aste titoli di stato
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Il Tesoro torna sul mercato venerdì 28 agosto 2026 con un’asta di titoli di Stato articolata su quattro strumenti: due BTP a tasso fisso e due CCTeu a tasso variabile. L’operazione prevede un’offerta complessiva compresa tra 7,25 e 8,5 miliardi di euro, senza considerare gli importi eventualmente collocati attraverso le aste supplementari.

L’appuntamento non sarà una semplice riapertura di titoli già sul mercato. Accanto alla nuova tranche del BTP quinquennale con scadenza giugno 2031, infatti, debutterà la prima tranche del nuovo BTP decennale scadenza primo ottobre 2036. A completare il quadro l’offerta due CCTeu con scadenza nel 2034 e nel 2035 (sempre riaperture).

I quattro titoli in asta il 28 agosto: caratteristiche e importi

Il titolo con maggiore importo potenziale è il BTP a 10 anni, prima tranche di una nuova emissione. E’ il nuovo benchmark e avrà scadenza 1° ottobre 2036, una cedola annuale lorda del 4% e un ammontare offerto compreso tra 3,5 e 4 miliardi di euro. L’ISIN sarà attribuito con l’emissione. La prima cedola sarà particolare perché non coprirà un intero semestre: per i 30 giorni di competenza fino al 1° ottobre è previsto un tasso lordo dello 0,327869%. Successivamente i pagamenti seguiranno la normale periodicità semestrale, con date 1° aprile e 1° ottobre.

Il secondo BTP è quello con scadenza 1° giugno 2031, già in corso di emissione. Si tratta della nona tranche, identificata dall’ISIN IT0005707614, emessa originariamente il 4 maggio 2026. La cedola annua lorda è del 3,15% e l’importo offerto sarà compreso tra 2,25 e 2,5 miliardi di euro. La prossima cedola sarà pagata il 1° dicembre 2026.

Accanto ai BTP saranno collocati due CCTeu, strumenti a tasso variabile indicizzati all’Euribor a sei mesi e maggiorati di uno spread. Il primo è il CCTeu con scadenza 15 aprile 2034, undicesima tranche, ISIN IT0005652828. L’importo offerto sarà compreso tra 750 milioni e 1 miliardo di euro; lo spread è dell’1,05%, mentre il tasso annualizzato attualmente applicato è del 3,487%, con cedola semestrale dell’1,773%.

Il secondo CCTeu scade il 15 aprile 2035 ed è identificato dall’ISIN IT0005680753. Anche in questo caso l’offerta sarà compresa tra 750 milioni e 1 miliardo di euro. Lo spread è dello 0,80%, mentre il tasso annualizzato della cedola in corso è del 3,237%, corrispondente a una cedola semestrale dell’1,645%. Entrambi i CCTeu prevedono il prossimo pagamento cedolare il 15 ottobre 2026.

Calendario dell’asta BTP: le date da ricordare

Per chi vuole acquistare i titoli direttamente in asta, la prima scadenza è giovedì 27 agosto, giorno entro il quale il pubblico deve trasmettere la propria prenotazione attraverso la banca o l’intermediario. Non è quindi necessario attendere la mattina dell’asta: l’investitore deve comunicare per tempo la quantità che intende sottoscrivere.

Venerdì 28 agosto entro le ore 11:00 gli intermediari autorizzati presenteranno le domande al Tesoro nell’ambito dell’asta marginale. È questo il momento in cui vengono raccolte le offerte e viene determinato il prezzo di aggiudicazione. Per gli investitori privati, invece, la fase operativa si svolge attraverso la banca o il broker presso cui è stata effettuata la prenotazione.

Un’ulteriore finestra riguarda l’asta supplementare, prevista entro le 15:30 di lunedì 31 agosto. Questa procedura non è destinata direttamente al pubblico ma agli Specialisti in titoli di Stato. Il regolamento dell’operazione avverrà infine martedì 1° settembre 2026, data nella quale i titoli assegnati vengono effettivamente regolati e addebitati sul conto dell’investitore.

Nel complesso, quindi, il calendario è:

  • 27 agosto: termine per la prenotazione del pubblico;
  • 28 agosto, ore 11:00: termine per la presentazione delle domande dell’asta;
  • 31 agosto, ore 15:30: termine per l’eventuale asta supplementare;
  • 1° settembre: regolamento delle sottoscrizioni.

Come comprare i BTP in asta e come viene determinato il prezzo

La partecipazione all’asta passa attraverso un intermediario autorizzato, quindi banca, ufficio postale abilitato oppure broker che consenta la partecipazione alle aste dei titoli di Stato. In pratica, l’investitore comunica la quantità desiderata, normalmente a partire dal taglio minimo di 1.000 euro, e l’intermediario trasmette la richiesta secondo le modalità previste.

Un punto importante riguarda il prezzo di acquisto. Nell’asta marginale utilizzata per questi titoli non viene stabilito in anticipo un prezzo identico a quello che l’investitore troverebbe sul mercato secondario. Il Tesoro raccoglie le offerte degli operatori e determina il prezzo di aggiudicazione sulla base della domanda, mantenendosi all’interno degli importi comunicati per ciascun titolo. L’eventuale insufficienza delle quantità disponibili rispetto alle richieste al prezzo marginale può comportare un riparto pro-quota.

Per il risparmiatore questo significa che la cedola non coincide con il rendimento effettivo dell’investimento. Una cedola del 4%, come quella del nuovo BTP decennale, è calcolata sul valore nominale; il rendimento dipende invece anche dal prezzo di aggiudicazione e dalla differenza tra prezzo pagato e valore rimborsato alla scadenza. Lo stesso principio vale per il BTP 2031 e, con modalità differenti legate alla natura variabile delle cedole, per i CCTeu.

L’asta del 28 agosto sarà quindi particolarmente interessante proprio per il nuovo BTP decennale al 4%, ma anche per il confronto tra le due emissioni a tasso fisso e i CCTeu indicizzati ai tassi di mercato. I dati da osservare post-collocamento saranno prezzo, rendimento e rapporto tra domanda e offerta, elementi che permetteranno di valutare quanto il mercato ha richiesto per finanziare il Tesoro sulle diverse scadenze.

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