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Come funziona l'ETF TRX con staking di Canary (www.risparmioggi.it)
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Dal 9 settembre è possibile ottenere esposizione a TRX attraverso un prodotto quotato negli Stati Uniti che integra anche lo staking. Canary Capital ha infatti lanciato il Canary Staked TRX ETF, negoziato sul Cboe BZX con ticker TRXS.

È proprio lo staking a distinguere maggiormente il nuovo prodotto da un semplice ETF crypto spot. TRXS non si limita a detenere i token necessari per replicarne l’andamento: una parte molto elevata dei TRX presenti nel fondo viene utilizzata nel meccanismo di validazione della rete Tron per generare ulteriori token. Le ricompense ottenute vengono poi incorporate nel patrimonio del fondo.

Come funziona l’ETF TRX di Canary

L’obiettivo principale di TRXS è fornire un’esposizione al valore di TRX, il token nativo della blockchain Tron, al netto delle commissioni e delle altre passività del fondo.

Canary acquista e detiene direttamente TRX, senza utilizzare leva finanziaria o derivati per replicarne il prezzo. Il valore patrimoniale netto, o NAV, viene determinato prendendo come riferimento il CoinDesk Tron Benchmark Rate 60m NY Rate.

L’investitore compra quindi in Borsa quote di TRXS e non TRX direttamente. Non deve aprire un wallet crypto, conservare chiavi private o acquistare i token tramite un exchange.

Accanto all’esposizione spot esiste però un secondo obiettivo: ottenere ulteriori TRX attraverso lo staking.

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Come funziona lo staking incluso in TRXS

Tron utilizza un sistema di consenso Delegated Proof of Stake. Semplificando, i token possono essere destinati al funzionamento e alla validazione della rete ricevendo in cambio delle ricompense.

Nel Canary Staked TRX ETF è il gestore a occuparsi di questa attività.

In condizioni normali, Canary prevede di mettere in staking almeno il 90% dei TRX detenuti dal fondo attraverso provider selezionati. Una parte può invece rimanere disponibile per affrontare i rimborsi delle quote, sostenere le spese e mantenere sufficiente liquidità.

Le ricompense vengono ottenute in TRX e confluiscono periodicamente nei wallet del fondo presso il custodian. Una volta maturate vengono considerate nel calcolo giornaliero del NAV.

Di conseguenza, l’investitore non riceve direttamente sul proprio conto una distribuzione periodica dello staking. L’effetto si manifesta invece nel patrimonio di TRXS: a parità delle altre condizioni, l’accumulo di ulteriori TRX aumenta gli asset che stanno dietro alle quote.

Gran parte delle ricompense può inoltre essere nuovamente destinata allo staking, alimentando nel tempo il quantitativo di token coinvolto nel programma.

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Quanto costa lo staking dell’ETF TRX

Le ricompense generate dalla rete non arrivano integralmente al fondo.

Il prospetto prevede Staking Fees complessive fino al 20% delle ricompense generate, destinate a coprire i compensi del provider di staking, del custodian e dello sponsor. Al fondo resta quindi la parte netta delle ricompense.

A questo costo si aggiunge una Sponsor Fee annua dell’1,10%, calcolata sul patrimonio in TRX del trust.

Non è quindi corretto confrontare direttamente il rendimento teorico ottenibile mettendo TRX in staking autonomamente con quello incorporato in TRXS: nel secondo caso bisogna considerare sia i costi dello staking sia la commissione annuale del prodotto.

Il rendimento derivante dallo staking, inoltre, non è fisso né garantito. Dipende dalle condizioni della rete e dalle ricompense effettivamente ottenute dai validator.

Qual è la differenza rispetto a comprare TRX direttamente

Con l’acquisto diretto, l’investitore possiede TRX e può decidere autonomamente dove conservarlo e se metterlo in staking. TRXS trasforma invece questa esposizione in uno strumento negoziabile attraverso un conto titoli compatibile con il mercato statunitense.

La principale particolarità è che non bisogna scegliere tra esposizione finanziaria tramite un prodotto quotato e staking: Canary ha inserito entrambe le componenti nello stesso strumento.

Questo non elimina però il rischio legato alla criptovaluta sottostante. Se TRX perde valore, anche il NAV di TRXS ne risente e le ricompense dello staking potrebbero non compensare il ribasso. A questi elementi si aggiungono i rischi specifici del funzionamento dei validator, della custodia degli asset digitali e della liquidità necessaria per le operazioni di creazione e rimborso delle quote.

Il debutto del Canary Staked TRX ETF porta quindi sul mercato statunitense una struttura diversa dal semplice prodotto spot: TRXS cerca di seguire il valore di TRX e, contemporaneamente, di mettere al lavoro i token detenuti attraverso lo staking.

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