Le azioni Nvidia hanno chiuso la settimana appena terminata con un rialzo del 5%, a 230 dollari, portando al 22% la progressione da inizio anno. Il nuovo rialzo si va ad inserire in una fase particolarmente positiva per il colosso AI, sostenuto dai risultati trimestrali e, soprattutto, dalle prospettive di crescita legate alla domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
Per gli investitori, però, Nvidia non è più soltanto una società che beneficia del boom della domanda di chip. Il gruppo sta infatti aumentando in modo deciso la propria presenza nell’ecosistema AI anche attraverso investimenti azionari e operazioni di acquisizione. Una strategia che punta a rafforzare il ruolo della società lungo una filiera sempre più ampia, dai semiconduttori ai modelli di intelligenza artificiale.
I numeri relativi agli investimenti finanziari sono particolarmente indicativi di questo cambio di passo. Al 26 luglio, secondo quanto riportato da CNBC, gli investimenti azionari di Nvidia avevano raggiunto 99 miliardi di dollari, oltre dieci volte il livello di un anno prima, quando si fermavano a circa 7 miliardi. Due anni fa il valore era ancora più contenuto, intorno a 2,2 miliardi di dollari. Il totale resta comunque inferiore a quello registrato da colossi come Alphabet e Amazon.
Da OpenAI a CoreWeave: Nvidia amplia la rete di partecipazioni
La crescita degli investimenti non è riconducibile a una singola operazione. Nel portafoglio di Nvidia figurano partecipazioni in realtà considerate strategiche per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, tra cui OpenAI, CoreWeave, Lumentum, Coherent e Marvell.
La logica industriale alla base di queste mosse è stata spiegata dalla CFO di Nvidia, Colette Kress, durante una recente conference call sui risultati. Il punto centrale è la difficoltà con cui molte società AI di frontiera riescono a sostenere finanziariamente il ritmo di espansione richiesto dalla domanda di capacità di calcolo.
Per Nvidia, quindi, sostenere finanziariamente queste aziende può contribuire ad alimentare un circuito nel quale maggiori risorse per il calcolo permettono di sviluppare modelli più potenti, attirare più utenti e generare maggiori ricavi. La crescita dei clienti AI si traduce così in ulteriore domanda per le infrastrutture Nvidia.
Senza scendere tanto nei dettagli tecnici, ci limitiamo a dire che questa strategia cva oltre il semplice rapporto fornitore-cliente. Il gruppo sta cercando di consolidare il proprio ecosistema anche attraverso partecipazioni in società che possono avere un ruolo rilevante nello sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Hugging Face, acquisizione da 12,9 miliardi: perché è strategica
In questo quadro si inserisce l’operazione recente più rilevante: Nvidia ha annunciato ufficialmente l’acquisizione di Hugging Face per 12,9 miliardi di dollari. La piattaforma è particolarmente importante nell’ambito dei modelli linguistici di grandi dimensioni e dell’intelligenza artificiale open source.
L’obiettivo dichiarato è sostenere e potenziare Hugging Face, mantenendo il supporto ai modelli open source. Proprio questo aspetto rende l’operazione interessante sul piano strategico: Nvidia non punta soltanto a rafforzare i propri strumenti proprietari, ma ad ampliare la propria presenza all’interno di una comunità che rappresenta una componente importante dell’evoluzione dell’AI.
Secondo Morningstar, tuttavia, l’impatto finanziario dell’acquisizione sui risultati futuri di Nvidia non dovrebbe essere significativo. Il valore dell’operazione va quindi letto soprattutto in termini di posizionamento competitivo. Hugging Face può contribuire a rafforzare la presenza di Nvidia nell’open source e a favorire un utilizzo più ampio dei modelli sviluppati all’interno dell’ecosistema.
Resta un possibile elemento di attenzione: la piattaforma potrebbe trovarsi in una posizione delicata considerando che Nvidia possiede anche un proprio modello AI, Nemotron. Il rischio di un eventuale conflitto di interessi viene considerato plausibile qualora Nvidia dovesse favorire eccessivamente le proprie soluzioni.
Le azioni Nvidia restano sottovalutate
La valutazione di Morningstar su Nvidia era e resta positiva. Gli analisti, commentando proprio l’operazione su Hugging Face, mantengono un fair value di 310 dollari per azione.
Per gli esperti è difficile isolare l’effetto della sola acquisizione di Hugging Face sull’andamento del titolo, considerando che le azioni Nvidia stanno ancora beneficiando della forza mostrata nell’ultima trimestrale. Il punto centrale per gli investitori resta quindi la capacità del gruppo di mantenere una posizione dominante mentre il mercato dell’intelligenza artificiale continua a espandersi.
La strategia alla base dell’M&A su Hugging Face è al tempo stesso offensiva e difensiva. Da un lato Nvidia amplia il proprio ecosistema attraverso acquisizioni e partecipazioni; dall’altro cerca di prepararsi anche a uno scenario nel quale alcuni grandi sviluppatori, come Anthropic e OpenAI, possano aumentare il ricorso a chip sviluppati internamente. In quest’ottica, il rafforzamento sul fronte dei modelli e dell’ecosistema AI potrebbe diventare un ulteriore elemento di protezione del vantaggio competitivo.
La sottovalutazione delle azioni Nvidia emerge anche dal focus di MarketScreener: su 60 coperture censite dopo la prima settimana di settembre, il rating medio è buy e il target price medio è 327 dollari con upside potenziale del 42% rispetto alle quotazioni correnti.
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