Prima che intervenga definitivamente la prescrizione, è necessario riscuotere i rimborsi derivati dai buoni fruttiferi postali in tuo possesso. Come ben sai, una volta che il buono diventa infruttifero, scatta il tempo della prescrizione, che dura dieci anni. Se un buono è scaduto nel 2011, ad esempio, il 2021 è il decimo e ultimo anno in cui è possibile ottenere il rimborso dei Bfp. Se questi ultimi dovessero cadere in prescrizione, non sarà più possibile riscuotere il valore.

Buoni fruttiferi postali e prescrizione: occhio alla scadenza del 31 marzo 2021

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Generalmente si acquista (o si riceve in dono) un buono fruttifero e si attende che questo frutti. Ciò capitava in particolar modo diversi anni fa, quando i rendimenti dei buoni erano piuttosto elevati. A oggi, invece, si preferisce puntare sui buoni di breve-media durata, anche perché più convenienti rispetto a certi buoni a lungo termine. La lunga attesa, però, può trasformarsi in dimenticanza, quindi è bene ricordare una scadenza molto importante che riguarda i buoni: quella del 31 marzo 2021.

I buoni fruttiferi postali il cui termine di prescrizione è avvenuto nel periodo della pandemia, e quindi tra il 1° febbraio 2020 e il 31 gennaio 2021, potranno essere riscossi solo fino al 31 marzo 2021. La nuova data, che originariamente cadeva il 31 luglio 2020 come stabilito dal Decreto Rilancio, è stata modifica dal Dl. N. 104 del 14 agosto 2020 (e successive modifiche). Questa nuova data riguarda tutti i tipi di buoni cartacei.

Buoni fruttiferi: rendimenti non riscossi, cosa succede ai soldi?

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Dove finiscono i soldi che non possono essere più riscossi perché è ormai intervenuta la prescrizione? Probabilmente te lo starai chiedendo e in effetti è una curiosità più che legittima. Per quanto riguarda i Buoni emessi tra il 18 novembre 1953 e il 12 aprile 2011, gli importi non riscossi finiscono nelle casse del Ministero dell’Economia. Per i buoni emessi a partire dal 14 aprile 2001, invece, gli importi finiscono nella Cassa Depositi e Prestiti e sono riutilizzati generalmente per risarcire le vittime di frodi fiscali.