Quando si parla di asta Btp ci si riferisce alla vendita diretta da parte dello stato di buoni del tesoro poliennali emessi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Queste obbligazioni hanno una data di scadenza a medio/lungo termine (3, 5, 7, 10, 15, 20, 30, 50 anni) e hanno un rendimento semestrale fisso (obbligazioni a cedola fissa). La collocazione dei titoli viene effettuata due volte al mese e prende il nome di asta marginale.

Asta BTP come funziona

Prima della vendita, il ministero deve stabilire e annunciare la quantità di obbligazioni emesse. In base all’analisi della domanda e dell’offerta è determinato il prezzo di emissione, il loro rendimento e il valore nominale minimo e massimo. I compratori sono soggetti autorizzati dalla Banca d’Italia e solitamente sono società di intermediazione mobiliare o istituti bancari.

I risparmiatori non possono partecipare direttamente all’acquisto delle obbligazioni in asta; per farlo devono rivolgersi ad un’intermediario che nell’operazione di acquisto guadagnerà una commissione. Durante un’asta btp è possibile acquistare titoli per un valore nominale di 1000 euro e suoi multipli.

È possibile comprare i migliori BTP nel mercato secondario. In questa tipologia di mercato finanziario sono trattati BTP già in circolazione e vengono scambiati fino alla loro data di scadenza. In poche parole, ogni titolo è emesso nel mercato primario e dopo la fase di collocazione in asta btp può essere trattato nel secondario ad un prezzo ragionevole. Anche in questo caso il risparmiatore deve affidarsi ad un intermediario per l’acquisto di BTP. Per far crescere ulteriormente la domanda, alcune banche hanno promosso un’iniziativa che vede l’annullamento delle spese di commissione nelle operazioni di acquisto dei buoni.

Uno dei mercati secondari più importanti è il MOT (acronimo che sta per Mercato telematico delle Obbligazioni e dei Titoli di Stato) gestito dalla Borsa Italiana, oppure l’MTS (London Stock Exchanges) che agisce a livello europeo, sempre attraverso intermediari con un prezzo minimo di acquisto pari a 2 milioni di euro.

Aste BTP calendario 2020

Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato ad inizio anno il calendario delle aste e dei Titoli di Stato, oltre alle Linee Guida per la gestione del Debito Pubblico per il 2020 (si tratta di un documento che illustra le strategie di emissione titoli in asta Btp per l’anno corrente con riferimento anche all’emissione del BTP Italia 2020).

Il documento contenente le linee guida sulle emissioni è stato poi aggiornato a metà aprile a seguito dell’emergenza coronavirus. La necessità dello stato di rivedere il suo fabbisogno per affrontare le spese (enormi) dovute alla crisi economica scaturita dall’emergenza sanitaria, ha spinto il MEF ad annunciare l’emissione di uno strumento obbligazionario leggero , da affiancare al BTP Italia 2020, che sarà privo di meccanismo di indicizzazione e verrà collocato solo presso il pubblico retail. Sono quindi esclusi gli investitori istituzionali che comunque potranno sottoscrivere i soliti BTP di varia durata. Il nuovo strumento dovrebbe avere una tassazione molto leggera proprio per attrarre i risparmiatori.

Confermato nell’aggiornamento delle linee guida anche il ricorso all’emissione di green bond.

Tornando al calendario, nel documento di programmazione sono indicate le date delle aste, il regolamento per lo svolgimento delle operazioni di collocamento e la tempistica da seguire per la comunicazione dei titoli offerti in ogni asta. Per il primo trimestre del 2020 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso noto l’emissione dei seguenti titoli nell’asta BTP:

  • BTP a 3 anni (con scadenza fissata al 15/06/2023); l’intera emissione ha un valore minimo di 9 miliardi di euro.
  • BTP a 10 anni (con scadenza fissata al 01/08/2030); l’intera emissione ha un valore minimo di 12 miliardi di euro.

Il MEF inoltre ha comunicato che in base alle condizioni di mercato potrebbero essere offerte tranche di titoli nominali già emessi sul mercato con scadenza a 10 anni.

Più aste BTP a media-lunga scadenza nel 2020

L’emissione di titoli a medio/lungo termine nel 2020 è pensata per coprire titoli in scadenza a medio e lungo termine (per una cifra totale di 202 miliardi di euro) e sostenere il fabbisogno del mercato statale che necessita di 45 miliardi di euro.

La pubblicazione delle aste BOT riporta anche le date esatte dei buoni che verranno emessi nel 2020. In caso di esigenze di cassa, verranno offerti i BOT a 3 mesi nello stesso giorno dei buoni a 1 anno. Ovviamente dovranno essere seguite le specifiche procedure per la comunicazione al mercato.

Per consentire investimenti sicuri e sostanziosi, il Ministero dell’Economia e delle Finanze emetterà nel 2020 almeno un BTP Italia nel mercato come puoi leggere anche in questo articolo, dando così l’opportunità agli investitori al dettaglio di sfruttare la liquidità generatasi dai due titoli in scadenza. Il MEF non esclude una seconda emissione di BTP in caso di condizioni favorevoli.

Molto probabilmente la scadenza dei due BTP sarà compresa tra i 4 e gli 8 anni anche se dovrà essere decisa con precisione dopo la consultazione dei dati provenienti dal mercato.

Aste BTP bilancio 2019

Nel 2019 sono stati emessi titoli per un valore 402.659 milioni di euro, al netto delle operazioni di concambio.

I titoli a medio/lungo termine ammontano al 60,1% delle emissioni, mentre i BOT si attestano al 39,9%. iene specificato che il costo medio annuo dell’emissione ha conosciuto una leggere flessione portandosi allo 0,93%, rispetto al 2018 quando ammontava all’1,07%.

Grazie all’emissione di tre nuovi titoli nominali benchmark con una scadenza a a 15, 20 e 30 anni, oltreall’emissione del BTP decennale legato all’inflazione europea, la vita media dei titoli è passata a 6,87 anni, leggermente superiore a quello dell’anno precedente che faceva segnare un valore di 6,78 anni.

L’innalzamento della vita media è considerato positivo dal Ministero dell’Economia e delle Finanze perché va a escludere il rischio di rifinanziamento, dando la possibilità di allungare agevolmente i volumi da collocare nel mercato per la copertura del debito, e una minore esposizione al rischio di innalzare improvvisamente i tassi d’interesse.