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OPA sulle azioni Recordati (www.risparmioggi.it)
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L’OPA su Recordati promossa da CVC e GBL è riuscita e apre la strada alla possibile uscita del gruppo farmaceutico da Borsa Italiana tramite delisting. Alla chiusura dell’operazione, il 23 ottobre, le adesioni hanno raggiunto il 65,47% delle azioni oggetto di offerta. Considerando anche i titoli già detenuti dal consorzio, la partecipazione complessiva è salita al 74,58% del capitale.

Il risultato consegna agli offerenti il controllo del colosso pharma e supera la soglia del 66,7% indicata come riferimento per procedere verso il delisting delle azioni Recordati attraverso una fusione inversa con la controllante. La partita, però, non è ancora completamente chiusa: dal 3 al 9 novembre è prevista la riapertura dei termini dell’offerta, che potrebbe consentire a CVC e GBL di aumentare ulteriormente la propria partecipazione e magari tendere verso l’ultima soglia sensibile ai fini dell’operazione, quella del 90%.

Ma vediamo nel dettaglio come è andata alla fine l’OPA di Recordati per poi analizzare cosa succederà adesso.

OPA Recordati, come è andata: adesioni al 65,47% e controllo al 74,58%

L’ultimo giorno di adesione all’OPA, giovedì 23 ottobre, ha portato in dote 19.395.530 azioni. Il totale delle richieste presentate durante il periodo di offerta è così salito a 129.976.365 titoli, pari al 65,47% delle azioni oggetto dell’operazione.

Qui serve scendere nei tecnicismi perchè la percentuale sale al 74,58% considerando anche le azioni già detenute e acquistate dal consorzio. Questo e solo questo è il numero che pesa per valutare la riuscita dell’operazione e gli stessi sviluppi: CVC e GBL dispongono ora di una partecipazione sufficiente a esercitare il controllo dell’assemblea straordinaria di Recordati e quindi a portare avanti il loro progetto di privatizzazione.

I risultati dell’OPA su Recordati sono quindi positivi per gli offerenti, che avevano fissato a 53 euro per azione il corrispettivo della loro proposta, definendola la migliore che ci potesse essere e soprattutto quella definitiva (e quindi escludendo altri ritocchi al rialzo). Visto che ci siamo a tal riguardo ricordiamo che il il consiglio di amministrazione di Recordati aveva accolto con favore l’incremento del prezzo, mentre alcuni investitori attivisti, tra cui Palliser, avevano sollevato questioni sulla posizione degli amministratori indipendenti.

Ad ogni modo il risultato finale delle adesioni ha permesso di superare la soglia del 66,7% considerata cruciale per il progetto di fusione inversa. Resta invece distante il 90%, livello che renderebbe più lineare il percorso verso l’acquisizione dell’intero capitale e il delisting.

OPA Recordati, cosa succederà adesso: riapertura dei termini a novembre

Il prossimo passaggio è già calendarizzato: la riapertura dei termini dell’OPA dal 3 al 9 novembre offrirà agli azionisti che non hanno ancora aderito un’ulteriore finestra per consegnare i propri titoli al prezzo di 53 euro per azione, secondo le condizioni dell’offerta.

L’obiettivo del consorzio sarà aumentare la partecipazione e avvicinarsi, se possibile, alla soglia del 90%. Un risultato di questo tipo semplificherebbe le procedure necessarie per arrivare al delisting di Recordati. Il 74,58% già raggiunto, tuttavia, mette CVC e GBL in una posizione di controllo e consente di guardare al successivo passaggio assembleare.

Il progetto prevede infatti la possibile fusione inversa di Recordati con la controllante, una strada che permetterebbe di completare la privatizzazione e ritirare il titolo farmaceutico da Piazza Affari. Il superamento della soglia del 66,7% costituisce un elemento favorevole per questo percorso, ma non equivale ancora al completamento del delisting.

Per gli azionisti che resteranno fuori dall’offerta, lo scenario dipenderà quindi anche dalla partecipazione che il consorzio riuscirà a raggiungere dopo la riapertura. Se non venisse raggiunto il 90%, l’operazione potrebbe richiedere ulteriori passaggi e mantenere aperte alcune questioni legate alla posizione dei soci di minoranza.

Perché CVC e GBL vogliono il delisting delle azioni Recordati

L’uscita da Piazza Affari risponde a una precisa strategia industriale e finanziaria. L’obiettivo degli investitori è consentire a Recordati di sviluppare il proprio potenziale con un orizzonte temporale più lungo e una maggiore flessibilità nella gestione del capitale, del debito e degli investimenti.

Per un gruppo farmaceutico, le acquisizioni possono richiedere risorse significative e diversi anni prima di generare ritorni economici. Da società quotata, Recordati deve confrontarsi con le aspettative del mercato e con la necessità di rendicontare periodicamente i risultati. Una struttura privata potrebbe invece agevolare decisioni strategiche che richiedono tempi più lunghi, senza la stessa pressione sui risultati trimestrali.

La scommessa di CVC e GBL riguarda soprattutto la possibilità di accelerare la crescita attraverso operazioni di M&A, ampliando il portafoglio di prodotti e rafforzando le aree di attività già presidiate.

Malattie rare e nuove acquisizioni: la sfida industriale di Recordati

Uno dei principali terreni di sviluppo è quello delle malattie rare, un segmento che è arrivato a generare circa la metà dell’EBITDA del gruppo. Finora Recordati ha puntato sull’acquisizione o sul licensing di prodotti relativamente avanzati nello sviluppo, per poi portarli sul mercato sfruttando la propria struttura commerciale.

La strategia potrebbe ora spingersi più a monte della filiera, coinvolgendo il gruppo nello sviluppo di prodotti in fasi più precoci. Questo approccio consentirebbe di valutare progetti a condizioni potenzialmente più favorevoli e di catturare una quota maggiore del valore generato in caso di successo.

La contropartita è un rischio più elevato: una parte dei progetti potrebbe non arrivare alla commercializzazione, con investimenti che non produrrebbero i ritorni attesi. È proprio qui che la maggiore libertà finanziaria derivante dal delisting potrebbe fare la differenza, consentendo di sostenere programmi di sviluppo con tempi di maturazione più lunghi.

Anche il comparto Specialty & Primary Care offre margini di crescita. Le opportunità riguardano sia l’espansione geografica, con attenzione all’Europa orientale e ad altri mercati in crescita, sia l’acquisizione di prodotti complementari nelle aree terapeutiche già presidiate, tra cui urologia, gastroenterologia e cardiologia.

Per Recordati, quindi, la “privatizzazione” obiettivo dell’OPA non rappresenta soltanto un cambiamento nella struttura proprietaria. Il progetto punta a trasformare il gruppo in una piattaforma più attiva nelle acquisizioni e maggiormente coinvolta nello sviluppo di nuovi farmaci, accettando un livello di rischio più elevato in cambio di possibili ritorni nel lungo periodo.

La riapertura dell’OPA di novembre sarà il prossimo passaggio per capire quanto CVC e GBL riusciranno ad avvicinarsi all’acquisizione dell’intero capitale.

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