Per uno scalper che apre e chiude decine di posizioni durante una sessione, lo spread non è una semplice voce del listino: è una componente strutturale della strategia. Lo stesso vale per chi utilizza Expert Advisor, sistemi di trading algoritmico o strategie intraday con volumi elevati. Il punto è sempre lo stesso: in tutte le situazioni in cui il margine medio atteso per operazione è contenuto, anche una differenza di pochi decimi di pip può modificare sensibilmente il risultato economico.
Inutile girarci attorno: serve trovare il miglior broker con spread bassi.
Come fare?
Di certo non limitandosi alla promessa commerciale di spread da 0.0 pip reclamizzata da molti broker e che tutto (e niente) vuol dire.
E’ necessario andare oltre. Bisogna analizzare la distribuzione effettiva degli spread, la commissione applicata per lotto, la profondità della liquidità disponibile e il comportamento delle quotazioni durante le fasi di maggiore volatilità. I trader esperti lo sanno bene e proprio ad essi ci rivolgiamo con la nostra nuova guida.
Nei prossimi paragrafi metteremo a confronto i tre broker che presidiano il segmento di mercato degli “spread più bassi” concentrandoci sui rispettivi modelli Raw e sulle condizioni operative rivolte ai trader più attivi. Non troverete riferimenti a broker begineer e, più in generale, a tutti quei broker basati su un modello Market Maker o comunque ibrido perchè da quelle parti spread bassi non ce ne sono. C’è tanto altro ma non quello che serve a scalper, algotrading e trader intraday con alti volumi.
Indice
Quale broker scegliere in Italia per spread bassi
Quando in Italia si parla di broker con spread bassi, i “nomi” che circolano sono solitamente tre:
- Pepperstone (conto Razor): spread medio dichiarato di 0.1 pip su EUR/USD, commissione di 3,50 dollari per lato su un lotto standard con conto in USD, oppure 2,60 euro per lato con conto in EUR su MT4/MT5.
- IC Markets Raw Spread: spread medio dichiarato di 0.1 pip su EUR/USD, commissione di 3,50 dollari per lato o 3,25 euro per lato per i conti nelle rispettive valute.
- FP Markets Raw: prezzi grezzi con spread a partire da 0.0 pip e commissioni Forex di 3 dollari per lato su conto USD e 2,75 euro per lato su conto EUR.
Di certo li conoscerete magari tutti e tre. Si tratta di broker che offrono conti di tipo ECN con spread grezzi (raw-spread accounts). A primo sguardo le tre proposte non sembrano essere poi tanto diverse. Certo ci sono sfumature ma la “direzione” è molto simile.
Questo a prima vista perchè nella realtà le differenze ci sono eccome! Solo che per coglierle è necessario andare… oltre lo spread.
Il vero parametro di confronto: TCO per lotto e costo effettivo in pip
I trader con una certa esperienza alle spalle lo hanno imparato sulle loro tasche: quando si confrontano broker con spread bassi il reale parametro da monitorare non è tanto lo spread minimo (quel “fino a” presente in molti messaggi pubblicitari) ma il Total Cost of Trading, ovvero il costo complessivo necessario per aprire e chiudere una posizione.
La formula per calcolarlo è questa:
TCO = costo dello spread + commissione round-trip + slippage + altri costi applicabili
Nel caso del solo forex, il calcolo può essere ricondotto a un costo equivalente espresso in pip:
Costo equivalente in pip = spread medio + (commissione round-trip / valore monetario del pip)
Consideriamo EUR/USD con un lotto standard da 100.000 unità. Con un conto denominato in dollari, un pip vale 10 dollari. Se il broker propone uno spread medio di 0.1 pip e applica una commissione di 7 dollari complessivi per apertura e chiusura, il costo teorico diventa:
- Spread: 0,1 pip, pari a 1 dollaro.
- Commissione: 7 dollari.
- TCO: 8 dollari per lotto.
- Costo equivalente: 0,8 pip.
Questo valore è il vostro benchmark da utilizzare per confrontare i vari broker.
Se poi fate trading ad alta frequenza, il confronto tra broker con spread più bassi necessita di un ulteriore elemento: il costo medio dello slippage. Un broker con spread di 0.1 pip e slippage medio negativo di 0.15 pip potrebbe risultare più costoso di un concorrente con spread di 0.2 pip ma migliore qualità di esecuzione.
La metrica diventa quindi:
TCO effettivo = spread + commissioni equivalenti + slippage netto medio
Questa formula semplifica al massimo il calcolo ma è puramente teorica perchè per effettuare un’analisi quantitativa seria, lo slippage dovrebbe essere misurato su un campione significativo di operazioni, distinguendo ordini market, limit e stop e separando le diverse sessioni di mercato. Insomma
Altro indicatore è il costo per milione di nozionale scambiato che è particolarmente utile per confrontare strategie che utilizzano dimensioni di posizione differenti.
Pepperstone Razor vs IC Markets Raw vs FP Markets Raw: confronto spread
E adesso, forti del concetto del Total Cost of Trading, il confronto tra i tre broker con gli spread più bassi assume una dimensione più completa che va oltre le sole diciture commerciali.
| Parametro | Pepperstone Razor | IC Markets Raw | FP Markets Raw |
|---|---|---|---|
| Spread minimo pubblicizzato | 0,0 pip | 0,0 pip | 0,0 pip |
| Spread medio EUR/USD | 0,1 pip | 0,1 pip | Variabile |
| Commissione per lato, conto USD | $3,50 | $3,50 | $3 |
| Commissione round-trip, USD | $7 | $7 | $6 |
| Commissione per lato, conto EUR | €2,60 | €3,25 | €2,75 |
| Commissione round-trip, EUR | €5,20 | €6,50 | €5,50 |
I valori delle commissioni si riferiscono ai conti Forex Raw su MT4/MT5 e a un lotto standard, dove applicabile. Gli spread sono variabili e i valori minimi non devono essere confusi con quelli medi.
La tabella evidenzia una prima differenza: con un conto in dollari, Pepperstone e IC Markets applicano la stessa commissione complessiva per lotto. Invece con un un conto in Euro (che è quello che vi interessa) cambia tutto.
Pepperstone Razor presenta una commissione round-trip inferiore di 1,30 euro rispetto a IC Markets EU. Rispetto a FP Markets, il divario commissionale è più contenuto ma è comunque presente: 30 centesimi per lotto a favore di Pepperstone. Quindi sul conto in Euro è Pepperstone Razor ad offrire il costo totale più basso.
Come però abbiamo già detto in precedenza, non basta questa tabella per stabilire quale broker sia più economico in assoluto. Occorre sommare il costo effettivo dello spread medio registrato da ciascun intermediario sullo stesso periodo.
Visita il sito ufficiale di Pepperstone
Il confronto economico su 100 lotti mensili
Prendiamo un caso operativo concreto: un trader che negozia 100 lotti standard al mese su EUR/USD, con conto denominato in euro.
Per isolare la differenza commissionale, utilizziamo uno spread medio ipotetico identico di 0,1 pip per entrambi i broker. Ipotizziamo inoltre un cambio EUR/USD pari a 1,10, esclusivamente per convertire il valore del pip.
Il valore di un pip su un lotto standard sarebbe circa 9,09 euro.
| Voce | Pepperstone Razor | IC Markets Raw |
|---|---|---|
| Spread | 0.1 pip | 0.1 pip |
| Costo spread per lotto | €0,91 | €0,91 |
| Commissione round-trip | €5,20 | €6,50 |
| Costo totale per lotto | €6,11 | €7,41 |
| Costo su 100 lotti | €611 | €741 |
La differenza è di 130 euro ogni 100 lotti negoziati.
Se il volume aumenta a 500 lotti mensili, mantenendo invariate le ipotesi, il differenziale arriva a 650 euro. Su 1.000 lotti mensili diventa di 1.300 euro.
Proprio questo esempio dimostra perché la valuta del conto non è mai un dettaglio amministrativo. Per un trader che movimenta volumi consistenti, la struttura commissionale applicata nella valuta di base può incidere in modo significativo sul risultato netto.
E per quello che riguarda FP Markets, terzo broker con conto Raw a spread bassi che abbiamo considerato ai fini del confronto?
Le condizioni pubblicate da FP Markets prevedono 2,75 euro per lato sui conti in euro. La commissione complessiva di 5,50 euro è quindi leggermente superiore ai 5,20 euro di Pepperstone. La differenza decisiva diventa lo spread medio effettivamente ottenuto. Se FP Markets offre uno spread medio inferiore, il vantaggio commissionale di Pepperstone potrebbe essere compensato. Se invece gli spread risultano equivalenti, Razor presenta un costo inferiore.
Anche adottando questa prospettiva più completa, quindi, è sempre il conto Razor di Pepperstone a vantare costi più bassi. Proprio per questo motivo andremo ora a focalizzare ancora di più la nostra attenzione proprio su di lui.
Gli spread del conto Pepperstone Razor più in dettaglio
Il forex è il banco di prova dei broker con spread bassi. Nel paragrafo precedente abbiamo fatto riferimento alla coppia EUR/USD per confrontare i broker Raw, con il conto Razor di Pepperstone che è risultato tra i più competitivi.
Ma cosa succede allargando alle altre coppie forex?
Ovviamente il livello medio sale rispetto al cross più popolare ma resta sempre su percentuali molto contenute come risulta dal sito del broker.
| Coppia | Spread medio Razor |
|---|---|
| EUR/USD | 0.1 pip |
| GBP/USD | 0.2 pip |
| USD/JPY | 0.2 pip |
| AUD/USD | 0,1 pip |
| USD/CAD | 0.2 pip |
| USD/CHF | 0.2 pip |
Vero è che la competitività sul cambio più liquido (Euro/Dollaro) è il primo aspetto a cui guardare quando si confrontano i broker con gli spread più bassi, tuttavia anche la capacità di mantenere condizioni contenute anche sulle altre coppie principali ha un suo peso.
Di certo ne siete consapevoli se siete scalper che alternate operatività su cambi diversi (esempio da EUR/USD a GBP/USD). Ebbene in questi casi la differenza di spread tra i due strumenti deve essere integrata nel calcolo del profitto medio atteso. Un sistema che genera un guadagno lordo medio di 1,5 pip su EUR/USD può avere un profilo economico completamente diverso se applicato a GBP/USD, dove la volatilità intraday e il costo di esecuzione possono cambiare.
Quello che vogliamo dire è che per valutare i vari broker con spread bassi è sempre utile costruire una matrice per singolo strumento, includendo spread medio, percentile 90 e 95, commissione e slippage medio (i percentili sono particolarmente importanti perché permettono di individuare quanto frequentemente il costo supera i livelli ordinari).
Un broker con spread medio molto basso ma frequenti allargamenti può essere meno adatto a una strategia automatizzata rispetto a un intermediario con un costo medio leggermente superiore ma una distribuzione più stabile.
✅ Risorsa utile: Conto Razor VS conto Standard Pepperstone, quale preferire?
Spread durante NFP, CPI e rollover: il vero stress test per uno scalper
Fino ad ora il confronto tra i broker con gli spread più bassi lo abbiamo basato su un’assunto ben preciso: la regolarità del mercato.
Se fate trading con sistematicità saprete però che la qualità di un broker Raw si misura soprattutto quando il mercato smette di essere regolare.
Facciamo un esempio: nel corso della pubblicazione di market mover particolarmente sensibili come le Non-Farm Payrolls, l’inflazione Usa o le decisioni sui tassi, la liquidità disponibile ai migliori prezzi può ridursi rapidamente. In questa situazione (non più regolare), i fornitori di liquidità aggiornano rapidamente le quotazioni e inevitabilmente gli spread da bassi che erano in partenza tendono a ampliarsi anche in pochi millisecondi.
Ora per uno scalper che utilizza stop stretti, un allargamento temporaneo dello spread può determinare l’attivazione di uno stop loss anche senza un movimento equivalente del prezzo medio del mercato.
Il problema non riguarda soltanto lo spread. Bisogna considerare:
- Market depth: quantità disponibile ai diversi livelli di prezzo
- Price gaps: discontinuità tra una quotazione e quella successiva
- Slippage: differenza tra prezzo richiesto e prezzo di esecuzione
- Fill ratio: percentuale di ordini effettivamente eseguiti
- Partial fills: esecuzione parziale degli ordini di dimensioni maggiori
- Rejection rate: frequenza degli ordini rifiutati
Il rollover rappresenta un altro momento critico. Nella finestra di chiusura e riapertura della giornata di trading, la liquidità può ridursi e gli spread aumentare sensibilmente, soprattutto sulle coppie secondarie e sugli strumenti meno scambiati.
Morale: non esiste un valore massimo universale di allargamento dello spread.
Come misurare la stabilità dello spread
Per confrontare il conto Razor di Pepperstone con quello Raw di altro broker ma spread bassi, un test utile consiste nel registrare le quotazioni Bid e Ask durante almeno quattro finestre operative:
- Sessione europea, con particolare attenzione all’apertura di Londra
- Sovrapposizione Londra-New York
- Pubblicazione dei principali dati macroeconomici
- Finestra di rollover
Effettuate il confronto almeno alcune settimane, raccogliendo dati ad alta frequenza.
Gli indicatori da calcolare sono lo spread medio, il mediano, il 95° percentile e il massimo osservato. A questi si aggiunge lo slippage medio per tipologia di ordine. Grazie a questo approccio potrete capire se il vantaggio pubblicizzato sullo spread si mantiene anche quando la strategia è realmente operativa ossia in un contesto di mercato non più regolare.
Scalping e trading algoritmico: quanto incidono i costi su 100, 500 e 1.000 lotti?
Come abbiamo detto in più di una occasione in questa guida, se effettuate poche operazioni settimanali, una differenza di qualche centesimo per lotto avrà impatto limitato. Per uno scalper o un algoritmo che accumula centinaia di lotti al mese, la situazione però cambia.
Consideriamo nuovamente EUR/USD con un costo complessivo ipotetico di 0.8 pip per Pepperstone Razor e 0.94 pip per un broker concorrente.
Con un valore del pip pari a 10 dollari, il costo per lotto sarebbe rispettivamente di 8 e 9,40 dollari.
| Volume mensile | Pepperstone Razor | Broker concorrente | Differenza |
|---|---|---|---|
| 100 lotti | $800 | $940 | $140 |
| 500 lotti | $4.000 | $4.700 | $700 |
| 1.000 lotti | $8.000 | $9.400 | $1.400 |
| 2.000 lotti | $16.000 | $18.800 | $2.800 |
L’esempio è puramente simulativo e mantiene costanti spread, commissioni e slippage. Serve a mostrare l’effetto moltiplicatore dei volumi.
C’è un altro aspetto da considerare: il numero di lotti negoziati non coincide necessariamente con il numero di operazioni. Un sistema che apre 100 posizioni da un lotto sostiene costi diversi da un sistema che apre 10 posizioni da 10 lotti, soprattutto se la liquidità disponibile non è sufficiente a riempire l’intero ordine al prezzo visualizzato.
Ciò che vogliamo dire è che per i trader algoritmi è fondamentale misurare il costo medio ponderato per volume, non soltanto il costo medio per singola operazione.
Testa il conto Razor di Pepperstone in modalità demo
Latenza e qualità di esecuzione: 50 millisecondi fanno la differenza
La latenza è una variabile spesso assente dai confronti commerciali tra i broker con spread più bassi, ma in realtà può incidere direttamente sul costo effettivo delle strategie ad alta frequenza.
Va qui considerata perchè se è vero che teoricamente un ritardo di 50 millisecondi non produce automaticamente uno slippage di un determinato numero di pip, nella pratica poi sono la velocità con cui si muove il mercato, liquidità disponibile e il momento in cui l’ordine raggiunge il sistema di esecuzione a determinare il reale impatto.
Insomma in condizioni normali il ritardo può essere irrilevante ma durante una pubblicazione macroeconomica anche pochi millisecondi possono separare il prezzo richiesto da quello effettivamente disponibile. Ed ecco allora che quei 50 millisecondi fanno la differenza.
Entra quindi in ballo la posizione dei server.
La vicinanza fisica tra server del broker, bridge e fonti di prezzo può ridurre la latenza di rete. Tuttavia, non basta sapere che un intermediario utilizza un determinato data center (esempio Equinix NY4 a New York, e LD4 a Londra): bisogna conoscere anche il percorso effettivo dell’ordine e la collocazione dell’infrastruttura utilizzata dal cliente.
Pepperstone supporta il trading automatizzato tramite MT4, MT5 e cTrader. I clienti idonei possono inoltre ricevere un VPS gratuito con hosting a Londra, per una connettività a bassa latenza; sempre i clienti idonei possono richiedere l’accesso tramite FIX API su cTrader.
Test comparativo tra i broker con spread più bassi
Volete provare da soli a confrontare i broker con gli spread più bassi?
Il metodo più affidabile consiste nel confrontare due conti demo o, quando possibile, due conti reali di dimensione contenuta, utilizzando lo stesso sistema operativo e le medesime condizioni di mercato.
Il test di confronto dovrebbe prevedere:
1. Identico strumento e dimensione dell’ordine. EUR/USD con un lotto standard rappresenta un buon punto di partenza. Successivamente si può estendere il test a GBP/USD, USD/JPY, XAU/USD e agli indici più utilizzati.
2. Stesso intervallo temporale. Le quotazioni devono essere confrontate contemporaneamente. Confrontare lo spread di Londra di un broker con quello della sessione asiatica di un altro non produce risultati attendibili.
3. Registrazione delle quotazioni. Occorre raccogliere Bid e Ask, distinguendo spread medio e distribuzione dei valori.
4. Misurazione dello slippage. Ogni ordine deve essere confrontato con il prezzo disponibile al momento dell’invio, distinguendo gli scostamenti positivi e negativi.
5. Simulazione dei volumi effettivi. Il confronto deve riprodurre il numero di operazioni, la dimensione delle posizioni e le fasce orarie utilizzate dalla strategia reale.
6. Calcolo del costo netto. Solo dopo aver sommato spread, commissioni, slippage e altri costi si può stabilire quale broker sia realmente più conveniente.
Infine attenzione anche agli ordini stop e alle strategie che operano durante le news. Un confronto basato esclusivamente su ordini market eseguiti in condizioni di elevata liquidità potrebbe infatti non rappresentare correttamente il comportamento del broker nella situazione operativa più delicata.
Pepperstone Razor opzione molto competitiva per costi di trading ed esecuzione
Il confronto tra broker con spread bassi mostra che il costo effettivo di trading dipende da una combinazione di variabili. Spread medio, commissione round-trip, slippage, latenza e condizioni riservate agli operatori ad alto volume devono essere valutati insieme.
Il conto Razor di Pepperstone è una delle soluzioni più competitive per il trading ad alta frequenza. Lo spread medio di 0,1 pip su EUR/USD, associato a una commissione di 7 dollari round-trip sui conti in USD e di 5,20 euro sui conti in EUR, permette di ottenere una struttura di costi particolarmente interessante.
Il confronto con gli altri due broker ECN più popolari in Italia (IC Markets e FP Markets) è favorevole a Pepperstone perchè se sui conti in dollari le commissioni sono sostanzialmente identiche, sui conti in euro il TCO – Total Cost of Trading (ricordate ne abbiamo parlato a inizio guida?) di Pepperstone è più basso.
Quindi se siete scalper, trader intraday o gestori di sistemi algoritmici, dovreste confrontare il vostro broker attuale proprio con il conto Razor di Pepperstone avendo l’accortezza di andare lo spread pubblicizzato e focalizzandovi soprattutto sul costo effettivo per milione di nozionale negoziato. Potete farlo anche in modalità demo.
Perchè in fin dei conti (e questa guida ha provato a dimostrarvelo) la domanda che vi dovete porre non è quale broker dichiari lo spread più basso, ma quanto rimane effettivamente in termini di costi dopo 100, 500 o 1.000 lotti negoziati. È su questa metrica che si misura la reale convenienza del broker.
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