Il BTP Più febbraio 2033 non era mai stato così a buon prezzo da quando è arrivato sul mercato secondario. Proprio nella giornata di oggi, infatti, l’ISIN IT0005634800 (primo e unico BTP Più emesso dal Tesoro) è sceso fino a 94,95, nuovo minimo storico dalla quotazione sul MOT, portando il rendimento lordo a scadenza fino al 4,26%. Percentuale di sicuro stimolante, considerando che il titolo (come tutti i retail) era stato collocato dal Tesoro sulla pari e che oggi può essere acquistato nel suo lotto minimo di 1000€ con meno di 950 euro.
Il ribasso delle quotazioni del BTP Più si inserisce nella più ampia dinamica di allargamento dei rendimenti di tutti i titoli di stato per effetto delle nuove tensioni sull’inflazione e delle aspettative sui tassi. Proprio oggi il BTP decennale è arrivato a rendere a scadenza fino al 4,44% con lo spread BTP-Bund che si è portato intorno agli 89 punti base. Insomma, senza girarci tanto attorno, è in atto un movimento generalizzato verso l’alto dei rendimenti e verso il basso dei prezzi. Anche il BTP Più 2033 ne risente.
Perché il BTP Più è sceso sotto quota 95
Il prezzo sotto la pari non indica che il Tesoro abbia ridotto il valore nominale del BTP Più. Il titolo continua ad avere 1.000 euro di valore nominale per ogni lotto minimo e il rimborso finale resta fissato al 25 febbraio 2033 (data di scadenza).
A essere cambiato è il prezzo al quale gli investitori sono disposti a scambiarselo sul mercato secondario. Il meccanismo è quello classico delle obbligazioni: quando i rendimenti di mercato aumentano, le cedole dei titoli già emessi diventano relativamente meno interessanti. Per compensare questa differenza, il prezzo del titolo scende.
Nel caso del BTP Più l’effetto è particolarmente evidente perché il titolo, come accennavamo nell’introduzione, è stato collocato dal Tesoro a 100 (a differenza dei BTP tradizionali che vengono emessi sotto la pari), mentre oggi viene scambiato intorno a 949. Chi lo acquista sul secondario non paga quindi più 1.000 euro per ottenere 1.000 euro nominali, ma può entrare a un prezzo sensibilmente inferiore.
Per il BTP Più il risultato è doppio: quotazione ai minimi storici e rendimento lordo a scadenza ai massimi. Il 4,26% non rappresenta infatti la cedola del titolo, ma il rendimento calcolato considerando il prezzo pagato oggi, i flussi cedolari futuri e il rimborso del capitale alla scadenza.
Quanto paga oggi il BTP Più e perché il rendimento arriva al 4,26%
La struttura del BTP Più 2033 prevede una cedola del 2,85% annuo per i primi quattro anni, con pagamenti trimestrali, e una cedola del 3,70% annuo per i quattro anni successivi. Il titolo ha quindi una struttura “step-up”: la remunerazione aumenta nella seconda metà della vita dell’investimento.
Per chi acquista oggi sul secondario, però, il dato da guardare non è soltanto il tasso cedolare. Il prezzo di 94,95 modifica infatti il rendimento effettivamente ottenibile mantenendo il titolo fino al rimborso.
Facciamo un esempio semplice. Un investitore che compra 10.000 euro nominali a 94,95 sostiene un esborso di circa 9.495 euro, al netto del rateo e delle commissioni. Se mantiene il titolo fino al 2033, riceverà le cedole previste e, alla scadenza, il rimborso del valore nominale di 10.000 euro.
La differenza tra il prezzo pagato e il valore nominale rappresenta quindi un ulteriore elemento che contribuisce al rendimento complessivo dell’investimento. È questo uno dei motivi per cui il rendimento lordo a scadenza è arrivato al 4,26%, nonostante la cedola iniziale sia pari al 2,85%.
Naturalmente, prezzo e rendimento si muovono in direzioni opposte: se il BTP Più continuasse a scendere, a parità di altre condizioni il rendimento salirebbe ulteriormente; se invece recuperasse terreno, il rendimento a scadenza scenderebbe.
| Caratteristica | BTP Più |
|---|---|
| ISIN | IT0005634800 |
| Scadenza | 25 febbraio 2033 |
| Valore nominale | 1.000 euro |
| Minimo recente | 94,95 |
| Controvalore a 94,95 | 949,50 euro |
| Cedola primi 4 anni | 2,85% |
| Cedola ultimi 4 anni | 3,70% |
| Rendimento lordo a scadenza | 4,26% |
| Finestra di rimborso anticipato | febbraio 2029 |
La particolarità del BTP Più: il rimborso anticipato nel 2029
Ed è qui che il BTP Più si distingue da un normale BTP. Il titolo prevede infatti una finestra di rimborso anticipato nel febbraio 2029, alla fine del quarto anno.
Questa caratteristica, però, va interpretata correttamente perché non è disponibile per chi acquista oggi il titolo sul mercato secondario.
Il diritto di chiedere il rimborso anticipato al valore nominale è infatti riservato agli investitori che hanno acquistato il BTP Più durante il collocamento e che hanno mantenuto il titolo senza interruzioni fino alla data prevista per l’esercizio dell’opzione. Chi compra oggi sul MOT entra invece nella posizione di un nuovo investitore e non acquisisce il diritto alla finestra del 2029.
Per chi aveva partecipato al collocamento, la situazione è quindi particolare. Il capitale nominale potrà essere rimborsato non necessariamente nel 2033, ma già nel 2029, esercitando l’opzione prevista dalla struttura del BTP Più e rispettando le condizioni richieste.
Per chi compra oggi a 94,95, il ragionamento è diverso: il vantaggio deriva dal prezzo di acquisto sotto la pari, dalle cedole e dal successivo rimborso del capitale a 1.000 euro alla scadenza del 2033. Il prezzo di 949,50 euro non dà diritto a ottenere 1.000 euro nel 2029, perché quella possibilità resta legata esclusivamente alla partecipazione al collocamento originario.
È quindi proprio questa distinzione a rendere il BTP Più un caso particolare sul mercato secondario: da una parte oggi presenta un prezzo mai così basso e un rendimento mai così elevato, dall’altra conserva una struttura che attribuisce un valore specifico a chi lo aveva acquistato direttamente dal Tesoro.
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