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Il Tesero lo aveva indicato già nel programma di emissioni valevole per il terzo trimestre 2023 e sicuramente non vuole perdere tempo visto che già nell’asta di oggi 25 luglio verrà collocato il nuovo BTP Short Term. Quello che un tempo era il CTZ sarà quindi il protagonista dalla prossima asta di titoli di stato.

A fare coppia con il nuovo short term sarà sempre il BTP€i. Insomma quello del 25 luglio sarà il più classico degli appuntamento con la “premiata ditta” BTP Short Term – BTP indicizzati all’inflazione europea.

Il giorno dopo si terrà la seconda asta BOT di luglio, tuttavia, considerando quella che è l’attuale fase dei rendimenti dei bond sovrani e tenendo conto che tutte le previsioni indicano come praticamente certo un rialzo dei tassi BCE di 25 punti base proprio nel board che terrà questa settimana, ecco che l’asta BTP Short Term BTP€i di oggi 25 luglio assume un significato molto particolare.

E allora le domande sono sempre le stesse: che rendimenti saranno esitati? A quali prezzi verranno collocati i due bond? E come sempre prima di dare una risposta a queste domande, presentiamo rapidamente le due emissioni del 25 luglio.

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Asta BTP Short Term-BTP€i oggi 25 luglio 2023: i prospetti in sintesi

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Il nuovo BTP Short Term e il BTP€i a 10 anni sono i protagonisti dell’asta del 25 luglio 2023

C’è molta curiosità soprattutto sul nuovo Short Term che verrà collocato in giornata. Il titolo ha scadenza 29 settembre 2025 e paga una cedola 3,60%. La durata è quindi di 26 mesi che, per questa tipologia di bond (si tratta praticamente degli ex CTZ) non è affatto poco visto che al massimo poteva essere di 30 mesi. La scheda informativa del titolo è contenuta nel post dedicato proprio alle nuove emissioni Short Term.

E poi c’è il titolo indicizzato all’inflazione europea. In questo caso si tratta del BTP€i a 10 anni ISIN IT0005482994 in scadenza il 15 maggio 2033. Il titolo è arrivato alla 18esima tranche e stacca una cedola reale dello 0,1%. In questo caso le informazioni sul collocamento sono nella scheda alla pagina sulle prossime aste BTP.

Due soli titoli in collocamento, quindi, ma l’ammontare è tutto tranne che trascurabile. Il target di raccolta totale è infatti alto: minimo 4,25 e massimo 5 miliardi di euro. Come sempre il Tesoro punta al tutto esaurito. In entrambi i casi la data di regolamento è il 27 luglio 2023.

Asta BTP Short Term – BTP€i oggi 25 luglio 2023: le previsioni di rendimento

Quali rendimenti attendersi dall’asta del 25 luglio? Pariamo dello Short Term. Trattandosi di una nuova emissione non abbiamo alcun riferimento diretto sul secondario. Non ci servono perchè ci bastano, almeno approssimativamente, quelli indiretti. E allora alla luce di quella che è la situazione sul secondario si possono ipotizzare un pricing leggermente sotto la pari. Prendendo come punto di riferimento per l’analisi comparativa il BTP a 2 anni si può vedere come esso offra circa il 3,7% di rendimento che non è male.

Attenzione alla cedola perchè lo Short Term funziona in modo particolare. La prima data di pagamento è fissata per il 29 settembre prossimo e quindi gli amici risparmiatori che comprano in asta avranno diritto ad avere lo 0,626087% del capitale nominale che corrisponde a 64 giorni di possesso (dal 27 luglio di regolamento alla data di pagamento della cedola) su un semestre di 184.

Non è detto che lo Short Term piaccia a tutti per far fruttare i risparmi. L’alternativa che il Tesoro mette in asta oggi è un classico: il BTP indicizzato all’inflazione europea a 10 anni. La cedola reale, come sempre nel caso di questa tipologia di titoli, è molto bassa. Tuttavia Btpi Tf 0,1% Mg33 Eur (questa la denominazione) sul secondario offre un rendimento effettivo a scadenza lordo del 7,46% con quotazione a 84,2 nel giorno della vigilia. Togliendo la tassazione BTP e passando al rendimento reale si scende all’1,95%.

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Il BTP a 10 anni a cedola fissa propone un rendimento del 4,10%. C’è quindi una differenza di rendimento del 2,15% che non è un dato qualsiasi ma l’inflazione che gli investitori si attendono per i prossimi 10 anni (dato medio). Si tratta di una aspettativa molto vicina a quella del 2% che la BCE ha fissato.