Sono due settimane le che azioni Nexi hanno perso contatto con i 4 euro. Andando a ritroso l’ultima sessione di borsa chiusa sopra questo livello è stata quella di lunedì 11 maggio. Già dalla seduta successiva il titolo iniziò a muoversi in area 3,9 euro per poi scivolare nel range tra 3,4 e 3,6 euro complice anche lo stacco del dividendo dello scorso lunedì.
Oggi però un assist potrebbe condizionare l’andamento della quotata dei pagamenti digitali fin dal primo istante di contrattazioni. Parliamo della decisione del consiglio di amministrazione di CDP Equity di aumentare la sua partecipazione nel capitale sociale di Nexi fino al 29,9%. In un contesto generale che dovrebbe essere dominato dal sentiment positivo per effetto dei concreti passi in avanti nelle trattative tra Usa e Iran, l’ipotesi React è che le azioni Nexi possano riprendere il trend rialzista interrotto due settimane fa.
Vediamo allora anzitutto perchè la decisione del CdA della CDP Equity potrebbe pesare così tanto.
Quali sono le mosse della CDP Equita in Nexi
Nuovo tassello nel riassetto dell’azionariato di Nexi. Il Consiglio di Amministrazione di CDP Equity ha deliberato la possibilità di aumentare la propria partecipazione nella fintech italiana fino a un massimo del 29,9% del capitale sociale. Già di per sè questa è una decisione che va a rafforzare ulteriormente il legame tra il gruppo controllato da Cassa Depositi e Prestiti e uno dei principali operatori europei nei pagamenti digitali.
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L’operazione potrà svilupparsi attraverso due direttrici. Da una parte, CDP Equity ha autorizzato la sottoscrizione di contratti derivati collegati fino all’8% del capitale di Nexi. Tali strumenti potrebbero essere regolati in azioni, subordinatamente all’ottenimento delle autorizzazioni regolamentari richieste. Dall’altra, il rafforzamento potrà avvenire anche mediante acquisti diretti sul mercato.
Elemento centrale per valutare la mossa è il fatto che CDP Equity non intende comunque procedere con un’OPA sul gruppo. Quindi c’è un investitore strategico come il braccio del Tesoro che è intenzionato a consolidare la propria presenza senza però arrivare al delisting o a una presa di controllo formale di Nexi.
Attualmente CDP Equity è già il primo azionista istituzionale della quotata con una quota vicina al 19%. L’eventuale incremento della partecipazione rappresenterebbe quindi un ulteriore passo verso una maggiore stabilità dell’azionariato. Nella comunicazione ufficiale, l’azionista di controllo ha sottolineato di credere nel percorso industriale della società, evidenziando il suo ruolo centrale nello sviluppo delle infrastrutture digitali europee legate ai pagamenti e alla digitalizzazione della moneta.
Nexi infatti processa infatti circa 1.800 miliardi di euro di transazioni digitali in oltre 25 Paesi, numeri che la collocano tra gli operatori più rilevanti del settore fintech europeo. Secondo CDP Equity, questa posizione potrebbe consentire al gruppo di avere un ruolo strategico nella costruzione di una piattaforma tecnologica europea per i pagamenti digitali.
Quale impatto potrebbe avere la mossa di CDP sulle azioni Nexi?
E adesso vediamo quali potrebbero essere le conseguenze in borsa della mossa della CDP Equity.
Dal punto di vista di mercato, la decisione dell’azionista può essere interpretata come un segnale di fiducia sulle prospettive industriali di Nexi. La possibilità che un socio istituzionale incrementi la propria esposizione fino a sfiorare il 30% tende infatti a rafforzare la percezione di solidità del gruppo, soprattutto se si tiene conto che comparto europeo dei pagamenti digitali resta al centro dei processi di consolidamento.
Lato operativo, per le azioni Nexi, il possibile aumento della partecipazione potrebbe tradursi innanzitutto in un effetto di sostegno alle quotazioni. Il fatto che il titolo, come accennavamo in precedenza, abbia ritracciato nelle ultime due settimane (e infatti ora la prestazione mensile è rossa per il 12%) potrebbe essere da stimolo per il ritorno dell’hype.
Facendo un paragone con situazioni simili, va evidenziato che il mercato tende infatti a valutare positivamente la presenza di un azionista stabile e con una visione di lungo periodo, soprattutto in un business caratterizzato da investimenti tecnologici elevati e da una forte competizione internazionale.
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Il resto poi sarà tutto da leggere. Ad esempio il fatto che CDP Equity possa utilizzare anche derivati collegati alle azioni Nexi lascia intendere una strategia di accumulo graduale e flessibile. Un approccio che potrebbe limitare l’impatto immediato sul mercato ma allo stesso tempo mantenere elevata l’attenzione speculativa sul titolo.
Sul piano industriale, invece, la presenza crescente di CDP Equity potrebbe inoltre favorire la continuità strategica di Nexi, sostenendo i progetti di espansione europea e di innovazione nei sistemi di pagamento digitali.
Resta comunque da monitorare il quadro regolamentare. L’operazione sarà infatti subordinata alle autorizzazioni necessarie per il superamento delle soglie rilevanti nel capitale sociale. Inoltre, il mercato continuerà a valutare l’evoluzione della struttura finanziaria del gruppo, la crescita dei margini e la capacità di generare cassa in un contesto di tassi ancora elevati.
Nel breve termine, però, la mossa di CDP Equity rappresenta un elemento potenzialmente favorevole per il sentiment sul titolo.
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