Le azioni Nexi tornano al centro dell’attenzione a Piazza Affari e questa volta il tema non è il solito rumor su un possibile take-private o sull’interesse di qualche fondo. La novità vera riguarda Cassa Depositi e Prestiti, che attraverso CDP Equity ha ormai formalizzato una posizione molto più pesante nel capitale della paytech italiana. Non siamo ancora davanti a un cambio di controllo e non c’è nessuna OPA in vista.
Il dato da cui partire è il 27,638% di partecipazione aggregata comunicata nelle partecipazioni rilevanti Consob. Nel dettaglio, il 19,638% riguarda diritti di voto riferibili ad azioni Nexi, mentre un ulteriore 8% passa da due Total Return Equity Swap collegati al titolo. In pratica, CDP ha già una quota importante in azioni e ha costruito anche una posizione finanziaria che, ottenute le autorizzazioni necessarie, può avvicinarla ulteriormente alla soglia del 29,9%.
Perché CDP si ferma sotto il 30%
CDP vuole rafforzarsi, ma senza superare la soglia che farebbe scattare l’obbligo di OPA. La banca pubblica ha infatti chiarito di non voler lanciare un’offerta sulle azioni Nexi e di non voler esercitare un controllo individuale o congiunto sulla società. Quindi niente scalata ostile, niente rivoluzione immediata nella governance, niente accelerazione formale verso il delisting.
Eppure la mossa pesa tantissimo. Dopo l’uscita progressiva dei fondi storici e le continue indiscrezioni sull’interesse del private equity, l’ingresso più forte di CDP cambia la lettura del titolo. Da una parte riduce l’appeal speculativo legato a un’eventuale offerta da parte di altri operatori. Dall’altra dà al mercato un riferimento stabile, pubblico e di lungo periodo, proprio in una fase in cui Nexi ha bisogno di ricostruire fiducia dopo mesi complicati.
XTB
- ✅ Zero commissioni su azioni e ETF reali*
- ✅ A partire da 10€
- ✅ Piani di accumulo
- ✅ Interessi sui fondi non investiti
- ✅ Cashback 1% su ewallet PRO
Cosa cambia per le azioni Nexi
Per il titolo Nexi, quindi, la notizia ha una doppia faccia. Nel breve può sostenere il sentiment, perché la presenza di CDP segnala che l’asset viene considerato importante per il sistema italiano dei pagamenti. Non è poco per una società che negli ultimi anni ha perso molto valore rispetto ai massimi post-pandemia e che continua a muoversi in un settore sempre più competitivo, tra fintech, pagamenti istantanei, wallet digitali e grandi circuiti internazionali.
Allo stesso tempo, però, chi si aspettava un’OPA ricca da parte di un fondo deve ricalibrare le attese. Con CDP così vicina al 30%, la probabilità di una soluzione puramente finanziaria e aggressiva diventa meno immediata. Il mercato potrebbe quindi iniziare a guardare meno al premio speculativo e più alla capacità di Nexi di migliorare margini, crescita organica, debito e posizionamento industriale.
Il collegamento con la moneta digitale
C’è poi un tema più ampio che non va sottovalutato. Proprio mentre CDP rafforza il presidio su Nexi, il settore dei pagamenti italiani si muove anche sul fronte della moneta digitale. Il progetto Eur.Bank di Bancomat, con nove banche italiane coinvolte nella sperimentazione di una stablecoin in euro, conferma che i pagamenti sono ormai diventati un’infrastruttura finanziaria e tecnologica.
In questo contesto Nexi resta un tassello delicato. CDP non sta comprando hype, ma presidio industriale. Per le azioni Nexi la domanda diventa quindi meno “arriverà un’OPA?” e più “il mercato tornerà a riconoscere valore a un’infrastruttura strategica dei pagamenti?”. La differenza è enorme.
Seguici su Telegram! Iscriviti qui
Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.















