Due nuovi ETF obbligazionari di Vanguard ampliano le possibilità di accesso al mercato dei bond corporate Usa ad alto rendimento. Listati su Borsa Italiana dall’8 ottobre scorso, i due fondi seguono lo stesso indice, ma si differenziano per il trattamento dei proventi: uno distribuisce le cedole, l’altro le reinveste automaticamente. Stiamo parlando del Vanguard USD High Yield Corporate Bond UCITS ETF annunciato ieri da Vanguard e che appunto viene proposto in due classi con un costo annuo sempre dello 0,15%.
I due ETF consentono di ottenere un’esposizione diversificata alle obbligazioni corporate in dollari con rating inferiore all’investment grade, categoria che offre un potenziale rendimento più elevato rispetto ai titoli di qualità creditizia superiore ma che, altra faccia della medaglia, comporta anche rischi maggiori.
Indice
I due nuovi ETF Vanguard quotati su Borsa Italiana
Nella tabella in basso sono riportate le caratteristiche dei due ETF Vanguard su obbligazioni societarie Usa high yield.
| Caratteristica | ETF a distribuzione | ETF ad accumulazione |
|---|---|---|
| Denominazione | Vanguard USD High Yield Corporate Bond UCITS ETF – USD (dist) | Vanguard USD High Yield Corporate Bond UCITS ETF – USD (acc) |
| ISIN Borsa Italiana | IE0007XDORZ1 | IE000TF6B304 |
| Ticker | VUYD | VUYA |
| Politica dei proventi | Distribuzione mensile | Reinvestimento dei proventi |
| TER annuo | 0,15% | 0,15% |
| Valuta di riferimento | USD | USD |
Le due classi condividono la stessa strategia obbligazionaria e lo stesso indice di riferimento. La scelta tra le due riguarda quindi soprattutto la gestione dei proventi: la versione a distribuzione è strutturata per riconoscere periodicamente gli importi distribuiti dal fondo, mentre quella ad accumulazione li reinveste nel patrimonio. La distribuzione mensile non equivale a una cedola fissa garantita. L’importo effettivamente riconosciuto dipende dai proventi disponibili e dalle regole del fondo.
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Quali obbligazioni acquistano i nuovi ETF Vanguard?
Il benchmark seguito dai due prodotti è il Bloomberg US High Yield 250MM 2% Issuer Capped Index, che misura l’andamento di un paniere di obbligazioni societarie a tasso fisso denominate in dollari statunitensi.
La gestione è passiva, con replica fisica attraverso l’acquisto di titoli e un portafoglio costruito per rappresentare l’indice. Per rientrare nel benchmark, le obbligazioni devono avere un importo nominale in circolazione di almeno 250 milioni di dollari e un rating creditizio pari o inferiore alla soglia Ba1/BB+/BB+ prevista dai criteri dell’indice.
Si tratta, quindi, di titoli classificati sotto il grado di investimento. Il mercato li definisce high yield proprio perché il maggiore rendimento potenziale è associato a un rischio di credito superiore rispetto alle obbligazioni investment grade.
L’indice applica inoltre un limite del 2% al peso di ciascun emittente. Questa regola riduce la possibilità che una singola società domini il portafoglio, favorendo una distribuzione dell’esposizione tra più debitori. Sono escluse dall’indice le obbligazioni di emittenti dei mercati emergenti secondo la classificazione del fornitore.
TER dello 0,15% e mercati di quotazione
Indubbiamente uno dei principali elementi distintivi dei nuovi ETF è il costo contenuto. Entrambe le classi presentano spese correnti annue dello 0,15%. In pratica su un patrimonio di 10.000 euro, il TER equivale indicativamente a 15 euro all’anno, a parità di valore investito e prima di considerare gli altri eventuali costi di negoziazione e gli effetti della performance.
Con il nuovo lancio Vanguard andrà ad ampliare la propria offerta obbligazionaria con uno strumento a basso costo dedicato al comparto high yield in dollari, uno dei segmenti più ampi del mercato globale delle obbligazioni societarie.
Oltre che su Borsa Italiana, i due ETF sono quotati al London Stock Exchange, alla Deutsche Börse, su Euronext Amsterdam e alla SIX Swiss Exchange. La quotazione in Euro sul mercato italiano, tuttavia, non elimina l’esposizione valutaria. Come abbiamo messo in evidenza nella tabella si tratta di fondi in Dollari e quindi per chi misura i risultati in euro (qualsiasi investitore che opera con conto in Moneta Unica), tutte le eventuali variazioni del cambio euro dollaro possono incidere sul rendimento finale dei prodotti.
I rischi delle obbligazioni high yield
Lo abbiamo accennato nell’introduzione: il rendimento potenziale più elevato non è privo di rischi. Le obbligazioni high yield sono emesse da società con un merito creditizio inferiore a quello degli emittenti investment grade e possono registrare maggiori perdite in caso di difficoltà finanziarie, deterioramento del quadro economico o aumento delle insolvenze.
Anche i prezzi dei bond possono scendere quando aumentano i tassi di mercato o si allargano gli spread creditizi. La diversificazione che viene introdotta dall’ETF, riduce la dipendenza dall’andamento di una singola obbligazione, ma non protegge dalle perdite che possono interessare l’intero comparto.
Detto questo i due nuovi ETF rispondono comunque al crescente interesse per il reddito, la gestione del rischio di duration e la diversificazione dei portafogli, che il mercato sembra “pretendere” in questa fase.
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