dollari a oltre 82 dollari. Una discesa fino a un valore intermedio a 74 dollari non meraviglierebbe e raffredderebbe quell’eccesso di euforia che ha reso praticamente inutili i tanti indicatori di analisi tecnica che sono saltati.

Concludiamo con una annotazione. Oltre al titolo ai massimi storici c’è un altro motivo per cui Intel è nella storia: il suo balzo ha dato il là ad un effetto domino su tutto il settore dei semiconduttori e del tech. Per una volta è stata Intel a spingere in avanti colossi come Nvidia (che però restano lontani dal target psicologico a 300$) e non viceversa.

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