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Azioni americane e italiane sottovalutate (www.risparmioggi.it)
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Sei alla ricerca delle migliori azioni sottovalutate da comprare nel mese di maggio? Guardare ai titoli che presentano i prezzi più bassi è sempre una delle strategie di investimento più diffuse tra chi guarda al lungo periodo. La prospettiva è molto intuitiva: compro quando i prezzi sono più bassi per poi trarre profitto dal loro rialzo. E’ pieno di investitori che ad ogni inizio mese vanno a caccia delle azioni sottovalutate. Italiane, americane, per loro non fa alcuna differenza: importante è che i prezzi non rispecchino il reale potenziale del titolo.

Tutto questo approccio non fa una piega ma si basa su un postulato: è necessario sapere scegliere le azioni sottovalutate perchè i prezzi bassi, da soli, non sono una condizione sufficiente per determinare l’acquisto. Il titolo deve essere si sottovalutato ma deve anche presentare buoni fondamentali altrimenti il rischio è quello di mettere in portafoglio un’azione che il mese successivo vale addirittura di meno rispetto al momento all’acquisto causando una perdita.

In questa guida troverai le azioni più sottovalutate di maggio 2026. Italiane e americane perchè quando si parla di strategie basate sui titoli a sconto non c’è confine di borsa che possa reggere. In più troverai anche un metodo per selezionare i top titoli sottovalutati in completa autonomia. E’ il metodo che usiamo noi in quanto investitori.

Quali sono le azioni sottovalutate da comprare a maggio 2026?

Non c’è una lista di titoli sottovalutati che valga per sempre. Questo elenco è stato redatto sulla base della situazione a fine aprile e in base alle prospettive per il nuovo mese. Un spoiler che di certo non può farti piacere: se le condizioni di mercato dovessero variare in modo sensibile rispetto al quadro di “partenza”, la lista potrebbe già essere superata (almeno in parte). Ecco perchè siamo convinti che il miglior modo per investire in titoli sottovalutati sia saperli scegliere autonomamente sulla base di criteri per ben precisi che vadano ben al di là del prezzo di partenza. Per questo motivo ti suggeriamo di focalizzare l’attenzione proprio sul paragrafo relativo a come scegliere le migliori azioni sottovalutate in ogni momento.

Detto questo ecco le azioni italiane più sottovalutate di maggio 2026:

  • Banco BPM
  • Azimut Holding
  • WeBuild
  • Recordati

Ed ecco invece le azioni americane più sottovalutate di maggio 2026:

  • Pfizer
  • Verizon
  • PayPal
  • Alphabet

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Investire comporta un rischio di perdita

1 – Banco BPM (BAMI)

Il settore bancario di Borsa Italiana ha corso davvero tanto negli ultimi due anni e quindi servirebbe quasi la lente di ingrandimento per trovare in questo comparto delle azioni sottovalutate. Ebbene ci sono.

Banco BPM né è un esempio concreto perchè scambia a multipli bassi (circa 6 volte gli utili) con un Dividend Yield stimato intorno al 13%. Dagli addetti ai lavori la quotata guidata da Castagna è ritenuta una “deep value play” per chi cerca rendimento da dividendo.

Da inizio 2026 le azioni BAMI hanno perso il 2,5% ma anno su anno restano in verde del 23%. Il prezzo massimo raggiunto nell’ultimo anno è stato di 13,67 euro (16 aprile 2026), mentre il minimo è stato di 9,554 euro. Nessuno mette in dubbio la performance operativa molto solida), ma l’impressione è che mercato sembra non aver ancora prezzato completamente il potenziale di crescita e la generosa politica di remunerazione degli azionisti.

E infatti, per quello che riguarda le previsioni, il target price sulle azioni Banco BPM a 12 mesi è fissato a 12,9 euro, con forchetta tra 11,7 euro e 14 euro.

Il driver che potrebbe spingere le azioni Banco BPM nel medio termine? Il ritorno del dossier M&A. Dopo lo stop del governo Meloni a Unicredit (fu usata la golden power prendendo come pretesto l’esposizione di Piazza Gae Aulenti in Russia, BPM perse gran parte del premio speculativo. Ora il quadro è cambiato perchè Unicredit proprio a inizio maggio ha annunciato la vendita delle attività russe. Banco BPM tornerà nel mirino della big italiana?

2 – Azimut Holding (AZM)

E’ una delle poche società di gestione con zero debito bancario e una generazione di cassa da record anche grazie alla presenza in oltre 40 paesi di tutto il mondo. Nonostante margini operativi vicini al 46%, il titolo scambia a meno di 10 volte gli utili, rendendolo attraente in termini di solidità finanziaria. In particolare il divario tra il prezzo di mercato (35,6 euro) e il valore reale dell’azienda è uno dei più ampi di tutto il settore finanziari con un P/E a 9,3x – 9,4x, range inferiore sia alla media storica del titolo che alla media del settore dell’asset management europeo (spesso sopra i 12x).

Nell’ultimo anno le quotazioni di Azimut si sono apprezzate del 58% mentre lato business nel 2025 i flussi netti sono saliti a 32 miliardi di euro (record storico) con un totale masse gestite a otre 141 miliardi di euro, in crescita del 32% in un anno. Il fatto è che nonostante questi numeri dimostrazione della solidità del momentum sia del titolo e sia del business, le azioni Azimut restano molto economiche rispetto a quello che offrono anche perchè il dividend yield è del 5%.

C’è da dire che il settore del risparmio gestito viene visto come vulnerabile dinanzi alla volatilità dei mercati e gli investitori hanno paura che in caso di rallentamento dell’economia ci possa essere una raccolta netta.

Il driver che con queste premesse potrebbe spingere le azioni Azimut? Il miglioramento del quadro macro.

3 – Webuild (WBD)

Non si tratta di una quotata del Ftse Mib ma entra di diritto nella lista delle azioni sottovalutate a maggio 2026 perchè, tra le italiane, è quella più sottovalutata (ovviamente sempre limitando il quadro alle note). Il motivo è nei numeri: Webuild scambia a a circa il 59% dei suoi massimi a 52 settimane e presenta un PEG ratio (Price/Earnings to Growth) pari ad appena lo 0,42 che sembra indicare che il mercato non sta ancora scontando pienamente la crescita degli utili prevista dai nuovi ordini record.

Ora se sei avvezzo al trading sulle azioni sottovalutate saprai che un PEG più basso di 1 indica solitamente che il titolo è a sconto rispetto alla sua crescita prevista. Con Webuild siamo a meno della metà…

Per quello che riguarda le previsioni, rispetto ai prezzi correnti di 2,71 euro, il consenso medio degli analisti indica un target price a 12 mesi quota 3,47 euro, con top a 4,50 euro. Sulla base di questi obiettivi di prezzo, sulle azioni Webuild c’è potenziale di upside fino al 28%.

Il motivo per cui le azioni Webuild potrebbero concretizzare la loro attuale sottovalutazione? La ricostruzione post-bellica nel Medio Oriente. Lo si è visto in borsa già in queste settimane: ogni qualvolta si sono aperti spiragli di pace tra Usa e Iran, il settori costruzioni e infrastrutture ha preso il volo (mentre gli energetici crollavano).

4 – Recordati (REC)

Recordati mantiene margini lordi costanti intorno al 70%, ma il prezzo del titolo è rimasto relativamente statico nell’ultimo anno (-3% la prestazione).

In merito al posizionamento degli analisti, il Fair Value di Recordati è stimato tra 57 euro e 59 euro per un potenziale di upside attorno al 15%.

Snodo centrale nella “storia” di sottovalutazione di Recordati è il premio premio della possibile OPS di CVC Capital Partners. A fine marzo il fondo si è fatto avanti con il colosso farmaceutico presentando una proposta d’interesse non vincolante per l’acquisizione della società a un prezzo indicativo di 52 euro per azione (cum dividend). La cosa strana è che nonostante l’annuncio, il titolo Recordati ha continuato a scambiare a prezzi inferiori offrendo un potenziale guadagno immediato qualora l’operazione dovesse concretizzarsi a quei livelli.

Lato multipli, Recordati scambia su un rapporto P/E che continua ad essere a sconto di circa il 30% rispetto alla sua media storica degli ultimi 10 anni.

Quindi c’è anche una mancata reattività del prezzo di Recordati rispetto ai fondamentali eccellenti mostrati nelle ultime trimestrali.

E con Recordati si chiude la lista delle azioni italiane più sottovalutate di maggio. Tutti questi titoli citati sono disponibili sulla piattaforma Freedom24 che è ideale per l’investing di lungo termine. Per tutti i nuovi clienti, inoltre, zero commissioni di intermediazione su azioni e ETF per un anno (o per le prime 240 operazioni).

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Investire comporta un rischio di perdita

5 – Pfizer (PFE)

Attualmente scambia con un dividend yield del 6,6%, ben oltre la sua media storica (4,5%). Il mercato sembra continuare a penalizzare l azioni Pfizer per il calo dei ricavi post-pandemia, tuttavia gli analisti vedono valore nella sua pipeline oncologica a lungo termine.

Più nel dettaglio, la storia di sottovalutazione delle azioni Pfizer dipende da tre variabili: l’ombra del “Patent Cliff” (2027-2030) con il mercato che sta già “prezzando” le prossime perdite di brevetto su alcuni dei farmaci più redditizi mentre monta lo scetticismo sulla loro sostituzione; la zavorra di un debito importante causato dall’acquisizione di Seagen per 43 miliardi di dollari e la presenza di multipli a sconto (P/E nel range tra 14x – 15x è un valore storicamente basso per una Big Pharma).

Da inizio 2026 le azioni Pfizer hanno guadagnato il 2% e anno su anno l’11% ma sono lontanissime dagli anni del vaccino anti-covid (i prezzi si sono più che dimezzati). Detto questo diversi modelli di analisi stimano il valore reale del titolo tra i 35 e i 40 dollari,

6 – Verizon (VZ)

Con volumi sotto pressione ma margini in normalizzazione, Verizon è da tempo vista come una “cash machine” sottovalutata. Secondo molti analisti offre rendimenti elevati e una valutazione che non riflette la sua reale dominanza infrastrutturale. Da anni Verizon è ritenuta una value per eccellenza. La sua storia è di una società che genera enormi flussi di cassa ma che viene scambiata a prezzi contenuti a causa di timori strutturali sul settore delle telecomunicazioni.

Nonostante il recupero attivato da febbraio in poi (in atto ancora adesso), Verizon continua a scambiare con un rapporto P/E pari a circa 11.5x, valore significativamente inferiore alla media del mercato (S&P 500) e a molti altri titoli industriali.

Detto questo modelli come quella di StockRover e TIKR vedono sulle azioni Verizon un fair value compreso tra 54 e 59 dollari, target che implica un potenziale di rialzo superiore al 15-20% rispetto ai prezzi correnti (47 dollari).

La capacità di Verizon di concretizzare il suo potenziale di crescita e quindi di uscire dalla sottovalutazione potrebbe arrivare dalla svolta sui Postpaid Phone Adds. Proprio a maggio il mercato sembra aver iniziato a riconoscere il successo della strategia del nuovo management. Nel primo trimestre del 2026, Verizon ha registrato 55.000 nuovi abbonati netti (postpaid phone), segnando il primo trimestre positivo dal 2013. Se il trend dovesse essere confermato Verizon riuscire a bloccare l’emorraggia di quote di mercato a favore di T-Mobile.

7 – Alphabet (GOOGL)

Sembra incredibile ma c’è anche la casa-madre di Google, Alphabet, nella lista delle azioni americane sottovalutate di maggio 2026. Nonostante la crescita nell’AI, le azioni Alphabet scambiano a un multiplo P/E più basso rispetto ad altri membri dei Magnifici 7 e da qui il poco invidiabile primato di scelta “GARP” (Growth at a Reasonable Price).

Ovviamente la storia di sottovalutazione di Google non ha niente a che fare con quella delle altre quotate inserite nella lista. Alphabet è sottovalutata se si guarda oltre la superficie dei massimi storici. L’impressione è che il mercato stia premiando la crescita attuale, ma non ha abbia “prezzato” pienamente il valore di Google Cloud come leader AI e la capacità di Gemini di diventare il sistema operativo dell’era post-smartphone.

Alphabet ha pianificato investimenti monstre per circa 180 miliardi di dollari nel 2026 per data center e chip AI. Se questi investimenti non dovessero portare i ritorni sperati, i margini di Google potrebbero soffrire.

Con il titolo che scambia intorno ai 390-400 dollari, c’è ancora margine di apprezzamento attorno 10-15% secondo i modelli basati sui flussi di cassa scontati (DCF).

Alphabet presenta un P/E di circa 30x ma il rapporto PEG (che rapporta la valutazione alla crescita degli utili) è considerato tra i più interessanti nel settore big tech, dato che gli utili per azione (EPS) sono cresciuti dell’82% su base annua nel primo trimestre 2026.

8 – PayPal (PYPL)

Dopo anni di correzione, i multipli di PayPal sono diventati estremamente compressi. Le azioni PYPL sono monitorate per un possibile “turnaround” basato sull’efficienza operativa e il riacquisto di azioni proprie (buyback). Questa è la tesi di investimento che però si scontra con una realtà piena di ostacoli. Infatti nonostante i risultati del primo trimestre 2026 di PayPal abbiano superato le attese, il titolo scambia a multipli storicamente bassi: appena 8,5x contro 30x e 50x degli anni scorsi. Il punto è che un P/E sotto il 10x è tipico di settori maturi o in contrazione (come ad esempio le utility), ma PayPal continua a far crescere i volumi di pagamento (TPV) a doppia cifra (+11% nel primo trimestre 2026).

E da nasce il dubbio che poi è in realtà il maggiore rischio: ma siamo certi che PayPal sia una occasione straordinaria di e non sia invece una Value Trap” (trappola di valore)?

PayPal è solida ma non riesce a sfruttare questo suo punto di forza e questo sia per motivi contingenti (nonostante il beat del primo trimestre) la società ha fornito previsioni sul secondo più base delle attese e sia per la pressione sui margini a causa della crescita dei pagamenti “unbranded” (Braintree), che sono meno redditizi del classico tasto giallo PayPal.

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Sia azioni italiane che azioni americane nel report di RisparmiOggi sulle maggiori sottovalutazioni del mese di maggio. La borsa di quotazione non è un problema perchè con Freedom24, in entrambi i casi, puoi comprare a zero commissioni di intermediazione per un anno dall’apertura del conto o per le prime 240 operazioni.

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Investire comporta un rischio di perdita

Come selezionare da solo le azioni più sottovalutate del mese

Lo abbiamo accennato all’inizio: capire quali siano le azioni più sottovalutate del momento non significa semplicemente cercare titoli che hanno perso tanto in borsa (infatti Alphabet non solo non ha perso ma ha guadagnato). Se vuoi davvero costruirti un approccio da investitore e non da semplice speculatore, devi distinguere tra una quotata che è temporaneamente penalizzata dal mercato e una società che invece sta entrando in una fase di deterioramento.

È proprio questa differenza che ti permette di trovare opportunità prima degli altri.

La prima cosa che devi guardare è il rapporto tra prezzo e utili. Il classico P/E resta uno degli strumenti più efficaci per capire se un titolo sta trattando a sconto rispetto al suo settore. Però attenzione: un multiplo basso da solo non basta.

Devi sempre confrontare quel valore con i competitor diretti e con la media storica della società (come abbiamo fatto nella lista). Se trovi un titolo che quota molto meno rispetto al settore pur continuando a generare utili solidi, allora potresti essere davanti a una reale sottovalutazione.

Un errore comune è comprare titoli solo perché sembrano economici. Cambia prospettiva e chiediti: l’azienda sta ancora crescendo oppure no?

Una vera azione sottovalutata spesso presenta questo scenario: il mercato rimane prudente mentre gli utili continuano a migliorare trimestre dopo trimestre. In questi casi può crearsi un forte disallineamento tra prezzo di borsa e valore reale della società.

Durante la stagione delle trimestrali devi osservare soprattutto le guidance, i margini e le revisioni degli analisti. Se gli esperti iniziano ad alzare i target price mentre il titolo resta indietro, allora il mercato potrebbe non aver ancora incorporato tutto il potenziale.

Ancora: per fare da solo devi imparare a leggere anche la qualità del bilancio. Un’azienda troppo indebitata può sembrare conveniente ma nascondere rischi enormi. Per questo motivo devi controllare la generazione di cassa, il livello del debito e la sostenibilità di dividendi e buyback. Le società finanziariamente solide tendono a resistere meglio alle fasi di volatilità e spesso diventano le prime candidate a recuperare quando il sentiment migliora.

Attenzione poi ai rischi perchè il mercato spesso sbaglia nel breve periodo. Paura dei tassi, inflazione, tensioni geopolitiche o trimestrali deludenti possono spingere gli investitori a vendere in massa interi settori.

Ed è proprio lì che devi mantenere lucidità. Le opportunità migliori raramente nascono nei titoli più amati del momento. Molto più spesso emergono su società ignorate o penalizzate eccessivamente.

Il tuo obiettivo non deve essere comprare il titolo più caldo, ma individuare aziende valide quando il mercato non le sta ancora premiando.

Alla fine, la vera differenza non la fa il singolo investimento ma il metodo che utilizzi ogni mese. Se impari a combinare valutazioni, crescita degli utili, solidità finanziaria e sentiment di mercato, puoi iniziare a selezionare da solo le azioni più sottovalutate del mese con un approccio molto più professionale.

Disclaimer: Contenuto sponsorizzato da Freedom24. L’offerta con commissioni di trading allo 0% è disponibile dal 1° marzo 2026 al 31 agosto 2026 ed è valida per 12 mesi o fino a un massimo di 240 transazioni, a seconda di quale delle due condizioni si verifichi per prima (solo per i nuovi conti). Si applicano termini e condizioni. Nota bene: gli investimenti comportano sempre dei rischi. Le previsioni o i rendimenti passati non costituiscono una garanzia di risultati futuri. Effettua le tue ricerche prima di effettuare qualsiasi investimento. È importante richiedere una consulenza finanziaria prima di effettuare qualsiasi investimento.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.