Nell’ultima di ottava le azioni Nexi si prendono letteralmente la scena a Piazza Affari. Al giro di boa delle 13 il titolo del gruppo italiano dei pagamenti digitali è il migliore del Ftse Mib, con un rialzo di circa il 5% a 3,90 euro, nettamente superiore al progresso dello 0,6% dell’indice principale. La seduta conferma il cambio di passo iniziato nella seconda metà di giugno, tanto che il bilancio dell’ultimo mese sale ora a +16%.
Un recupero importante che, tuttavia, non è ancora sufficiente a cancellare il passivo di circa il 6% accumulato da inizio 2026.
Il sentiment sul titolo sembra però essere cambiato. Dopo mesi caratterizzati da debolezza e scarsa fiducia, gli investitori stanno tornando a guardare con maggiore interesse a Nexi. Il rally odierno ne è la dimostrazione e nasce dalla combinazione di diversi fattori, tra aspettative sui conti del trimestre e un quadro tecnico che appare sensibilmente migliorato.
In questo articolo analizzeremo proprio questi aspetti.
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Trimestrale Nexi sotto esame: ecco le previsioni
Uno dei principali catalizzatori di questa fase di recupero di Nexi è rappresentato dall’avvicinarsi della pubblicazione dei risultati del secondo trimestre 2026, prevista per il 29 luglio. In vista dell’appuntamento, Equita nei giorni scorsi ha aggiornato le proprie valutazioni sul gruppo, mantenendo una posizione prudente ma confermando che non si attendono sorprese negative rispetto a quanto comunicato dal management nei mesi scorsi.
Come citato da FTAonline, la sim milanese ha ribadito la raccomandazione hold (mantenere) lasciando invariato anche il target price a 3,10 euro. Il prezzo obiettivo è inferiore alle quotazioni attuali, quindi non c’è potenziale di upside e questo, di solito, è un aspetto che lascia pensare che dopo il recente recupero, il titolo possa avere già incorporato parte delle aspettative positive del mercato.
Sul fronte operativo, gli analisti prevedono ricavi in lieve crescita, stimati intorno a 917 milioni di euro, pari a un incremento di circa l’1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sempre ragionando sulle previsioni, l’Ebitda rettificato è invece atteso a 477 milioni, sostanzialmente stabile, mentre l’utile netto rettificato del primo semestre dovrebbe registrare un leggero arretramento.
Più che sui numeri del trimestre, però, l’attenzione degli investitori è rivolta alle indicazioni sul resto dell’anno (outlook 2026). Gli analisti si aspettano infatti che il management confermi la guidance 2026, che prevede una crescita dei ricavi in linea con quella registrata nel 2025 e una redditività sostanzialmente stabile.
Se queste indicazioni dovessero essere confermate, gli operatori potrebbero interpretarle come un segnale di continuità dopo un periodo complesso per il settore dei pagamenti elettronici, caratterizzato da crescita più moderata e forte pressione competitiva.
Per la cronaca la valutazione di Equita ben rispecchia quella media messa a fuoco da MarketScreener. Per lo screener, infatti, il rating medio sulle azioni Nexi considerando le 16 valutazioni attive è appunto hold (ben 12 i giudizi neutral) mentre il target price medio è 3,86 euro (più alto rispetto a quello della sim milanese) con upside potenziale del 4%.
Il quadro tecnico di Nexi sta migliorando?
Accanto ai fattori fondamentali, è però soprattutto l’analisi tecnica che sta fornendo indicazioni più incoraggianti.
Il recupero iniziato nella seconda metà di giugno ha consentito a Nexi di costruire una base di ripartenza dopo aver toccato a marzo i minimi storici. Ricostruendo il trend, da quel momento il titolo ha iniziato una progressione ordinata che oggi sembra aver trovato una nuova accelerazione.
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Con il balzo fino a un massimo intraday a 3,90 euro, le quotazioni sono riuscite a superare il recente massimo situato in area 3,86 euro, livello che rappresentava una delle principali resistenze di breve periodo. La rottura di questa soglia viene generalmente interpretata dagli operatori come un segnale di rafforzamento del trend rialzista.
Se la forza mostrata nelle ultime settimane dovesse proseguire, il mercato potrebbe iniziare a guardare verso la successiva resistenza a quota 3,962 euro (molto prossima). Oltre ci sarebbero i 4,30 euro che altro non sono che i massimi registrati all’inizio di maggio.
Naturalmente non mancano i livelli da monitorare anche sul fronte opposto. Dopo un rialzo del 16% nell’ultimo mese, è fisiologico attendersi qualche presa di profitto. In questo scenario, un ritorno sotto il supporto dei 3,76 euro rappresenterebbe il primo segnale di indebolimento del movimento rialzista e potrebbe riportare volatilità sul titolo.
Per il momento, tuttavia, il quadro appare decisamente più favorevole rispetto a poche settimane fa e dimostrazione ne è il fatto che Nexi abbia sovraperformato il Ftse Mib nell’ultima settimana.
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