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L’aggiornamento del piano industriale BPER Banca segna un nuovo passo nella strategia di crescita del gruppo. Il management ha rivisto al rialzo gli obiettivi finanziari fino al 2028 e ha contestualmente rafforzato gli impegni sulla remunerazione degli azionisti, prevedendo una delle politiche di distribuzione più generose del settore bancario italiano. Il messaggio è chiaro: la banca ritiene di poter sostenere utili più elevati, continuando al tempo stesso a investire nello sviluppo del business e a restituire capitale ai soci. Ora spetterà agli investitori stabilire se questi target siano sufficienti a giustificare ulteriori margini di apprezzamento del titolo, che quota circa 14,8 euro, con un progresso del 26% da inizio anno e del 72% rispetto a dodici mesi fa.

Piano industriale BPER Banca: obiettivi più ambiziosi fino al 2028

Con l’aggiornamento del proprio piano strategico, BPER punta a consolidare il percorso di crescita avviato negli ultimi anni e a rafforzare il proprio posizionamento tra i principali gruppi bancari italiani. Vediamo quindi tutti i target indicati.

Il nuovo piano industriale BPER Banca prevede di raggiungere entro il 2028 un utile netto di circa 2,7 miliardi di euro, un obiettivo superiore alle precedenti indicazioni e che testimonia la fiducia del management nella capacità del gruppo di continuare ad aumentare la redditività anche dopo il processo di integrazione delle recenti acquisizioni.

La crescita degli utili dovrebbe essere accompagnata da un incremento dei ricavi. La banca stima infatti un passaggio da 7,4 miliardi di euro nel 2025 a circa 8 miliardi nel 2028, con una crescita media annua del 2,3%. A sostenere questo andamento sarà soprattutto l’evoluzione delle attività a maggiore valore aggiunto.

Il margine di interesse dovrebbe salire fino a circa 4,7 miliardi di euro, mentre ancora più significativa è l’espansione prevista per le commissioni nette, attese in aumento da 2,6 miliardi a circa 3 miliardi di euro. L’obiettivo è rendere il modello di business sempre più equilibrato, aumentando il contributo del wealth management, della bancassurance e dei servizi bancari. Non a caso, l’incidenza delle commissioni sui ricavi complessivi dovrebbe crescere dal 35% al 38% entro fine piano.

Parallelamente il management punta a migliorare ulteriormente l’efficienza operativa. Gli oneri operativi, esclusi ammortamenti e svalutazioni, sono previsti in diminuzione fino a circa 2,8 miliardi di euro, nonostante l’impatto dell’inflazione e gli investimenti programmati. Di conseguenza, il Cost/Income ratio dovrebbe migliorare dal 45% al 40%, uno dei livelli più competitivi del settore bancario italiano.

Una parte importante della strategia sarà sostenuta dagli investimenti tecnologici. BPER destinerà infatti circa 600 milioni di euro tra il 2026 e il 2028 allo sviluppo della piattaforma informatica, alla digitalizzazione dei processi, all’intelligenza artificiale e al rafforzamento della cybersecurity, con l’obiettivo di aumentare la produttività e migliorare il servizio alla clientela.

Il piano di BPER individua inoltre cinque direttrici di crescita: il rafforzamento della piattaforma dedicata alle imprese italiane, l’espansione del private banking e del wealth management, lo sviluppo della bancassurance, l’incremento dell’efficienza grazie a digitalizzazione e AI e una maggiore capacità della rete commerciale di dedicare tempo ai clienti.

Prossimi dividendi BPER Banca: payout oltre l’85% e remunerazione record

Accanto agli obiettivi, aspetto che sicuramente è destinato ad attirare subito l’attenzione degli investitori è la politica di distribuzione del capitale.

I prossimi dividendi BPER Banca saranno infatti inseriti all’interno di una strategia di remunerazione tra le più generose dell’intero comparto bancario italiano. Il management ha fissato un pay-out ratio pari o superiore all’85% per tutto il periodo del piano 2025-2028.

In termini concreti significa che oltre l’85% degli utili prodotti verrà restituito agli azionisti attraverso una combinazione di dividendi in contanti e buyback, cioè programmi di riacquisto di azioni proprie che riducono il numero di titoli in circolazione e tendono ad aumentare l’utile per azione. L’obiettivo complessivo è distribuire circa 7,5 miliardi di euro tra dividendi e riacquisti di azioni proprie nell’intero periodo del piano. Si tratta di una cifra molto significativa, soprattutto considerando che le distribuzioni già effettuate o accantonate tra il 2025 e il primo semestre 2026 superano 3,1 miliardi di euro, includendo anche il programma di buyback già autorizzato fino a 750 milioni di euro.

La possibilità di mantenere una politica così favorevole agli azionisti deriva dalla forte capacità di generazione di capitale del gruppo. Pur prevedendo una distribuzione molto elevata degli utili, BPER stima infatti di chiudere il 2028 con un Cet1 ratio superiore al 14,5%, un livello che rimane ampiamente sopra i requisiti regolamentari e conferma la solidità patrimoniale della banca.

Insomma, come nello stile della banca modenese, è il perfetto equilibrio tra crescita e remunerazione e capitale a rappresentare probabilmente il principale punto di forza del nuovo piano industriale. Di norma, infatti, una banca in grado di produrre capitale internamente può infatti sostenere sia gli investimenti necessari allo sviluppo sia una distribuzione elevata senza compromettere la propria stabilità finanziaria.

Le nuove ambizioni di BPER giustificano ulteriori rialzi delle azioni?

L’aggiornamento del piano industriale BPER Banca arriva in un momento in cui il titolo ha già corso molto in borsa.

Con una quotazione intorno ai 14,8 euro, il mercato riconosce già buona parte dei progressi compiuti dal gruppo, come dimostra il rialzo del 26% da inizio anno e del 72% negli ultimi dodici mesi. Per questo motivo gli investitori guarderanno soprattutto alla credibilità dei nuovi obiettivi e alla capacità del management di trasformarli in risultati concreti.

Le dichiarazioni dell’amministratore delegato Gianni Franco Papa vanno proprio in questa direzione. Secondo il manager, la banca sta procedendo a un ritmo superiore rispetto alle previsioni iniziali del piano e, in appena diciotto mesi, ha completato una trasformazione profonda sotto il profilo dimensionale, strategico e industriale. L’integrazione della Banca Popolare di Sondrio, unita alla crescita degli impieghi, delle masse gestite e delle attività a maggiore valore aggiunto, viene indicata dal CEO come la dimostrazione della validità del percorso intrapreso.

Al di là delle dichiarazioni, però, per chi ha un orizzonte di lungo termine sarà fondamentale verificare trimestre dopo trimestre la capacità della banca di mantenere la crescita dei ricavi, migliorare ulteriormente l’efficienza operativa e continuare a generare capitale senza sacrificare gli investimenti previsti in innovazione e digitalizzazione.

Restando però sul presente e volendo tirare delle conclusioni, il nuovo piano di BPER presenta di certo una combinazione di elementi che gli investitori tendono a premiare: maggiore redditività, forte disciplina sui costi, investimenti per la crescita futura e una politica di remunerazione molto generosa. Se il management riuscirà a rispettare la traiettoria indicata fino al 2028, il titolo potrà continuare a beneficiare di fondamentali in miglioramento. Dopo un rally così marcato come quello messo a segno dalle azioni BPER negli ultimi anni, aspettative del mercato sono inevitabilmente aumentate e saranno proprio l’esecuzione del piano e il mantenimento della promessa sui prossimi dividendi BPER Banca a determinare tanto nelle valutazioni di lungo periodo.

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