Brillano di verde le azioni Fincantieri nel primo pomeriggio dell’ultima di ottava. Dopo che già nella mattinata acquisti molto forti si erano concentrati sulla quotata della cantieristica navale, il trend rialzista si è ulteriormente consolidato e, complice la voglia di ripresa di tutto l’azionario italiano, le azioni Fincantieri ora svettano sul Ftse Mib con un rialzo del 6% a 12,38 euro nettamente superiore al +1,1% che sta mettendo a segno l’indice di riferimento di Borsa Italiana.
La domanda è se dietro questa accelerazione ci siano driver di tipo fondamentale oppure se il mercato stia semplicemente approfittando dei prezzi più bassi dopo le recenti vendite. Diciamo subito che, al momento, non sono da registrare annunci societari price sensitive che possano spiegare da soli il rally in atto. La ragione della corsa all’acquisto va quindi cercata nella configurazione tecnica del titolo, senza ovviamente dimenticare quelle basi industriali che oramai fanno parte de fondamentali della quotata.
Il rimbalzo delle azioni Fincantieri dopo tre sessioni bearish
Per capire il movimento in atto sulle azioni Fincantieri bisogna ripartire dalle ultime sedute. Giovedì della scorsa ottava la quotata aveva raggiunto un massimo di periodo in area 12,68 euro. Da quel momento le quotazioni avevano perso terreno fino alla chiusura di ieri, giovedì 8 ottobre, a 11,68 euro.
Il ribasso aveva praticamente portato il titolo a perdere quasi l’8% rispetto ai top recenti. In questo contesto è maturata l’accelerazione in atto oggi. Il recupero fino a 12,38 euro riporta le azioni Fincantieri sui livelli precedenti alla fase di debolezza e riduce sensibilmente le perdite accumulate nel mese (ora il passivo è all’1,3%).
La sequenza è compatibile con un rimbalzo tecnico dopo tre giornate negative, favorito dal ritorno degli acquisti su tutto il Ftse Mib. Il fatto che Fincantieri guadagni molto più dell’indice generale è sentore di una domanda particolarmente sostenuta sul singolo titolo. Per confermare un cambiamento di direzione servirà capire se gli acquisti continueranno anche dopo il recupero dei primi livelli di resistenza.
Il quadro annuale resta infatti difficile. Dopo la forte performance del 2025, le azioni Fincantieri hanno perso circa il 30% nel 2026. Morale: le azioni Fincantieri stanno si salendo tanto oggi, ma la correzione accumulata nell’anno corrente resta intatta.
Azioni Fincantieri alle prese con la prima resistenza tecnica
Visto che non ci sono notizie price sensitive forti per spiegare perchè le azioni Fincantieri salgono concentriamo l’attenzione subito sul quadro tecnico.
Dal punto di vista grafico, la fascia decisiva della seduta è quella compresa tra 12,35 e 12,47 euro. I massimi intraday toccati nel pomeriggio a oltre +6% portano la quotata a ridosso di una prima area resistenza. Un consolidamento sopra quest’area potrebbe favorire un’estensione del recupero verso 12,90-12,91 euro, livello successivo da monitorare nel breve periodo. Un eventuale superamento richiederebbe però nuovi acquisti e non può essere dato per scontato sulla base della sola accelerazione intraday.
Sul fronte opposto, l’area di 11,63-11,69 euro rappresenta il primo riferimento da tenere sotto osservazione come supporto, anche alla luce del minimo di 11,69 euro segnato nella seduta odierna. Una discesa sotto questi livelli indebolirebbe il tentativo di recupero; più in basso, il riferimento successivo è in area 11,35 euro.
La volatilità rimane elevata e il rialzo di oggi non basta, da solo, a certificare l’inversione della tendenza negativa registrata nel 2026. La conferma più utile per il mercato sarà la capacità di Fincantieri di mantenersi sopra le prime resistenze, anziché limitarsi a recuperare una parte delle perdite accumulate nei giorni precedenti.
Fincantieri torna alla Barcolana
ra le notizie che riguardano il gruppo c’è anche il ritorno alla Barcolana con DOERS ON BOARD, la barca VOR60 con un equipaggio formato interamente da dipendenti Fincantieri. La partecipazione alla regata di Trieste, insieme al Trofeo Bernetti e alla Barcolana Maxi, si inserisce nel progetto aziendale dedicato alla formazione, alla leadership e al lavoro di squadra
Si tratta di un’iniziativa legata alla cultura aziendale e alla valorizzazione delle persone, ma non sembra essere una notizia con un impatto economico immediato tale da giustificare un rialzo azionario del 6%. Non ci sono elementi per attribuirle un ruolo determinante negli acquisti di oggi.
I fondamentali di Fincantieri restano un forte sostegno
Quando un titolo rimbalza è perchè i suoi fondamentali consentono di farlo. E su questo punto Fincantieri ha poco da invidiare. Gli ultimi risultati semestrali, approvati a fine luglio, avevano mostrato un miglioramento della redditività e della struttura finanziaria, nonostante ricavi sostanzialmente stabili.
Nel primo semestre 2026 Fincantieri ha registrato un utile netto di 102 milioni di euro, quasi triplicato rispetto ai 35 milioni dello stesso periodo del 2025. L’EBITDA è aumentato del 12,5% a 350 milioni, con un margine salito dal 6,8% al 7,6%.
Un altro dato rilevante riguarda l’indebitamento. La posizione finanziaria netta adjusted si è attestata a debito per 756 milioni di euro, in miglioramento rispetto agli 1,311 miliardi di fine 2025. Il rapporto tra debito adjusted ed EBITDA degli ultimi dodici mesi è sceso a 1,0 volte, anche grazie all’aumento di capitale concluso a febbraio. Escludendo l’effetto di quest’ultimo, l’indicatore si sarebbe comunque ridotto a 1,7 volte.
Anche il portafoglio ordini offre visibilità sull’attività futura. Al 30 giugno il carico di lavoro complessivo raggiungeva 73,9 miliardi di euro, pari a circa otto volte i ricavi del 2025, mentre il backlog si attestava a 43 miliardi. La società ha inoltre confermato per il 2026 una previsione di ricavi compresi tra 9,3 e 9,4 miliardi di euro e un EBITDA tra 700 e 710 milioni.
Il contratto DDX da 3,7 miliardi e le altre commesse di Fincantieri
Sempre tra le notizie fondamentali recenti spicca il contratto firmato il 24 settembre da Orizzonte Sistemi Navali, la joint venture partecipata al 51% da Fincantieri e al 49% da Leonardo, per la realizzazione di due cacciatorpedinieri DDX destinati alla Marina Militare italiana.
L’accordo ha un valore complessivo di circa 3,7 miliardi di euro, di cui circa 1,3 miliardi in opzione. Nell’ambito del programma, a Fincantieri sono destinati contratti di fornitura per circa 1,8 miliardi, comprensivi di circa 800 milioni in opzione, con il gruppo chiamato a svolgere il ruolo di integratore della piattaforma navale. Il programma si aggiunge alle altre attività nel comparto della difesa e della subacquea, uno dei settori sui quali Fincantieri sta puntando per rafforzare la propria posizione industriale. Il 1° ottobre, inoltre, nello stabilimento di Muggiano si è svolta la cerimonia di impostazione del secondo sottomarino U212NFS destinato alla Marina Militare.
Utile rammentare tutto ciò perchè si tratta di sviluppi che rafforzano la visibilità commerciale del gruppo, tuttavia la loro tempistica non consente di collegarli. automaticamente all’impennata odierna. In assenza di un nuovo annuncio, resta più plausibile una combinazione di recupero tecnico dopo tre sessioni bearish e ritorno della propensione al rischio sul mercato.
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