L’annuncio dell’OPA volontaria totalitaria sulle azioni Recordati da parte di Respighi BidCo, veicolo controllato da un consorzio guidato da CVC Capital Partners e Groupe Bruxelles Lambert, si candida ad essere la “storia” dell’ultima di Ottava di Borsa Italiana. L’Offerta Pubblica di Acquisto vale complessivamente circa 10,7 miliardi di euro e punta al delisting della società farmaceutica. Considerando che il titolo coinvolto è una delle big storiche del Ftse Mib, si può affermare che l’OPA su Recordati sia una delle più importanti operazioni di private equity viste negli ultimi anni in Italia.
Il mercato, tuttavia, non è stato colto di sorpresa. L’interesse di CVC per il gruppo farmaceutico era infatti emerso già il 25 marzo scorso, quando era stata presentata una manifestazione di interesse non vincolante al board della società. Da allora il titolo aveva già iniziato a incorporare parte delle aspettative speculative legate a un possibile deal.
Due le domande che di sicuro stanno circolando dopo l’annuncio: conviene aderire all‘OPA su Recordati? Ci può essere un eventuale rilancio?
Caratteristiche dell’OPA su Recordati: prezzo, obiettivi e struttura
L’offerta promossa da Respighi BidCo riguarda la totalità delle azioni ordinarie di Recordati ancora in circolazione. Il corrispettivo riconosciuto agli azionisti che aderiranno sarà pari a 51,29 euro per azione, valore da considerarsi ex dividendo rispetto al saldo del dividendo 2025 di 0,71 euro staccato dalla quotata italiana nell’ambito del dividend day del 20 maggio 2026.
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L’obiettivo dichiarato dell’operazione è la revoca delle azioni Recordati da Piazza Affari (il paniere di riferimento perderà quindi una delle sue big). Una volta conclusa l’OPA, infatti, l’offerente punta a ritirare il titolo dal mercato attraverso le eventuali procedure di squeeze-out e sell-out previste dalla normativa oppure, qualora non si raggiungessero le soglie necessarie, tramite una possibile fusione per incorporazione della società in BidCo.
Elemento decisivo per la riuscita dell’operazione è l’impegno irrevocabile assunto da Rossini, azionista che detiene il 46,82% del capitale sociale con oltre 97,9 milioni di azioni. Si tratta di un sostegno fondamentale perché garantisce già quasi metà del capitale in adesione e crea le condizioni per una riuscita dell’operazione.
Il perfezionamento dell’OPA resta comunque subordinato al raggiungimento di almeno il 66,67% del capitale sociale oltre che all’ottenimento delle autorizzazioni regolamentari, antitrust e FDI. Per quello che riguarda il timing, la chiusura dell’operazione è attesa nel quarto trimestre del 2026.
Premio quasi azzerato ai prezzi attuali: cosa cambia rispetto al 25 marzo
Un aspetto interessante è confronto tra il prezzo dell’offerta e la quotazione corrente del titolo Recordati.
Alla chiusura di ieri le azioni Recordati valevano 51,7 euro. Questo significa che il corrispettivo dell’OPA, pari a 51,29 euro, incorpora in realtà un piccolo sconto rispetto ai prezzi di mercato attuali. Chi acquistasse oggi il titolo in borsa per aderire successivamente all’offerta si troverebbe quindi a registrare una perdita teorica di circa lo 0,8%, al netto di eventuali aggiustamenti legati all’andamento del titolo nelle prossime settimane.
Questo ragionamento, però, è solo teorico perchè discorso cambia radicalmente se si guarda al prezzo del 25 marzo, data in cui CVC aveva formalizzato la sua manifestazione di interesse non vincolante. Assumendo questa prospettiva, il prezzo dell’offerta incorpora un premio del 12,891% rispetto alle quotazioni di allora. È questo il dato da considerare per valutare l’attrattività dell’operazione.
Da fine marzo, il mercato si è già mangiato buona parte del premio nel corso delle ultime settimane. Le azioni Recordati si erano infatti progressivamente apprezzate anticipando proprio la possibilità di una mossa formale del private equity. Non a caso il titolo registra un rialzo del 3,5% nell’ultimo mese e del 7% da inizio anno.
Tutto ciò rende l’OPA su Recordati decisamente diversa dalle classiche offerte a sorpresa che sono quasi sempre caratterizzate da un forte premio rispetto ai valori correnti che tende a causare un immediato riallineamento delle quotazioni. In questo caso l’impressione è che la componente speculativa fosse già stata incorporata dai prezzi.
Conviene aderire all’OPA? Le valutazioni tipiche di questi casi
Quando si parla di OPA, dal punto di vista strettamente finanziario, la convenienza ad aderire dipenderà soprattutto dall’evoluzione delle quotazioni nei prossimi mesi e dalla percezione del rischio legato al completamento dell’operazione.
Con il titolo sopra il prezzo d’offerta, il mercato sembra implicitamente puntare su alcuni possibili scenari: una revisione al rialzo del corrispettivo oppure, più semplicemente, una probabilità molto elevata di chiusura positiva del deal che mantiene le quotazioni allineate ai livelli dell’OPA.
Va considerato che Recordati resta una società con fondamentali solidi, forte generazione di cassa e posizionamento difensivo nel comparto healthcare.
Per gli investitori già presenti in portafoglio da tempo, l’OPA è comunque un’occasione di monetizzazione a valori storicamente elevati e con elevata visibilità sul prezzo di uscita. È proprio questo il punto di forza dell’offerta: consentire agli azionisti di realizzare immediatamente valore in un contesto macroeconomico e geopolitico ancora volatile.
Chi invece valuta un ingresso speculativo adesso deve fare attenzione al fatto che il margine rispetto al prezzo d’offerta appare molto limitato.
Cosa succederà ora e come potrebbero reagire le azioni Recordati
Dopo l’annuncio dell’OPA il mercato entrerà probabilmente in una fase caratterizzata da volatilità più contenuta ma con quotazioni stabilmente ancorate all’area del prezzo d’offerta.
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È il classico comportamento dei titoli coinvolti in operazioni di delisting: il mercato tende progressivamente ad allineare il prezzo all’offerta, scontando la probabilità di successo dell’operazione e il tempo necessario al completamento.
Molto dipenderà anche dalle eventuali indicazioni che emergeranno dagli advisor finanziari e dagli analisti nelle prossime settimane. Nell’operazione sono coinvolti alcuni dei principali nomi della finanza internazionale, da Goldman Sachs a J.P. Morgan, passando per Mediobanca, Morgan Stanley, Deutsche Bank e Jefferies. Una struttura così articolata rafforza la credibilità industriale e finanziaria del progetto.
Nel breve termine è possibile che il titolo continui a oscillare leggermente sopra il prezzo d’OPA proprio per effetto di aspettative speculative residue. Tuttavia, salvo rilanci o eventi inattesi, difficilmente il mercato attribuirà un upside significativo rispetto ai livelli attuali.
Se l’offerta andrà a buon fine e verranno raggiunte le soglie previste, Recordati uscirà dal listino milanese entrando in una nuova fase sotto il controllo del consorzio guidato da CVC e GBL.
Per la borsa di Milano si tratterebbe dell’ennesimo addio di una società di qualità, confermando il crescente interesse del private equity internazionale verso le mid-large cap italiane con business solidi e forte generazione di valore.
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