piumini con grafico di borsa
Forte rialzo per le azioni Moncler - RisparmiOggi.it
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Nell’ultima di Ottava di Borsa Italiana sono le azioni Moncler a prendersi tutta la scena. Dopo tutta una mattinata vissuta sulla cresta dell’onda, al giro di boa di metà sessione il titolo del gruppo del lusso registra un rialzo del 2,23% a 48,51 euro che non solo è nettamente superiore al +0,84% del principale indice milanese ma che vale anche la maglia rosa sullo stesso paniere. Per adesso non sembrano esserci segnali di rallentamento perchè il titolo viaggia sui massimi di seduta (intraday top a 48,24 euro) confermando la presenza di una pressione di acquisto decisamente solida.

Il grafico in real time dice che grazie alla progressione odierna, il titolo dei piumini riesce ad azzerare la perdita accumulata nell’ultimo mese, tornando sulla parità. Il bilancio da inizio anno resta però negativo, con una flessione nell’ordine del 12%, riflesso delle difficoltà attraversate dal comparto del lusso europeo in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e da una minore propensione verso i beni di alta gamma.

Azioni Moncler corrono insieme al lusso europeo: cosa sta cambiando

Il movimento delle azioni Moncler non è isolato. Sul Cac40 della borsa di Parigi è infatti il comparto lusso a dettare legge con Hermès, LVMH e Kering in forte rialzo, mentre a Zurigo è Richemont a beneficiare degli acquisti. A Milano, oltre a Moncler, in evidenza c’è Brunello Cucinelli che avanza dell’1,4% oltre gli 89 euro. Il denominatore comune di tutti questi segni verdi è una ritrovata domanda sui titoli del lusso, dopo una fase particolarmente difficile per il settore.

Ovviamente di tutto quello che sta accadendo da Moncler alle big francesi della moda, niente è un caso. Il “la” all’esplosione degli acquisti è infatti arrivato da EssilorLuxottica che non a caso a Parigi sta guadagnando oltre il 2,6% a 161 euro (massimo rialzo di oltre il 3% a metà mattinata) dopo l’annuncio di un nuovo programma di acquisto di azioni proprie. Il gruppo italo-francese ha affidato a un intermediario specializzato il mandato per acquistare fino a 5 milioni di azioni, a partire proprio da oggi e in funzione delle condizioni di mercato.

Il programma, ai prezzi della vigilia, presenta un controvalore di circa 787 milioni di euro. Non si tratta quindi di un’operazione simbolica: per dimensione rappresenta un intervento capace di fornire un supporto concreto al titolo in una fase nella quale EssilorLuxottica ha perso una parte consistente del proprio valore. Non c’è quindi da meravigliarsi se gli operatori stiano leggendo il buyback soprattutto come un segnale di fiducia del management francese sulla potenziale di creazione di valore nel lungo periodo. È la stessa motivazione indicata ufficialmente dalla società nell’annunciare il programma.

Il buyback di Essilux arriva dopo lo strappo nella governance

La tempistica dell’operazione rende il segnale ancora più interessante. Il buyback arriva infatti pochi giorni dopo l’annuncio di Leonardo Maria Del Vecchio di lasciare, dal 31 agosto, gli incarichi operativi ricoperti in EssilorLuxottica, tra cui la presidenza di Ray-Ban e il ruolo di chief strategy officer. La decisione si inserisce nelle tensioni emerse attorno alla governance di Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio che possiede circa il 32,4% di EssilorLuxottica.

Il punto importante per il mercato è che il buyback arriva mentre il titolo Essilux si trova su valutazioni molto più basse rispetto ai livelli raggiunti nei mesi precedenti (anche dopo il rally di oggi a Parigi, le azioni EssilorLuxottica risultano in ribasso del 40% da inizio anno). Il gruppo italo-francese prova quindi a utilizzare una parte della propria capacità finanziaria per acquistare azioni in una fase di forte svalutazione, trasformando il calo del titolo in un’occasione per sostenere la remunerazione degli azionisti e, potenzialmente, accrescere il valore per azione delle quote rimanenti.

Per le azioni Moncler il beneficio è ovviamente indiretto ma è comunque tangibile nel senso che lo si può toccare con mano in borsa: quando un colosso di riferimento di un comparto molto particolare come è il lusso decide di intervenire pesantemente sul proprio titolo per segnalare fiducia nelle prospettive di lungo periodo, il messaggio che viene lanciato finisce con l’essere recepito dall’intero settore. È quello che sembra accadere oggi a livello europeo, con gli acquisti che si stanno concentrando proprio sui grandi nomi del lusso “agevolati” da un appeal fin qui poco entusiasmante.

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