insegna MPS e grafico a candele
Azioni MPS e trimestrale (www.risparmioggi.it)
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Una trimestrale positiva, con un utile superiore alle attese degli analisti, non basta a riaccendere gli acquisti su Monte dei Paschi di Siena. Le azioni MPS nell’ultima seduta della settimana cedono infatti lo 0,6% a 11,24 euro, senza riuscire a recuperare terreno dopo la pubblicazione dei conti dei primi nove mesi del 2026. La reazione del mercato alla trimestrale resta quindi piuttosto fredda, nonostante una performance economica che conferma il miglioramento della redditività della banca.

Sul grafico il risultato è che i valori della banca toscana restano lontani dai massimi relativi raggiunti lo scorso 4 novembre, quando l’intero comparto bancario (Monte Paschi compresa) registrò un forte ritorno dell’appeal in scia all’esito delle Med term americane. L’assenza di una risposta positiva alla trimestrale MPS lascia la performance mensile intorno a un frazionale -1%. Un dato, comunque, da leggere sempre alla luce del +47% circa messo a segno su base annua.

Ad ogni modo come vedremo tra poco dai risultati trimestrali di Monte Paschi sono arrivate indicazioni favorevoli sulla capacità di generare utili, sull’efficienza operativa e sulla solidità patrimoniale. Ma, oltre ai soliti parametri, la trimestrale ha portato uno spunto in più: un aggiornamento sull’OPAS di Intesa Sanpaolo.

Trimestrale MPS: utile netto a 1,66 miliardi nei nove mesi

Il dato più significativo della trimestrale MPS riguarda l’utile netto, che nei primi nove mesi del 2026 ha raggiunto 1.657 milioni di euro, con un incremento del 21,2% rispetto agli 1.366 milioni dello stesso periodo del 2025. Il confronto tiene conto dei dati rideterminati per includere Mediobanca anche nel periodo precedente all’acquisizione.

Nel solo terzo trimestre il risultato netto è stato pari a 543 milioni di euro, in crescita del 14,6% su base annua e superiore ai 533 milioni attesi dal consenso degli analisti. Rispetto ai 606 milioni del secondo trimestre si è invece registrata invece una flessione dovuta soprattutto da alcune dinamiche di stagionalità.

Anche sul fronte dei ricavi il quadro è positivo. Il totale dei primi nove mesi si è attestato a 6.023 milioni di euro, in aumento del 5,6%. A sostenere il risultato sono stati sia il margine di interesse, salito del 3% a 3.205 milioni, sia le commissioni nette, cresciute del 3,5% a 1.882 milioni.

Da segnalare anche l’incremento del 15,8% dei dividendi e dei proventi da partecipazioni, arrivati a 529 milioni, soprattutto grazie al maggiore contributo della partecipazione in Generali. Il risultato del trading ha invece raggiunto 355 milioni.

Costi sotto controllo e CET1 al 16,4%: i punti di forza dei conti

Altro spunto arrivato dalla trimestrale riguarda la gestione dei costi. Gli oneri operativi di MPS sono rimasti sostanzialmente stabili a 2.562 milioni di euro, mentre i ricavi sono aumentati. Questa combinazione ha permesso al risultato operativo lordo di salire del 10,2% a 3.461 milioni.

Il miglioramento si è riflesso anche nel cost/income ratio, sceso al 43% rispetto al 45% dei primi nove mesi del 2025. La flessione significa maggiore capacità di trasformare i ricavi in redditività.

Sul versante patrimoniale, il CET1 ratio fully loaded si è attestato al 16,4%, in leggero miglioramento rispetto al 16,3% di giugno. Il buffer rispetto ai requisiti regolamentari minimi è pari a 680 punti base. I coefficienti non comprendono gli utili del periodo, considerata la previsione di un payout fino al 100% dell’utile netto.

Tirando quindi le somme MPS ha presentato quindi una situazione trimestrale caratterizzata da crescita dei ricavi, maggiore efficienza e una dotazione patrimoniale solida. Non sono mancate indicazioni positive anche dall’attività commerciale, con impieghi performing lordi a 133,2 miliardi, in aumento del 6,8% su base annua, e una raccolta commerciale complessiva vicina a 300 miliardi di euro. Repubblica.it+1

OPAS Intesa Sanpaolo-MPS: attesa per il giudizio del CdA

Come dicevamo ad inizio articolo nella trimestrale c’è stato anche un aggiornamento sul dossier più caldo di tutta Borsa Italiana: l’OPAS promossa da Intesa Sanpaolo su MPS.

Il consiglio di amministrazione del Monte ha comunicato che sono ancora in corso le attività di analisi dell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria sulla totalità delle azioni. La valutazione ufficiale dell’emittente, prevista dall’articolo 103 del TUF, dovrebbe arrivare entro novembre, sulla base della tempistica comunicata dalla stessa Intesa.

Ricordiamo che ad inizio mese l’OPAS ha fatto un concreto passo in avanti: Intesa Sanpaolo ha infatti reso noto l’adeguamento del rapporto di cambio da 1,600 a 1,664 azioni di nuova emissione per ogni azione MPS portata in adesione. La modifica serve a neutralizzare l’effetto dello stacco dell’acconto sul dividendo Intesa di 22 centesimi, previsto il 23 novembre.

Resta inoltre prevista la componente in contanti di 1,25 euro per azione MPS. Il corrispettivo complessivo dell’operazione dipenderà quindi dalla quotazione delle azioni Intesa Sanpaolo al momento di riferimento previsto per l’offerta.

Come muoversi adesso sulle azioni MPS

Dal punto di vista grafico, la flessione dello 0,6% a 11,24 euro può essere letta come una fase di consolidamento dopo i rialzi che avevano spinto le azioni MPS verso i massimi relativi sopra 11,60 euro nelle precedenti sedute. La tendenza di medio-lungo periodo rimane comunque positiva, con le medie mobili a 50 e 200 giorni ancora orientate al rialzo.

Le correzioni delle ultime sedute non hanno finora compromesso la struttura ascendente principale. Per il breve termine, la prima area di supporto da monitorare si colloca tra 10,80 e 10,90 euro, zona che a fine ottobre aveva già frenato le vendite. Più in basso si trova il supporto psicologico di 10,50 euro. Sul fronte opposto, il primo ostacolo significativo è rappresentato dalla fascia 11,65-11,70 euro. Un superamento convincente di questa resistenza, accompagnato da volumi in aumento, potrebbe riaprire la strada verso 12 euro.

Gli indicatori di momentum, con RSI a 14 periodi in area 50-55, non evidenziano condizioni di ipercomprato o ipervenduto. C’è quindi spazio per una ripartenza, ma serve una conferma da parte dei prezzi.

Per gli investitori, lo scenario rimane costruttivo finché MPS riuscirà a conservare la base dei 10,80-10,90 euro. Un ritorno sopra 11,60-11,70 euro rappresenterebbe invece un primo segnale di rinnovata forza. Al contrario, la violazione di 10,50 euro aumenterebbe il rischio di una correzione più ampia, con possibile estensione verso 10 euro.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.