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Previsioni trimestrale Intesa Sanpaolo (www.risparmioggi.it)
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Con tre sedute consecutive all’insegna del rialzo e un prezzo in area 6 euro, le azioni Intesa Sanpaolo si preparano ad accogliere i conti trimestrali che, come da calendario degli eventi societari, sono in uscita domani. Come sempre giusto un paio di giorni di distanza temporale tra questa trimestrale e quella dell’eterna concorrente Unicredit (resa nota lo scorso martedì), quasi a voler rispondere subito ai tanti record messi a segno da Piazza Gae Aulenti nel periodo gennaio – marzo 2026.

Ce la farà la banca guidata da Messina a far dimenticare i risultati trimestrali di Unicredit? Questa è ovviamente una domanda volutamente provocatoria. In realtà quello che interessa gli investitori è molto più pratica: la trimestrale Intesa Sanpaolo batterà le stime della vigilia? E’ da questo esito che dipenderà la risposta del mercato e quindi l’andamento delle azioni Intesa Sanpaolo in borsa. L’asticella non può che essere alta anche perchè stiamo parlando di un titolo che nell’ultimo mese si è apprezzato dell’11% e anno su anno del 28%. Grafico alla mano le attuali quotazioni della banca, per quanto in grande spolvero, sono più basse rispetto ai top di inizio febbraio quando avevano bucato al rialzo i 6 euro. La questione è capire se dalla trimestrale arriverà la forza necessaria per riportare il titolo su quei massimi che si sono allontanati a seguito dello scoppio della guerra Usa-Iran. Missione ambiziosa.

Cosa dicono le previsioni sulla trimestrale Intesa Sanpaolo

Vista la notorietà del titolo non c’è da stupirsi se nei giorni precedenti all’appuntamento con la trimestrale siano circolate varie ipotesi previsionali. Praticamente la stragrande maggioranza delle case di analisi che coprono il titolo ha messo nero su bianco la sua stima.

Il consensus raggruppa tutte le previsioni sulla trimestrale Intesa Sanpaolo. Da qui partiamo perchè “più rappresentativo” anche se poi è ovvio che alcune singole previsioni siano sopra e altre siano sotto.

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Ad ogni modo il consensus prevede un trimestre con un utile netto superiore ai 2,5 miliardi di euro, target che, se replicato nel corso dell’anno, consentirebbe alla banca guidata da Messina di restare allineata al suo obiettivo di circa 10 miliardi di euro di profitti nell’esercizio 2026. E sempre per il consensus i ricavi complessivi sono visti in area 6,9 miliardi di euro con un margine di interesse attorno a quota 3,6 miliardi e un cost/income ratio vicino al 38%. Per finire, sul fronte patrimoniale, il CET1 ratio della banca è atteso intorno al 13%.

Obiettivi di risultato forti non c’è dubbio ma, come abbiamo già accennato, c’è chi l’asta la alza di più. Parliamo di Banca Akros che nelle sue previsioni vede l’utile netto trimestrale a quota 2,55 miliardi di euro, in linea con lo stesso periodo dello scorso anno, e un aumento del 3% delle commissioni grazie al forte contributo dell’attività di trading visto che i roventi da negoziazione sono stimati a circa 335 milioni di euro. Sempre Akros vede però una lieve flessione del margine di interesse (circa l’1% su base annua).

Un elemento di potenziale debolezza che però dovrebbe essere contrastato da quello che è da sempre il punto di forza della banca guidata da Messina ossia la ferrea disciplina sui costi con spese operative sotto controllo e utili ante imposte attesi in crescita del 35% su base annua, fino a circa 302 milioni di euro.

Ad alzare ancora di più l’asta rispetto ad Akros sono poi gli analisti di Morningstar. Nelle loro previsioni sulla trimestrale di Intesa Sanpaolo focus sulle commissioni che vengono viste in crescita ancora maggiore rispetto a quella prevista della merchant bank: +4%. Praticamente nella view di Morningstar proprio le commissioni sarebbero il motore principale dell’espansione dei ricavi.

Detto questo, però, questi stessi analisti non nascondono la necessità di monitorare con attenzione le indicazioni che arriveranno dal management della banca sull‘andamento della raccolta e sulla visibilità commerciale per il resto del 2026 e questo perchè i primi tre mesi dell’anno per tutti sono stati caratterizzati da un allentamento dei flussi verso il risparmio gestito (marzo, in particolare, è stato il mese peggiore degli ultimi tempi per la raccolta nel settore dell’asset management europeo.

Oltre la trimestrale di Intesa Sanpaolo: possibili punti della conference call

Dopo la diffusione dei conti, ci sarà la loro presentazione nella consueta conference call. Tra i possibili temi caldi ci potrebbero essere margine di interesse e qualità del credito.

Sul primo punto sempre Mornigstar ritiene che il primo trimestre possa rappresentare il punto di minimo del ciclo. Il progressivo calo dell’Euribor si è sviluppato sostanzialmente in linea con le ipotesi incorporate nel piano industriale e il portafoglio di copertura sui depositi dovrebbe continuare a sostenere la redditività bancaria. Le attese sono quindi per una graduale ripresa del margine di interesse netto nel corso dell’anno, favorita anche da un recupero dei volumi di credito.

Non dovrebbero invece emergere segnali di deterioramento significativo della qualità degli attivi italiani.

Da tenere d’occhio il quadro macroeconomico internazionale perchè è chiaro che un eventuale aggravamento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente potrebbe infatti tradursi in un rialzo dei prezzi energetici, con effetti negativi sulla capacità di rimborso di famiglie e imprese e possibili pressioni future sul costo del credito.

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Cosa fare sulle azioni Intesa Sanpaolo in vista della trimestrale?

In un contesto generale che vede il Ftse Mib in ribasso dello 0,6% per effetto dell’incertezza sull’esito delle trattative Usa-Iran, le azioni Intesa Sanpaolo avanzano a metà pomeriggio poco sotto ai 6 euro. Proprio questa quota è un tassello fondamentale per l’evoluzione del titolo e questo sia dal punto di vista tecnico che psicologico.

E’ chiaro che se la trimestrale dovesse battere le stime, allora ci sarebbe un attacco ai 6 euro con possibile proiezione all’insù. Conti deboli, invece, porterebbero alla perdita di contatto con questa soglia. I massimo di sempre sono a 6,016 euro, apparentemente ad un passo delle attuali quotazioni. Ecco perchè la trimestrale è determinante. Obiezione normale è che il titolo è salito tanto nel lungo termine. Vero ma a dare un occhio ai dati MarketScreener alla vigilia della trimestrale di Intesa Sanpaolo sembrerebbe proprio che l’ottimismo non sia venuto meno: 10 indicazioni buy su un totale di 21 euro e rating medio proprio bullish; target price medio a 6,6 euro con upside di circa l’11% rispetto ai prezzi correnti. A dir poco c’è fiducia.

Ricordiamo sulla trimestrale si può investire in tre momenti diversi e non solo dopo la pubblicazione.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.