Il crollo registrato dalle azioni Kioxia nella seduta di lunedì è la storia clou di inizio ottava. Un vero e proprio lunedì nero con un passivo di oltre il 15,7%, i prezzi precipitati a 11.345 Yen, il rosso mensile allargato ad oltre il 41% e una distanza dai massimi dell’anno che è oramai arrivata ad oltre il 70%. A innescare il sell-off di lunedì sulle azioni Kioxia è stata una guidance inferiore alle attese, arrivata forse nel momento generale meno opportuno in assoluto visto che, oramai da settimane, è in atto una rotazione con alleggerimento generalizzato del dell’esposizione sul comparto dei semiconduttori legati all’intelligenza artificiale.
Restando sulle azioni Kioxia il punto da chiarire è se il mercato stia anticipando un deterioramento della domanda di memoria oppure stia reagendo a una temporanea discontinuità nelle consegne. La distinzione è importante: nel primo caso sarebbero in discussione le prospettive di crescita del business, nel secondo la pressione sui conti potrebbe avere natura più circoscritta. Nel frattempo, il grafico segnala una situazione tecnica particolarmente fragile (e anche di questo parleremo in questo articolo).
Indice
Perché le azioni Kioxia sono crollate
Senza girarci tanto attorno, la nuova ondata di vendite su Kioxia è arrivata dopo la pubblicazione dei risultati e delle indicazioni fornite dalla società sull’andamento del trimestre in corso. Kioxia ha prospettato per il periodo che si chiuderà a dicembre un utile operativo intorno a 2.000 miliardi di yen, un dato inferiore ai 2.350 miliardi attesi dal mercato. La previsione è inoltre sostanzialmente in linea con gli 1.990 miliardi registrati nel trimestre precedente.
La società ha però precisato che il rallentamento non sarebbe riconducibile a una contrazione della domanda. Il problema riguarderebbe piuttosto la tempistica delle spedizioni. Una parte degli ordini inizialmente prevista nel trimestre di dicembre è stata anticipata a settembre, mentre altre consegne sono slittate al trimestre di marzo per effetto di tempi di produzione più lunghi.
Questa spiegazione non ha evitato la reazione negativa dei venditori. Esperienza insegna, infatti, che una guidance sotto le attese sia sempre come minimo segnale da valutare con attenzione, soprattutto in una fase in cui le valutazioni delle società esposte all’intelligenza artificiale incorporano aspettative di crescita molto elevate.
Ad ogni modo, Kioxia sostiene comunque di avere già esaurito la capacità di vendita per il prossimo anno e riferisce che alcuni grandi clienti hanno avviato trattative per forniture relative al 2029 e agli anni successivi. La direzione si aspetta inoltre una ripresa della crescita nel trimestre di marzo.
I risultati semestrali raccontano ancora una crescita molto forte
Il quadro operativo non è interamente negativo. Nei sei mesi conclusi a settembre, Kioxia ha registrato ricavi per 4.240 miliardi di yen, in aumento del 436,8% rispetto allo stesso periodo di riferimento indicato nella comunicazione societaria. L’utile operativo ha raggiunto 3.300 miliardi di yen.
Numeri che descrivono una società inserita in una fase di espansione molto significativa, sostenuta dalla domanda di soluzioni di memoria. Kioxia è inoltre un partner di rilievo di SanDisk e beneficia delle prospettive di sviluppo dei sistemi destinati ai data center e alle applicazioni di intelligenza artificiale.
Perché, allora, il titolo continua a perdere terreno? La risposta va cercata anche fuori dai singoli conti societari. Il comparto dei semiconduttori sta attraversando una fase di forte volatilità, con gli operatori sempre più sensibili a qualsiasi segnale di rallentamento rispetto alle attese. Le vendite hanno coinvolto anche altri protagonisti della filiera, tra cui Micron, SanDisk, Samsung Electronics e SK Hynix.
Il mercato sembra quindi interrogarsi sulla sostenibilità delle valutazioni raggiunte dai titoli legati all’AI e sulla capacità della domanda di memoria di mantenere ritmi di crescita così elevati. In questa fase, anche una semplice revisione delle tempistiche di consegna può diventare un catalizzatore per prese di profitto molto aggressive.
Analisi tecnica Kioxia: il quadro è deteriorato
Spostandoci dal quadro fondamentale a quello tecnico, balza subito all’attenzione il deterioramento del quadro grafico di Kioxia.
La seduta di lunedì è stata accompagnata da circa 97,83 milioni di azioni scambiate, un volume eccezionalmente elevato. La combinazione tra caduta delle quotazioni e intensificazione degli scambi è espressione di una fase di liquidazione molto intensa, nella quale anche gli operatori istituzionali potrebbero aver ridotto l’esposizione.
L’RSI a 14 periodi è scivolato sotto quota 30, entrando in area di ipervenduto. È un’indicazione della velocità e dell’intensità delle vendite, ma non rappresenta da sola un segnale di inversione: un titolo inserito in una tendenza ribassista marcata può restare in ipervenduto anche per diverse sedute. Le principali medie mobili, infatti, mantengono un’inclinazione negativa e confermano la debolezza del trend.
Sul fronte dei livelli, il primo riferimento da monitorare è il minimo intraday a 11.135 yen. Una violazione confermata di quest’area potrebbe aprire spazio a un movimento verso la soglia psicologica dei 10.000 yen. Per individuare eventuali segnali di recupero, invece, la prima resistenza è a 13.470 yen, livello che coincide con la precedente chiusura e con il margine inferiore del gap ribassista.
Come regolarsi adesso: tre scenari da monitorare
Dopo una perdita mensile del 41%, la questione centrale non è soltanto quantificare quanto abbia già perso il titolo, ma capire quali condizioni potrebbero favorire una stabilizzazione oppure una nuova accelerazione.
Lo scenario rialzista passa innanzitutto dalla tenuta del supporto a 11.135 yen. L’ipervenduto e i volumi eccezionali potrebbero favorire un rimbalzo tecnico, anche attraverso acquisti di copertura da parte degli operatori che hanno puntato sul ribasso. Il primo obiettivo grafico sarebbe il recupero di 13.470 yen, con un successivo test di 14.500 yen. Solo il superamento stabile di quest’ultima soglia offrirebbe un segnale più convincente di attenuazione della pressione ribassista.
Lo scenario ribassista diventerebbe invece più concreto in caso di rottura del minimo intraday. La perdita di 11.135 yen potrebbe innescare nuove vendite verso 10.000 yen, con un rischio di estensione fino alla fascia 8.500-9.000 yen se la pressione non dovesse diminuire. In questo caso, l’attenzione sarebbe rivolta anche alla capacità dei volumi di contrarsi: scambi ancora elevati durante le discese indicherebbero che la fase di liquidazione non è terminata.
Lo scenario neutrale prevede una stabilizzazione in un intervallo indicativo tra 11.000 e 13.500 yen. Una fase laterale accompagnata da volumi progressivamente più contenuti consentirebbe agli indicatori tecnici di scaricare l’ipervenduto e al mercato di valutare con maggiore lucidità le prospettive operative della società.
Il vero nodo resta la fiducia nella crescita dell’AI
Il crollo delle azioni Kioxia non può essere letto esclusivamente come una bocciatura dei risultati. La società continua a descrivere una domanda consistente e attribuisce le difficoltà del trimestre soprattutto allo spostamento delle consegne. Ma gli investitori chiedono conferme sulla capacità di trasformare questa domanda in crescita effettiva e regolare dei ricavi e degli utili.
Nelle prossime sedute saranno quindi importanti sia la tenuta dei livelli tecnici sia le indicazioni provenienti dal settore della memoria. Un eventuale rimbalzo, in presenza di RSI in ipervenduto, non basterebbe da solo a dimostrare che il ribasso è terminato. Allo stesso modo, la rottura dei supporti potrebbe riflettere un’ulteriore fase di sfiducia, senza necessariamente anticipare un deterioramento strutturale del business.
La distinzione tra volatilità finanziaria e andamento industriale resta il punto centrale per interpretare il titolo. E sarà soprattutto la prossima evoluzione della domanda di memoria, insieme alla capacità di Kioxia di rispettare le attese sulle consegne, a chiarire se il mercato abbia corretto eccessivamente le proprie aspettative oppure stia iniziando a prezzare una fase di crescita meno brillante.
Seguici su Telegram! Iscriviti qui
Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.















