facciata borsa di Milano e loghi Poste e TIM
OPA di Poste Italiane su Telecom Italia (www.risparmioggi.it)
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L’iter dell’OPA di Poste Italiane su TIM è oramai alla volata finale e, come tutti i rush conclusivi che si rispettino, non manca un pizzico di suspence. Da un lato, infatti, l’operazione ha incassato il via libera della Banca d’Italia (e vedremo tra poco cosa succederà adesso), dall’altro, tra gli azionisti di minoranza, cresce la pressione affinché vengano migliorate le condizioni economiche dell’offerta. L’Associazione Azionisti Telecom Italia (ASATI) ha infatti ufficialmente preso posizione sull’OPA affermando che il corrispettivo proposto da Poste Italiane non può ritenersi ancora adeguato ma rinviando però la sua valutazione definitiva dell’operazione a dopo l’oramai imminente via libera della Consob.

Insomma novità sia per quello che riguarda l’iter autorizzativo (l’ok di Via Nazionale) e sia per quanto riguarda il dibattito attorno alla congruità dell’offerta. Partiamo proprio dal fronte più “stuzzicante”: quello relativo al prezzo.

ASATI: prezzo dell’OPA di Poste Italiane su TIM resta insufficiente

Nel suo documento, ASATI distingue nettamente il valore strategico dell’operazione ad oggetto l’ex monopolista dalla sua convenienza economica per gli azionisti di TIM. Secondo l’associazione, l’OPAS promossa da Poste Italiane rappresenta un’operazione importante sotto il profilo industriale, ma non offre un corrispettivo ritenuto equo per i soci di minoranza.

Ricordiamo che l’offerta prevede un valore complessivo di 0,635 euro per azione Telecom Italia, composto da 0,167 euro in contanti, mentre la parte restante è rappresentata da azioni Poste Italiane. È proprio questa struttura a essere oggetto delle principali critiche. Per ASATI, la limitata componente in denaro e l’elevato peso della componente azionaria trasferiscono sugli azionisti TIM una quota significativa del rischio legato all’andamento futuro del titolo Poste.

L’associazione sottolinea inoltre che il premio iniziale riconosciuto dall’offerta, pari al 9,01%, sia stato già oggetto di numerose osservazioni da parte del mercato e degli analisti, che lo hanno giudicato contenuto rispetto alla rilevanza strategica dell’operazione. Anche l’andamento dei due titoli dopo l’annuncio dell’OPAS viene indicato come un elemento di riflessione: mentre le azioni TIM hanno mostrato una maggiore tenuta rispetto ai livelli impliciti dell’offerta, le azioni Poste Italiane hanno registrato una reazione più debole.

Sul prezzo dell’OPA chiesta più componente cash

Alla luce di queste considerazioni, ASATI ritiene che non vi siano motivi per accettare passivamente le condizioni attualmente previste dall’offerta.

Secondo l’associazione, gli stessi analisti che seguono il dossier hanno riconosciuto il razionale industriale dell’integrazione e le possibili sinergie tra i due gruppi, ma hanno anche giudicato il prezzo proposto non sufficiente a compensare in modo equilibrato gli azionisti di minoranza di Telecom Italia.

Per questo motivo l’associazione dei piccoli azionisti ha avanzato una richiesta ben precisa: il miglioramento delle condizioni economiche dell’OPAS, con una maggiore componente in denaro e una riduzione della quota in azioni Poste Italiane. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la tutela dei piccoli azionisti e rendere il corrispettivo maggiormente coerente con il valore attribuito all’operazione.

ASATI ha infine evidenziato come la stessa TIM abbia fino ad ora mantenuto un atteggiamento prudente, rinviando ogni valutazione al mercato. Per l’associazione degli azionisti, questa posizione del management del colosso Tlc è la dimostrazione che, di fatto, il dibattito sulle condizioni economiche dell’OPA di Poste Italiane resta aperto e che il confronto non può considerarsi concluso.

Via libera della Banca d’Italia: ora l’attenzione si sposta sulla Consob

Nonostante il confronto sul prezzo dell’OPA, prosegue comunque l’iter autorizzativo dell’operazione.

La Banca d’Italia ha infatti autorizzato l’acquisizione di TIMFIN nell’ambito dell’OPAS promossa da Poste Italiane su TIM. Si tratta di uno dei passaggi regolamentari previsti prima dell’avvio dell’offerta.

Dopo questo via libera, l’attenzione è ora rivolta alla Consob, chiamata ad approvare il documento di offerta. In base alla tempistica comunicata, il via libera dell’Autorità di vigilanza è atteso entro dieci giorni dall’autorizzazione rilasciata dalla Banca d’Italia (e ciò lascia prevedere un pronunciamento già nel corso della prossima settimana).

L’avvicinarsi dell’avvio del periodo di adesione all’OPAS sta avendo le prime ripercussioni anche sulla comunicazione finanziaria di Poste Italiane.

La società gialla ha infatti deciso che, durante lo Strategy Update previsto per il 24 luglio 2026, verranno presentati esclusivamente i risultati finanziari consolidati del secondo trimestre 2026 nel corso della conference call con il mercato. L’aggiornamento strategico, invece, è stato rinviato proprio in considerazione dell’evoluzione dell’iter dell’offerta e delle tempistiche legate alle autorizzazioni.

Quella della quotata gialla è una scelta coerente con il calendario dell’operazione, che prevede l’approvazione del documento di offerta da parte della Consob nei prossimi giorni e conferma l’obiettivo di completare il periodo di adesione entro il terzo trimestre del 2026.

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