C’è un solo titolo da tenere d’occhio in apertura di contrattazioni su Borsa Italiana per valutare l’impatto trimestrale. Si tratta di Enel che il velo dai conti del primo trimestre 2026 lo ha tolto ieri sera dopo la chiusura della sessione regolare. Per il colosso del settore elettrico il momento della verità sarà quindi oggi e, con tutta probabilità, anche fin dal primo istante di scambi. C’è da verificare come è andata e soprattutto come sarebbe dovuta andare in relazione a quelle che erano le previsioni della vigilia. Solitamente è dalla corrispondenza tra stime e risultati reali che dipende la direzione del titolo.
Le azioni Enel partono da 9,65 euro dopo lo scivolone registrato proprio nella giornata di ieri e a sua volta successivo alla fiammata di venerdì. Insomma il colosso elettrico è praticamente arrivato all’appuntamento con la sua trimestrale al termine di una breve fase caratterizzata da alta volatilità di cui è testimonianza quel frazionale +0,3% messo a segno nelle ultime 5 sedute.
Indice
I dati della trimestrale di Enel nel dettaglio
La trimestrale di Enel ha consegnato al mercato un quadro a doppia velocità. Da una parte si è registrata una flessione del fatturato, dall’altra è invece emerso un miglioramento della redditività operativa che conferma la capacità del gruppo di difendere i margini anche in un contesto energetico meno favorevole rispetto a quello degli ultimi anni.
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Parlando di numeri, nel primo trimestre del 2026 i ricavi si sono attestati a 20,59 miliardi di euro, in diminuzione rispetto ai 22,07 miliardi dello stesso periodo del 2025. A pesare è stato soprattutto il rallentamento del business in Italia, dove il gruppo ha dovuto fare i conti con minori volumi di energia venduta, prezzi medi più bassi applicati alla clientela finale e una riduzione degli scambi sul mercato wholesale.
Nonostante questo scenario, la redditività ha mostrato segnali incoraggianti. L’Ebitda ordinario è salito a 6 miliardi di euro, con una crescita del 3,9% rispetto all’anno precedente. Un risultato che per gli investitori assume molto peso perché evidenzia come il gruppo stia riuscendo a compensare la debolezza del mercato domestico grazie alla buona performance delle attività internazionali.
A sostenere i conti sono state soprattutto la Spagna e l’America Latina, aree che hanno garantito un contributo più forte alla marginalità del gruppo. Anche l’utile netto ordinario ha mostrato un miglioramento, attestandosi a 1,94 miliardi di euro contro gli 1,87 miliardi precedenti. In aumento pure la generazione di cassa operativa, elemento che continua a rappresentare uno dei punti di forza della strategia industriale di Enel.
Debito di Enel in aumento
Quando si parla di Enel uno dei dati più pesanti riguarda l’evoluzione dell’indebitamento. Ebbene a fine marzo 2026 il debito netto di Enel è salito a 57,83 miliardi di euro, in leggero aumento rispetto ai 57,18 miliardi registrati a inizio anno.
Il gruppo ha spiegato che l’incremento è stato legato principalmente agli effetti dei cambi e alle esigenze finanziarie connesse agli investimenti, alla distribuzione dei dividendi e alle operazioni di buyback effettuate sia da Enel sia da Endesa. Sull’economia del trimestre hanno inoltre inciso le attività straordinarie e il rafforzamento della struttura finanziaria tramite emissioni obbligazionarie ibride perpetue.
Il fatto che la società continui a destinare importanti risorse alla crescita industriale è ovviamente positivo e in quest’ottica gli investimenti hanno raggiunto 2,3 miliardi di euro, in aumento di oltre il 10% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. La direzione strategica rimane chiara: reti elettriche e sviluppo delle energie rinnovabili continuano a rappresentare il cuore del piano industriale del gruppo.
Da monitorare invece il rapporto debt to equity, salito a 1,55 rispetto all’1,22 di fine 2025. Il dato segnala una leva finanziaria più elevata, anche se il management continua a ritenere sostenibile la struttura patrimoniale grazie alla forte capacità di generazione di cassa.
Guidance Enel confermata: focus sui prossimi trimestri
L’aspetto probabilmente più importante della trimestrale di Enel riguarda la decisione del management di confermare integralmente gli obiettivi finanziari per il 2026. È un segnale che il mercato tende generalmente a interpretare in modo positivo, soprattutto se dovesse esserci una normalizzazione dei prezzi energetici una volta chiusa la crisi energetica causata della tensione in Iran (sempre se questo scenario dovesse davvero prevalere).
Tornando ai target, Enel prevede di chiudere l’esercizio con un utile netto ordinario per azione compreso tra 0,72 e 0,74 euro. La conferma della guidance implica che il gruppo ritiene ancora raggiungibili i target fissati nel piano strategico 2026-2028 nonostante il rallentamento dei ricavi osservato nel primo trimestre.
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Quali erano le previsioni sulla trimestrale Enel
Le attese degli analisti erano per una trimestrale Enel sostanzialmente stabile, con il contributo delle attività regolamentate chiamato a compensare un contesto ancora altalenante sul fronte del mercato energetico all’ingrosso. Sotto esame soprattutto alla capacità del gruppo di mantenere solidi i margini operativi e la generazione di cassa, considerata un elemento centrale per sostenere sia gli investimenti sia la politica di remunerazione degli azionisti. Focus anche sull’avanzamento degli investimenti nelle rinnovabili e nelle infrastrutture di rete, soprattutto dopo il forte incremento del piano di investimenti annunciato per il triennio 2026-2028. Negli ambienti operativi un certo appeal sulla verifica della capacità della quotata di mantenere un ritmo coerente con gli obiettivi strategici comunicati nei mesi scorsi.
Parallelamente, gli investitori si aspettavano una conferma della guidance 2026, elemento ritenuto importante per rafforzare la visibilità sul piano industriale. E proprio per quello che riguarda l’outlook su tutto il 2026, il consensus degli analisti (sintesi di ben 25 posizioni diverse) nella sua stima più aggiornata (inizio maggio) vedeva un utile netto ordinario pari a oltre 7,19 miliardi di euro (con previsione migliore a 7,47 miliardi di euro e un utile per azione EPS pari a 0,71 euro (in questo caso ipotesi più ottimistica a 0,74 euro).
Cosa emerge dalla trimestrale di Enel
Dal punto di vista degli investitori, la trimestrale di Enel consegna vari punti tra loro non convergenti: da un lato emergono pressioni sul fatturato legate al contesto di mercato italiano ma dall’altro il colosso elettrico continua a dimostrare una buona capacità di proteggere la redditività, mantenendo elevati gli investimenti e rafforzando il posizionamento nelle infrastrutture energetiche e nelle rinnovabili.
Inutile dire che a questo punto i prossimi trimestri saranno decisivi per capire se la crescita dei margini potrà continuare a compensare la debolezza dei ricavi e se il gruppo riuscirà a mantenere sotto controllo il profilo del debito senza rallentare il piano di sviluppo industriale.
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