A causa del forte rialzo registrato dal prezzo del petrolio a partire da marzo, le azioni petrolifere sono improvvisamente finite nel mirino degli investitori. Per effetto delle guerra tra Usa e Iran e della chiusura dello stretto di Hormuz, sui mercati globali si è assistito ad una dinamica destinata ad entrare nella storia: vendite massicce su tutti i comparti con la sola eccezione di quello energetico che ha intercettato prolungati e massicci acquisti.
E’ in questo contesto che è partita la caccia alle migliori azioni petrolifere del 2026. Anche investitori che fino a prima della guerra avevano riservato al settore petrolifero un peso molto contenuto nel proprio portafoglio, hanno cambiato strategia per effetto degli eventi. Per molti si è trattato di una corsa contro il tempo: selezionare quanto prima le migliori azioni petrolio in ottica investimento confrontando andamento dei prezzi in borsa, ultimi bilanci, outlook, prospettive industriali, nuove commesse e tutti quei fattori che ne condizionano il trend. Obiettivo: non perdere il treno degli energetici.
E’ in questo contesto che abbiamo pensato ad una risorsa più sul lungo termine. Esaurita la corsa irrazionale agli acquisti di qualsiasi petrolifero,la selezione tornerà ad essere centrale. Ed è quindi che il nostro report sulle migliori azioni del petrolio in ottica investimento può essere di aiuto. Abbiamo confrontato ultimi bilanci, stile trimestrali, potenziale upside e opinioni degli analisti (per i dati su upside abbiamo usato lo screener di MarketScreener) al fine di individuare i titoli petroliferi più interessanti.
Un punto di partenza da salvare e consultare al bisogno.
Indice
Quali sono le migliori azioni petrolifere del 2026?
Non solo solo quelle dei colossi americani del greggio. Se c’è una lezione che è arrivata dalla guerra in Iran è che il balzo delle quotazioni oil è in grado di generale un effetto a cascata su tutti i titoli che sono più legati all’estrazione, alla lavorazione e alla commercializzazione del greggio. Certo cambia la misura dell’impatto ed esaurita la fase iniziale in un titolo petrolifero vale l’altro per cavalcare il rialzo del prezzo del greggio, le distinzioni diventano centrali.
Con questa analisi siamo andati proprio alla ricerca di selezione. Non speculazione, quindi, ma ottica di lungo termine ovvero azioni petrolifere da comprare e su cui restare investititi magari variando il peso nel portafoglio ma non azzerando del tutto le posizioni. Titoli logicamente reali e non strumenti derivati che sono invece più adatti ad una logica di day trading (o addirittura intraday).
Ecco la lista:
- ExxonMobile
- Eni
- Chevron
- Shell
- TotalEnergies
- ConocoPhillips
Cosa fare prima in iniziare la lettura?
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Investire comporta un rischio di perdita
1. ExxonMobil (XOM)
ExxonMobil è da anni leader indiscusso in termini di efficienza operativa. Il report 2026 evidenzia un obiettivo di risparmio strutturale di 20 miliardi di dollari entro il 2030, di cui gran parte già realizzato. La crescita dei volumi nel bacino del Permian e i progetti a basso costo in Guyana garantiscono un breakeven estremamente competitivo.
Con un piano di buyback da 20 miliardi di dollari per l’anno in corso e un rendimento totale per gli azionisti tra i più alti del settore (CAGR del cash flow operativo in area 10% dal 2019), XOM è il titolo “anchor” per ogni portafoglio energy e punto di riferimento nella ricerca delle migliori azioni petrolifere del 2026. Alla redazione di questa guida, le azioni ExxonMobile si possono comprare a 146$, +18% da inizio anno e +30% anno su anno. Nonostante la progressione dai dati medi di MarketScreener emerge ancora un potenziale di upside del 13% essendo il target price medio di 165$.
2. Eni (ENI)
Il nuovo Piano Strategico 2026-2030 ha consolidato Eni come la “best pick” europea per chi cerca un modello ibrido. Il gruppo punta sul “Modello Satellite” (valorizzando entità come Plenitude ed Enilive) per liberare valore e ridurre il costo del capitale. Tra marzo e aprile gli analisti (Jefferies, Equita) hanno alzato i target price (fino a €27) citando il basso indebitamento (gearing al 10-15%) e una politica di remunerazione generosa: cedola 2026 a €1,10 (+5%) e un buyback base da €1,5 miliardi.
La forte esposizione al gas africano la rende strategica per la sicurezza energetica UE in un momento in cui, a causa proprio della crisi in Medio Oriente e della chiusura al gas russo (ma l’ad del Cane a Sei Zampe Descalzi con un atto di coraggio non da tutti ha evidenziato che non si nelle condizioni di rinunciare al gas di Mosca), proprio l’Africa può diventare centrale negli approvvigionamenti. 21,7€ di quotazione con +33% da inizio 2026 e +70% anno su anno. Nonostante il rally di medio e lungo termine, il target price medio di 24,4€ evidenziando un rialzo potenziale del 12%. C’è quindi ancora spazio di crescita.
3. Chevron (CVX)
Chevron rappresenta la scelta conservativa per eccellenza. Dopo l’integrazione di PDC Energy, la società ha mostrato una stabilità dei ricavi impressionante, proiettata a $194 miliardi nel 2026. Con un Dividend Yield stimato tra il 3,4% e il 4,3% e una crescita dei dividendi del 6,5% (media 5 anni), CVX è solida come una roccia.
Il focus analitico è sulla capacità di mantenere un payout ratio sostenibile pur continuando a investire in asset a ciclo breve nel Golfo del Messico e in Kazakistan. Sul NYSE il titolo CVX passa di mano a 183$, in rialzo del 16% da inizio anno e del 28% anno su anno. Con un target price medio a 213$, il potenziale di rialzo rispetto ai valori correnti è del 15%.
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Investire comporta un rischio di perdita
4. Shell (SHEL)
La strategia di Shell per il 2026 è tutta focalizzata sulla dominanza nel settore LNG (Gas Naturale Liquefatto) e sulla razionalizzazione del portafoglio. Gli analisti premiano la disciplina finanziaria: Shell sta riducendo le spese operative per massimizzare i riacquisti di azioni proprie.
Nonostante la volatilità dei margini di raffinazione, la sua capacità di generare cassa dal trading di gas la protegge meglio dei competitor da eventuali cali del greggio. È in lista per la sua capacità di auto-finanziare la transizione energetica senza tagliare i ritorni per i soci. Le azioni passano di mano a 36,7€ (Euronext Amsterdam) e 3.200 GBX (London Stock Exchange ). Nonostante il +16% da inizio 2026 e il +31% anno su anno, il consensus degli analisti vede un potenziale upside del 15%.
5. TotalEnergies (TTE)
TotalEnergies continua a distinguersi per la sua strategia multi-energy. È l’unica major che è riuscita a bilanciare massicci investimenti in rinnovabili con una crescita costante nell’Upstream. Per il 2026, il mercato apprezza il profilo di rischio diversificato e un rendimento da dividendo che rimane tra i più interessanti del settore.
La trasparenza nell’allocazione del capitale e l‘esposizione a mercati emergenti ad alta crescita la rendono un titolo imprescindibile per una diversificazione geografica. Le azioni TTE passano di mano a 87€, in progressione del 30% da inizio anno e del 50% su base annuale. E’ tra i titoli petroliferi cresciuti in assoluto di più negli ultimi mesi e più capaci ci cavalcare la crisi dello stretto di Hormuz. Nonostante la crescita c’è ancora un potenziale di upside del 12% essendo l’obiettivo di prezzo medio a 96$.
6. ConocoPhillips (COP)
Per gli investitori che cercano un pure-play E&P (Exploration & Production), ConocoPhillips è il benchmark. Con una crescita del titolo superiore al 130% negli ultimi 5 anni, COP vanta uno dei breakeven operativi più bassi del settore. La sua struttura snella e l’assenza di grandi divisioni di raffinazione le permettono di catturare istantaneamente i rialzi dei prezzi delle commodity.
Il report degli analisti sottolinea l’efficienza nell’esecuzione dei progetti e un ritorno di cassa che spesso supera il 30% del FCF. Prezzi correnti a 116$, in rialzo del 12% da inizio 2026 e del 20% anno su anno.
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Stiamo quindi parlando di un broker internazionale di alto profilo e infatti la proposta di asset azionari ha ben pochi eguali con la concorrenza: oltre 44.000 titoli azionari di 20 borse di tutto il mondo. E se dovesse mancare qualche azione di nicchia…i tecnici sono pronti ad ascoltare la tua richiesta.
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E lo stesso dicasi anche per le idee di investimento elaborate dagli specialist del broker. Si tratta di analisi frutto di studio e ricerca che nel 2025 hanno strappato un rendimento medio lordo del 16%.
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Investire comporta un rischio di perdita
Come scegliere le migliori azioni del petrolio: criteri guida
Per selezionare i titoli petroliferi vincenti nel 2026, l’analisi dovrebbe andare oltre il semplice prezzo del barile. Tutte le azioni del settore sono state premiate per il rally del prezzo del greggio a causa della guerra in Iran ma, una volta passato questo grande catalyst, per forza di cose si tornerà alla selettività. Essa sarà di nuovo fondamentale per individuare le migliori azioni petrolifere in ottica investimento.
La nostra guida è sempre riferimento ma i lettori possono selezionare da soli i titoli petroliferi su cui investire nel lungo termine, facendo riferimento a 5 criteri:
- Politica di ritorno del capitale: sono da privilegiate le società con un mix bilanciato tra dividendi progressivi e buyback opportunistici che aumentano l’utile per azione (EPS) in modo organico
- Free cash flow yield: è il re degli indicatori. Il segreto è cercare le aziende che generano cassa abbondante dopo le spese in conto capitale (Capex). La regola è questa: uno yield superiore al 10% è un segnale di forte sottovalutazione.
- Breakeven price: va sempre verificato a quale quale prezzo del Brent l’azienda copre dividendi e investimenti. Le migliori azioni petrolifere, come Exxon o Eni, hanno breakeven situati tra i $30 e i $45 al barile
- Livello di indebitamento (Gearing Ratio): considerando che i tassi di interesse potrebbero salire per effetto dell’aumento dell’inflazioen a causa proprio della crisi energetica dovuta alla guerra in Iran (ma se anche la BCE non li facce salire essi sarebbero comunque più elevati rispetto al decennio scorso) un gearing inferiore al 20% è sempre segno di salute finanziaria.
- Resilienza della transizione: i tempi sono quelli che sono ma mai ignorare l’ESG. I criteri Environmental, Social, and Governance vanno valutati pragmaticamente. Le aziende migliori sono quelle che investono in tecnologie “low carbon” (come il CCS – Carbon Capture and Storage) che supportano, anziché sostituire, il core business petrolifero.
Quanto conviene investire in azioni petrolifere nel 2026?
La domanda è quasi retorica guardando che sta accadendo in questa prima parte del 2026. Chi ha inserito azioni petrolifere nel suo portafoglio di investimento a fine gennaio 2026 (senza andare troppo a ritroso nel tempo) a causa della guerra in Iran e del balzo del greggio, si ritrova a metà aprile con un profitto a doppia cifra. Siamo in Italia e quindi basta guadare il trend delle azioni Eni: a fine gennaio appena 17€, due mesi e mezzo dopo siamo ad oltre 24€!
Questo però è il passato. E per il futuro cosa c’è da attendersi? Nonostante i tentativi di tregua, la situazione in Medio Oriente resta molto complessa. Lo stretto di Hormuz non è stato riaperto e il rischio di una nuova escalation è enorme. Una grande variabile, quindi, è destinata a condizionare l’andamento delle quotazioni petrolifere a monte e delle azioni del petrolio a valle. Un fatto dirompente come non si vedeva da decenni ha fatto saltare tutti gli equilibri facendo scivolare le solite variabili che spingono questo segmento di mercato al secondo posto.
Del resto andamento del prezzo del petrolio, situazioni geopolitiche, costi di produzione e la domanda globale di energia (da cui poi deriva l’andamento economico) sono oggi variabili che dipendono da quello che succede in Iran e ad Hormuz. Quanto conviene investire in azioni petrolifere nel 2026 è quindi legato all’evoluzione dello scenario in Medio Oriente. Ovvio che poi c’è il rischio specifico sulla singola quotata per cui è buona regola diversificare oppure assumere un approccio più trasversale per diluire il rischio optando per i migliori ETF petrolio. Anche essi stanno performando bene sfruttando la guerra in Iran pur senza i picchi di rendimento delle singole azioni.
Alcune delle domande più gettonate
Vista la particolarità del momento, abbiamo raccolto alcuni dei dubbi più ricorrenti in merito all’argomento azioni petrolifere.
Quelle di grandi compagnie solide (le cosiddette major) e alcune aziende emergenti con alto potenziale. Abbiamo analizzato: ExxonMobile, Eni, Chevron, Shell, TotalEnergies e ConocoPhillips.
Usando broker come ad esempio Freedom24. Ampia gamma di scelta, assistente personale, zero commissioni di intermediazione (sito ufficiale)
Per selezionare le azioni giuste va considerati questi fattori: bilancio solido (utili, debito basso), dividendi (stabili o in crescita),costo di estrazione (più è basso, meglio è) e diversificazione (non solo petrolio, ma anche gas o rinnovabili)
Disclaimer: Contenuto sponsorizzato da Freedom24. L’offerta con commissioni di trading allo 0% è disponibile dal 1° marzo 2026 al 31 agosto 2026 ed è valida per 12 mesi o fino a un massimo di 240 transazioni, a seconda di quale delle due condizioni si verifichi per prima (solo per i nuovi conti). Si applicano termini e condizioni. Nota bene: gli investimenti comportano sempre dei rischi. Le previsioni o i rendimenti passati non costituiscono una garanzia di risultati futuri. Effettua le tue ricerche prima di effettuare qualsiasi investimento. È importante richiedere una consulenza finanziaria prima di effettuare qualsiasi investimento.
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