Da alcuni mesi c’è una categoria di fondi che gode di ottima salute: gli ETF uranio. Da prodotto di nicchia, gli ETF in questione sono tra i performanti del 2023 di conseguenza è sempre più frequente trovarli nei portafogli di investimenti di molti traders che, fino ad un anno, neppure conoscevano questa tipologia di fondi.

Più che plausibile visto che, nella finanza, i capitali si spostano sempre dove ci sono profitti e dove c’è margine di crescita. Gli ETF Uranio rientrano siano nella prima categoria che nella seconda. E così è più che normale che investitori che hanno sempre bistratto questa tipologia di fondi ma anche traders che non hanno mai investito in Exchange Traded Fund, si interroghino su quali sono i migliori ETF uranio del 2023.

❓ TematicaETF uranio
🔍 StrumentiGlobal X Uranium, VanEck Uranium+Nuclear Energy, North Shore Global Uranium Mining 
🛠 OperativitàETF reali (anche frazionati), CFD su ETF
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Questa guida si rivolge proprio a chi è in questa situazione. Nei prossimi paragrafi analizzerò i top 5 ETF uranio per rendimento dell’anno corrente. Parlerò delle loro caratteristiche, dei costi e del potenziale di crescita. Essendo però il sottoscritto un investitore prima di fare i nomi spiegherò perchè gli ETF sono la classe di attivi da preferire per investire sull’uranio. Sono @TraderProf e sono soprattutto un investitore in ETF. Poi sono anche un redattore per RisparmiOggi.

Perchè scegliere gli ETF per investire sull’uranio

centrale nucleare e grafico di crescita
Grande visibilità per gli ETF uranio nel 2023 dopo un lungo periodo di ombra

Nel mio portafoglio ho sempre avuto una leggera esposizione sugli ETF uranio anche quando questi godevano di scarsissimo appeal. C’è stato un periodo in cui tutto il dossier nucleare era stato congelato e non si parlava di altro che del futuro green e delle fonti di energia rinnovabile. Il nucleare sembrava non avere più prospettive e con esso gli ETF uranio.

Con la guerra in Ucraina e tutto quello che né è derivato, si è poi scoperto che senza componente nucleare, le stesse rinnovabili non avrebbero avuto futuro.

In questo contesto i prezzi dell’uranio sono cresciuti e questo asset è tornato ad essere molto appetibile. Qualcuno di voi starà già pensando, perfetto e allora perchè non investire direttamente sulla quotazione dell’uranio o sulle azioni legate a questo settore? Perchè prendere la strada meno diretta degli ETF uranio.

Di motivazioni per cui scegliere gli ETF per investire sull’uranio ce ne sono un bel pò.

Partiamo dai futures sulla materia prima che sono l’immediata asset class a cui si tende a fare riferimento quando è in atto una fase bullish. Per la serie, se il prezzo del petrolio sale, si investe sul greggio e quindi perchè se il prezzo dell’uranio sale è meglio lasciar perdere la commodity? Il problema è nella liquidità. Il mercato dell’uranio è si cresciuto nel 2023 ma continua ad essere poco liquido. Questo per chi come il sottoscritto investe è un problema.

E allora meglio ripiegare sulle azioni legate all’uranio? Si e no. Meglio dell’asset future sicuramente, ma anche scegliendo le azioni per investire sull’uranio si assume un certo rischio. In questo caso di specifico non c’è nulla; il rischio è quello generale legato all’esposizione su singole azioni ed è il motivo per cui tanti investitori, come il sottoscritto, preferiscono gli ETF. Se infatti proprio quei due titoli che si dovesse decidere di comprare, dovessero performare male (i motivi possono essere i più disparati), per l’investimento sarebbero brutte notizie. Viceversa poichè che gli ETF consentono l’esposizione su indici tematici che inglobano molti titolo, allora la performance negativa proprio di quei due famosi, verrebbe annacquata con il risultato positivo degli altri.

A prescindere da questo ragionamento generale, il sottoscritto privilegia sempre le azioni agli ETF soprattutto quando non sono chiari i motivi per cui quella specificata quotata dovrebbe sovraperformare il settore e quando la volatilità è contratta. Queste due situazioni le ritrovo proprio nel settore dell’uranio. Arrivato a questo punto, qualcuno potrebbe già dire che optando per gli ETF, perderei la possibilità di comprare azioni a zero commissioni.

Questo è in realtà un luogo comune perchè si possono tranquillamente acquistare ETF senza commissioni grazie a un broker di fama che, tra i vari servizi offerti, è anche specializzato in anche in Exchange Traded Fund. Si tratta di XTB che consente di operare con un valore minimo di transazione di solo 1 euro (qui maggiori informazioni). Certo ci sono dei limiti per usufruire di questa possibilità (il volume non può superare i 100.000 EUR) ma si tratta di una soglia che non è un problema per un un investitore alle prime armi.

5 Migliori ETF uranio da comprare nel 2023

A questo punto direi che è tempo di elencare i migliori 5 ETF uranio da comprare nel 2023. La classifica è basata sul criterio del rendimento e questo significa che è non è mai stabile ma tende sempre a cambiare. Il mio consiglio è quindi quello di cercare sempre dati aggiornati avendo però l’accortezza di optare sempre per il giusto frame temporale. Se l’obiettivo è la speculazione (e speso che non lo sia) si può guardare anche ai rendimenti giornalieri o settimanali. Se l’obiettivo è l’investimento l’arco di tempo deve essere almeno mensile. Anche perchè servano almeno un paio di mesi per avere delle conferme. Tra gli ETF migliori di settembre, infatti, ci sono stati 2 ETF che erano risultati il top per rendimento già ad agosto. C’è quindi un trend in atto come ho descritto qui.

I 5 ETF che propongo si seguito hanno tutti lo stesso minimo comun denominatore: bella liquidità e esposizione globale. Si prestano quindi perfettamente ad essere comprati anche da investitori principianti (che su questa asset-class sono tanti).

ETF Global X Uranium

Global X Uranium è un ETF gestito da Global X che investe sul Solactive global Uranium & Nuclear Component Total Retur, un indice di società quotate attive nel campo dell’estrazione e nella produzione di uranio e derivati. Il fondo è quotato dal 2010 a New York (NYSE) con il simbolo USA. Listing anche su Borsa Italiana con ISIN US37954Y8710.

Le 5 società più pesanti nell’indice replicato sono Cameco Corp con il 23,27% e a seguire, ma più staccate, Nac Kazatoprom JSC-GDR (9,92%), Nexgen Energy (7,96%), Paladin Energy (5,19%) e Denison Mines (5,01%).

La canadese Cameco Corporation è il secondo produttore mondiale di uranio ed è la più grande società di uranio quotata in borsa al mondo. Le masse gestite dall’ETF Global X Uranium hanno superato il miliardo di dollari. A mio punto di vista si tratta di un ETF molto competitivo visto che le spese di gestione annue sono dello 0,69%. Grazie al recente rally dell’uranio, il rendimento a 3 mesi dell’ETF è pari a circa il 30% mentre quello a sei mesi è del 41%. Proprio grazie a queste performance il Global X Uranium ha battuto il rendimento di indici come l’S&P 500 e il MSC Emerging Markets.

Global X Uranium si può comprare senza commissioni su XTB (visita il sito ufficiale)*.

ETF VanEck Uranium+Nuclear Energy

VanEck Uranium+Nuclear Energy è uno degli ETF uranio più anziani in assoluto. Lanciato nel 2017 dal gestore Van Eck Associates, l’ETF punta a replicare l’andamento del paniere MVIS Global Uranium & Nucler Energy (MVNLRTR) che comprende una serie di società le cui attività sono connesse all’uranio e all’energia nucleare per almeno il 50%. Sono quindi presenti società che si occupano di progetti di estrazione di uranio ma anche società attive nella produzione di energia elettrica da fonte nucleare. Si tratta quindi di un ETF con esposizione non limitata società minerarie di uranio ma a tutto il settore nucleare.

Le prime 5 società che compongono l’indice su cui l’ETF investe sono Dominion Energy con il 7,79% e a seguire ma molto ravvicinate Duke Energy Corp (7,69%), Exelon Corp (6,97%) e Public Service Enterprise Group (6,41%). Hai notato la forte differenza rispetto al fondo precedente? Entrambi con esposizione sull’uranio, il VanEck Uranium+Nuclear Energy si presenta molto diversificato visto che nessuno dei titoli inclusi nell’indice replicato supera il 7,69% del capitale totale. A livello geografico è preponderante il peso degli Stati Uniti (53,72%) e a seguire del Giappone con il 10,40%. Il 4,07% dell’indice replicato è costituito da quotate italiane. ETF a distribuzione, stacca la cedola ogni anni. Il TER (ossia le spese di gestione è dello 0,6%).

Negli ultimi tre mesi il rendimento di VanEck Uranium+Nuclear Energy ETF è stato del 21% mentre su base semestrale è ammontato al 32,93%.

Anche VanEck Uranium+Nuclear Energy si può comprare senza commissioni su XTB (informazioni sul sito ufficiale)*.

ETF North Shore Global Uranium Mining 

Il gestore di questo ETF è Sprott Asset Management, una società che opera in modo molto particolare consentendo agli investitori di esporsi sulle materie prime investendo in asset reali. Il North Shore Global Uranium Mining (URNM) è un ETF giovanissimo: lanciato nel 2019, è quotato dal 2020. Su Borsa Italiana è identificato dall’ISIN US85208P3038.

L’indice replicato è il North Shore Global Uranium che comprese sia società società attive nelle attività di esplorazione, estrazione, sviluppo e produzione di uranio che società che invece detengono uranio fisico o royalty sulla commodity. Sotto questo punto di vista, l’ETF North Shore Global Uranium Mining Ã¨ una particolarità nel contesto generale degli ETF sull’uranio.

Geograficamente il 55% del fondo è rappresentato da asset del Canada, molto più staccati il Kazakistan con il 17,55% e l’Australia con il 13,48%. Per quello che riguarda i pesi, guida Nac Kazatoprom JSC-GDR con il 15,19% e a seguire Cameco Corp con il 13,51%, Yellow Cake con il 6,65% e Paladin Energy con il 6,30%.

Il TER è altino (0,85% annuo) ma questo potrebbe essere imputabile alla giovane età del fondo. Straordinarie le prestazioni: +40% negli ultimi tre mesi e +42% da inizio anno

ETF SPDR S&P Metals & Mining

A differenza dei tre ETF sull’uranio che ho citato in precedenza, SPDR S&P Metals & Mining (ticker XME) non consente di avere un’esposizione solo sull’uranio ma anche ma anche su tutta una serie di settori affini come ad esempio l’alluminio e l’oro. Personalmente non lo reputo un fondo adatto all’obiettivo di investimento sull’uranio perchè in questo caso l’esposizione è anche sull’uranio (ma non solo). Ad ogni modo il paniere replicato è il S&P Metals and Mining Select Industry mentre il gestore è State Street Global Advisor.

A differenza dei precedenti tre fondi, SPDR S&P Metals & Miningon ETF non è listato su Borsa Italiana. Le azioni con maggiore peso sono Alcoa Corporation con il 4,77% e poi Commercial Metals Company (4,76%), Allegheny Technologies Incorporated (4,61%) e Reliance Steel & Aluminium co. con il 4,58%. Come avrai intuito da queste percentuali, SPDR S&P Metals & Mining si presenta molto diversificato. Alcoa, la quotata che pesa di più, è un nome molto noto anche in Italia essendo un colosso dell’alluminio.

Mi piace questo ETF per le spese di gestione annue molto basse: lo 0,35% di TER non ha eguali tra i migliori ETF sull’uranio. A livello di performance siamo attorno al 3% sia nell’ultimo trimestre che da inizio anno. Il rendimento è molto più basso rispetto agli altri ETF e questo proprio a causa dell’annacquamento su altri settori.

Consigliabile per chi non se la sente di investire solo sull’uranio. Sconsigliato a tutti gli altri che, come il sottoscritto, vogliono un’esposizione sull’uranio

ETF Horizons Global Uranium

Gestito da Horizons Global, l’ETF Horizons Global Uranium è giovanissimo. Quotato nel 2019 (ticker TSX), replica l’indice Solactive Global Utanio Pure-Play che è formato da società attive sia nell’estrazione/esplorazione di uranio ma anche in società che investono in modo diretto nel prezzo fisico di questa commodity. Tra le quotate più pesanti presenti nell’indice ci sono Nac Kazatoprom JSC GDR con il 22,21%, Cameco Corp con il 19,07% e Yellow Cake Plc con il 17,5%. Più staccata la quota di NexGen Energy (7,68%).

Si tratta di un ETF a distribuzione dei dividendi (annuale) e questo potrebbe far passare in secondo piano quello che, dal mio punto di vista, è un aspetto critico di questo fondo: l’alto livello di rischio. Considerando poi che le spese di gestione annua sono dell’1,06%, il fatto che il rendimento a 3 mesi sia del 45% e quello da inizio anno del 48%, ci andrei con i piedi di piombo.

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Come comprare ETF uranio: reali o derivati CFD?

Dopo aver elencato i migliori ETF uranio da comprare nel 2023, passerei a qualche appunto operativo. Come comprarli? La domanda ti potrebbe sembrare retorica soprattutto se sei alle prime armi.

Il principiante risponderebbe andando in banca ma questa strada, alla fine, ti porterà ad acquistare di tutto tranne che ETF uranio. Le banche sono molto restie quando si parla di ETF e ben che vada ti proporranno fondi a gestione attiva sui quali possono ricavare provvigioni belle alte.

Nella guida su come e dove comprare ETF, ho appunto parlato di tutto questo. Vendendo agli ETF uranio e lasciando perdere le banche, ci sono ancora dei bivi in cui ti imbatterai. Sicuramente tutti i migliori broker ETF ti consentiranno di esporti sull’uranio con i fondi a gestione passiva ma è fondamentale distinguere tra acquisto di ETF reali e attività speculativa con i CFD sugli ETF.

La prima soluzione non è migliore della seconda anzi, secondo me, trattasi di strade complementari. Il broker XTB permette sia di comprare ETF uranio reali che di speculare con i CFD sugli ETF affermando, giustamente, che solo combinando le due opzioni è possibile sfruttare, fino in fondo, la volatilità dei valori. Infatti con i CFD sugli ETF uranio (che non implicano il possesso fisico dell’asset sottostante) si può fare trading sull’ETF sia al rialzo che al ribasso (short). I questo modo se il prezzo dell’asset dovesse calare, ci sarebbe un profitto.

I CFD sugli ETF sono strumenti a leva finanziaria e grazie a questo meccanismo è possibile aumentare la portata dell’investimento. Tuttavia sale anche il livello di rischio e quindi è sempre preferibile fare prima pratica con un conto demo per non rischiare di perdere soldi veri.

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Tornando agli ETF reali sull’uranio non va tralasciato che essi possono avere un prezzo anche molto alto. Ciò però non rappresenta un problema grazie al meccanismo del frazionamento. Per semplificare al massimo, gli ETF frazionati sono quote di Exchange Traded Fund reali che si possono comprare molto più bassi rispetto a quelli dell’asset interno. Soprattutto negli ultimi anni c’è una forte crescita del ricorso ad asset frazionati e gli ETF uranio non sono da meno. Del resto se in alcuni casi le quotazioni sono davvero alte, come può chi una disponibilità di capitali limitata comprare se non con il frazionamento? Sono pochissimi i broker che consentono, dalla stessa piattaforma di comprare ETF uranio reali (anche frazionati) e fare trading con i CFD. XTB è tra questi (maggiori informazioni sulla pagina ufficiale).

*Per un volume mensile fino a 100.000 EUR. Alle transazioni superiori a questo limite verrà applicata una commissione dello 0,2% (minimo 10EUR). Può essere applicato un costo di conversione dello 0,5%.