bandiera Italia e BTP
Nuovo BTP a 10 anni IT0005729931 - RisparmiOggi.it
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Il Tesoro ha collocato 4 miliardi di euro del nuovo BTP a 10 anni, con scadenza primo ottobre 2036 e ISIN IT0005729931. Il titolo, prima emissione di quello che ora è diventato il nuovo benchmark decennale, è stato offerto insieme alla riapertura del BTP a 5 anni con scadenza giugno 2031 nell’ambito dell’asta di titoli di stato del 28 agosto 2026. La domanda ha superato 6,48 miliardi di euro, per un rapporto di copertura di 1,62. Il rendimento lordo è stato fissato al 4,10%, a fronte di un prezzo di aggiudicazione di 99,56.

Per chi ha preso parte all’asta, è questo il dato che pesa di più: il nuovo BTP è stato assegnato sotto la pari. Ciò va a modificare in meglio il rendimento effettivo dell’investimento rispetto al semplice tasso della cedola, che è invece pari al 4% lordo annuo.

Ma vediamo tutto per bene.

BTP 2036, tutti i risultati dell’asta: ISIN, cedola e rendimento

Il nuovo BTP decennale ha ISIN IT0005729931, scadenza 1 ottobre 2036 e una cedola annua lorda del 4%. Il Tesoro ha collocato l’intero importo massimo previsto, pari a 4 miliardi di euro.

La domanda è stata superiore all’offerta: le richieste hanno raggiunto oltre 6,48 miliardi, determinando un bid-to-cover di 1,62. In altre parole, per ogni 100 euro di titoli messi a disposizione dal Tesoro sono arrivati ordini per circa 162 euro. Il dato segnala quindi una domanda significativa, anche se il rapporto di copertura va letto insieme al rendimento ottenuto e alle condizioni del mercato obbligazionario al momento dell’asta.

Il prezzo di aggiudicazione è stato fissato a 99,56, mentre il rendimento lordo complessivo è risultato pari al 4,10%. Secondo le elaborazioni di Assiom Forex, il rendimento netto si attesta invece al 3,576%.

Il confronto con l’asta precedente del benchmark decennale è utile per capire il movimento dei rendimenti. Il 30 luglio 2026, il BTP con scadenza luglio 2036 era stato collocato con un rendimento lordo del 4%. Il nuovo BTP a 10 anni offre quindi un rendimento di aggiudicazione leggermente superiore, pari a 4,10%.

Prezzo 99,56: cosa significa per chi ha comprato il BTP all’asta

Il prezzo di 99,56 è uno degli elementi più importanti da comprendere per chi ha partecipato al collocamento. Significa che il Tesoro ha assegnato il titolo a un valore inferiore al suo valore nominale.

Facciamo un esempio semplice: acquistando 10.000 euro nominali del nuovo BTP, il controvalore pagato in asta è stato di circa 9.956 euro, al netto delle altre componenti eventualmente applicabili. Alla scadenza, se il titolo viene mantenuto fino al 1° ottobre 2036 e non intervengono eventi particolari, verranno rimborsati 10.000 euro nominali.

A questo si aggiungono le cedole del 4% annuo sul valore nominale. Il fatto di avere acquistato sotto la pari crea quindi anche un guadagno in conto capitale potenziale di 44 euro ogni 10.000 euro nominali alla scadenza, che contribuisce al rendimento complessivo dell’investimento. È proprio questo insieme di cedole e differenza tra prezzo di acquisto e rimborso che porta il rendimento effettivo dell’obbligazione al 4,10% lordo, superiore al 4% della cedola.

C’è però un elemento particolare per chi entra ora: la prima cedola non sarà una cedola semestrale completa. Il primo ottobre 2026 verrà infatti pagata una prima cedola lorda dello 0,327869%, calcolata sui 30 giorni compresi nel primo periodo rispetto ai 183 giorni del semestre di riferimento. Il regolamento dell’asta è previsto per il primo settembre 2026.

BTP 2036 sul mercato secondario: comprarlo adesso conviene?

Dopo l’asta il nuovo BTP non resta uno strumento riservato a chi ha partecipato al collocamento. Una volta regolata l’operazione, il titolo sarà negoziabile sul mercato secondario (MOT), consentendo anche a chi non ha aderito all’asta di acquistarlo successivamente (e a chi ha comprato in asta, di aumentare eventualmente la sua quota).

Ed è proprio qui che il prezzo diventa decisivo. Sul mercato secondario il BTP 2036 potrà quotare sopra o sotto 100 in funzione dell’evoluzione dei tassi di interesse, delle aspettative sulla politica monetaria, della percezione del rischio sul debito italiano e della domanda degli investitori. Il rendimento a cui si potrà acquistare il titolo non sarà quindi necessariamente il 4,10% fissato nell’asta.

Se, per esempio, il BTP dovesse essere acquistato a un prezzo superiore a 99,56, a parità di condizioni il rendimento a scadenza sarebbe inferiore rispetto a quello ottenuto dai partecipanti all’asta. Viceversa, una quotazione più bassa potrebbe offrire un rendimento superiore. Insomma per chi andrà a considerare l’acquisto sul secondario, non sarà sufficiente guardare alla cedola del 4% ma sarà necessario osservare il prezzo di mercato e soprattutto il rendimento effettivo a scadenza. Ovviamente come potrà essere comprato sul secondario, il nuovo benchmark a 10 anni potrà anche essere ceduto prima della scadenza al prezzo corrente. Vendere BTP prima della scadenza non è però conveniente in automatico ma ha pro e contro tutti da valutare al momento.

Restando sull’esito dell’asta di oggi, il nuovo benchmark è chiaramente nuovo punto di riferimento per chi cerca esposizione ai titoli di Stato italiani su una scadenza lunga. L’asta sul primario ha però già stabilito un punto fisso: chi ha ottenuto il titolo a 99,56 dispone di condizioni diverse da quelle che avrà chi lo comprerà successivamente sul mercato. Dal regolamento in poi per questi ultimi la domanda da porsi non sarà semplicemente “quanto paga di cedola?“, ma a quale prezzo sto comprando e quale rendimento ottengo da quel prezzo fino al 2036? E’ ben diverso.

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