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Anche su Borsa Italiana è disponibile l'ETF Global X Space Tech UCITS - RisparmiOggi.it
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LUNA è l’originale nome di un ETF atterrato da pochissimi giorni su Borsa Italiana. Dal 29 settembre scorso sono infatti partite le negoziazioni dell’ETF Global X Space Tech UCITS, identificato appunto dal ticker LUNA, acronimo che richiama immediatamente quello che è tema dell’investimento: spazio & space economy.

Il debutto italiano di LUNA è arrivato dopo quello sul London Stock Exchange e su Deutsche Börse Xetra (entrambi avvenuti a luglio 2026) e amplia l’accessibilità dell’ETF anche agli investitori che operano sul mercato italiano.

La tematica del nuovo prodotto di Global X è quella generale dell’aerospace, ma con un perimetro più ampio rispetto ai tradizionali produttori aeronautici su cui investono tanti ETF sulla space economy. LUNA guarda infatti a sistemi di lancio, satelliti, comunicazioni, infrastrutture, servizi dati e tecnologie per il trasporto e l’esplorazione dello spazio.

Cosa compra chi investe nell’ETF LUNA

Il Global X Space Tech UCITS ETF non seleziona semplicemente grandi aziende tecnologiche con una presenza marginale nel settore spaziale. La metodologia adottata da Global X punta a individuare società per le quali queste attività rappresentano una componente significativa del business. In quest’ottica LUNA replica il Mirae Asset Space Tech UCITS Index, un indice composto da società dei mercati sviluppati ed emergenti attive nel comparto spaziale.

La regola alla base della selezione dei partecipanti all’indice è inquivocabile: le società devono realizzare almeno il 50% dei propri ricavi da attività legate allo spazio. Questo criterio rende l’esposizione più mirata. Nel paniere non entrano quindi aziende soltanto perché possiedono una piccola divisione aerospace o perché stanno sviluppando un progetto collegato allo spazio.

Tra le attività considerate dall’indice ci sono i sistemi di lancio, i razzi riutilizzabili, le comunicazioni satellitari, i servizi dati, le infrastrutture e i componenti per applicazioni spaziali. L’universo investibile comprende anche società coinvolte nel trasporto, nel turismo e nell’esplorazione dello spazio.

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Dai razzi ai satelliti: l’industria dentro l’ETF LUNA

Il nome LUNA può far pensare immediatamente ai lanci spaziali, ma il portafoglio del fondo va molto oltre.

Una parte dell’industria è legata alla capacità di portare nello spazio satelliti e altri carichi, con lo sviluppo di sistemi di lancio sempre più efficienti e, soprattutto, riutilizzabili. Un’altra area riguarda invece tutto ciò che accade una volta che le infrastrutture sono in orbita. Comunicazioni, raccolta dei dati, osservazione della Terra e servizi satellitari stanno creando nuovi mercati e nuove fonti di ricavi per le società del settore.

L’ETF LUNA cerca di intercettare entrambe le componenti attraverso un unico paniere. La soglia del 50% dei ricavi mantiene inoltre il focus sulle aziende maggiormente esposte alle attività spaziali.

Lato investitore, quindi, la differenza rispetto a un ETF tecnologico tradizionale è soprattutto nella concentrazione del tema: con LUNA non si compra genericamente innovazione, ma una selezione di società che ricavano una parte prevalente del proprio fatturato dalle attività legate allo spazio.

Quanto costa LUNA: TER e caratteristiche dell’ETF

Sul fronte dei costi, il Total Expense Ratio dell’ETF Global X Space Tech UCITS è pari allo 0,50% annuo. LUNA utilizza una replica fisica totale dell’indice. Il fondo acquista quindi direttamente tutti i componenti del benchmark, seguendone la composizione senza utilizzare una replica sintetica.

Per quello che riguarda la politica di distribuzione si tratta di un ETF ad accumulazione. I dividendi distribuiti dalle società presenti nel portafoglio vengono quindi reinvestiti dal fondo e non distribuiti periodicamente agli investitori. Ulteriori informazione su peso delle partecipazioni e geografia non siamo riusciti a recuperarle (ci sta visto che il prodotto è atterrato da pochi giorni su Borsa Italiana).

Perché l’aerospace ha sempre più hype

La crescita del settore aerospace non dipende più soltanto dai grandi programmi spaziali pubblici. Negli ultimi anni l’ingresso di operatori privati ha modificato profondamente l’industria, anche grazie alla riduzione dei costi di lancio e allo sviluppo dei razzi riutilizzabili.

Il caso più evidente è quello di SpaceX, diventata il simbolo della nuova fase dell’industria spaziale e dell’ingresso massiccio dei capitali privati nel settore. Proprio lo sbarco delle azioni SpaceX a Wall Street al termine di un’IPO da record ha determinato l’impennata dell’hype verso questa tematica con l’attenzione degli investitori che è spostata dai soli lanciatori verso un ecosistema molto più ampio, che comprende satelliti, infrastrutture, comunicazioni e servizi basati sui dati.

È questo universo che LUNA porta a Piazza Affari. Un ticker che dice già molto della strategia del fondo e che permette di investire, attraverso un unico ETF, in società selezionate sulla base della loro effettiva esposizione alle attività spaziali. Resta naturalmente la caratteristica tipica degli ETF tematici: la maggiore concentrazione settoriale rispetto a un fondo azionario globale può determinare una dinamica di rendimento e rischio molto diversa da quella dei prodotti più diversificati.

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