Gli ETF spot statunitensi su Solana hanno battuto quelli su XRP nei flussi della settimana in corso. Tra il 10 e il 13 agosto i prodotti dedicati a SOL hanno raccolto complessivamente 8,8 milioni di dollari, mentre sugli ETF XRP non si sono registrati nuovi afflussi netti significativi.
Il dato fotografa una fase particolare del mercato delle altcoin. XRP conserva ancora un vantaggio consistente se si considerano i capitali raccolti dal lancio degli ETF, ma nelle ultime settimane la domanda ha rallentato nettamente. Solana, al contrario, ha registrato un improvviso ritorno degli acquisti dopo un periodo quasi completamente fermo.
Solana raccoglie 8,8 milioni, poi i flussi si fermano
Il movimento è avvenuto interamente nella seduta del 10 agosto, quando gli ETF Solana hanno raccolto 8,8 milioni di dollari netti. L’11, il 12 e il 13 agosto i flussi sono invece tornati a zero.
A beneficiare degli acquisti è stato praticamente soltanto BSOL di Bitwise, che ha assorbito gli 8,8 milioni della giornata. Gli altri prodotti statunitensi dedicati a Solana non hanno registrato movimenti rilevanti.
Il risultato resta comunque significativo perché interrompe una fase molto debole. Il 6 agosto erano usciti circa 900.000 dollari, mentre nelle sedute precedenti i flussi erano rimasti quasi sempre a zero. Ancora più pesante era stato il 28 luglio, quando BSOL aveva registrato riscatti per 18,1 milioni di dollari.
Secondo Farside Investors, gli afflussi netti cumulativi negli ETF Solana statunitensi raggiungono ora circa 1,13 miliardi di dollari.
XRP non riesce a tenere il ritmo
Il confronto con XRP evidenzia ancora meglio l’accelerazione di Solana. Gli ETF XRP avevano raccolto appena 1,01 milioni di dollari nella settimana precedente, contro 14,86 milioni della settimana ancora prima.
Nelle sedute successive il flusso di nuovi capitali si è praticamente fermato. Dal 10 agosto fino all’ultima seduta disponibile del 13 agosto non è emersa una ripresa paragonabile agli 8,8 milioni registrati da Solana.
XRP mantiene però il vantaggio sul lungo periodo. Gli ETF spot statunitensi dedicati alla criptovaluta hanno accumulato circa 1,5 miliardi di dollari di afflussi netti dal lancio, contro gli 1,13 miliardi circa di Solana.
Quindi, Solana ha battuto XRP sui flussi più recenti, non sul capitale complessivamente raccolto dagli ETF.
Perché Solana sta attirando più attenzione
Dietro il ritorno degli acquisti c’è anche una fase importante per lo sviluppo della rete. Solana si prepara all’attivazione di nuove funzionalità attraverso Agave 4.2, con interventi previsti a partire dalla seconda metà di agosto.
Più avanti arriverà Alpenglow, uno degli aggiornamenti più rilevanti della rete. Il nuovo sistema punta a ridurre drasticamente i tempi necessari per raggiungere la finalità delle transazioni, portandoli dagli attuali diversi secondi a poche centinaia di millisecondi.
Nel frattempo, continua a crescere anche l’utilizzo di Solana per le stablecoin e le applicazioni finanziarie, due elementi che possono rafforzare l’interesse verso l’infrastruttura oltre la semplice variazione del prezzo di SOL.
Il sorpasso è ancora tutto da confermare
Gli 8,8 milioni raccolti da Solana contro flussi praticamente nulli per XRP nella settimana fino al 13 agosto rappresentano quindi un segnale interessante, ma ancora troppo piccolo per parlare di un cambio strutturale nelle preferenze degli investitori.
Il fatto che gli ETF Solana siano tornati a zero già nelle tre sedute successive al 10 agosto mostra quanto la domanda resti discontinua.
Il confronto delle prossime settimane sarà quindi più indicativo. XRP parte ancora avanti per capitali raccolti complessivamente, mentre Solana ha conquistato il vantaggio sul breve periodo. Se ai progressi tecnici della rete seguiranno nuovi afflussi negli ETF, quello dell’ultima settimana potrebbe trasformarsi da episodio isolato in una tendenza più significativa.
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