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e azioni Leonardo o le azioni Rheinmetall? Fino a poche settimane fa molti analisti indicavano il gruppo tedesco come il punto di riferimento del riarmo europeo. Oggi qualcosa sta cambiando. Jefferies ha infatti modificato la propria preferenza all’interno del settore europeo della difesa, promuovendo Leonardo al primo posto tra i titoli favoriti e retrocedendo Rheinmetall. Una scelta che non dipende da un peggioramento strutturale della società tedesca, ma da un diverso equilibrio tra valutazioni, prospettive di crescita e segmenti di business destinati a beneficiare maggiormente del nuovo ciclo degli investimenti militari.

Il confronto arriva in un momento in cui entrambi i titoli stanno attraversando una fase di consolidamento più o meno marcato. Leonardo si appresta ad aprire la prima seduta della settimana in area 51,8 euro, dopo aver perso circa il 2% nell’ultima settimana e risultando sostanzialmente invariata nell’ultimo mese. Da inizio 2026 il guadagno è limitato a circa +1%. Rheinmetall, invece, quota attorno a 992 euro, con un ribasso del 9% nell’ultima settimana, del 13% nell’ultimo mese e addirittura del 38% da inizio anno.

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Perché Jefferies preferisce ora Leonardo a Rheinmetall

Il cambio di preferenza operato da Jefferies nasce da una valutazione che guarda oltre il rally degli ultimi mesi e si concentra sul potenziale ancora inespresso di Leonardo.

Secondo gli analisti della banca d’investimento, il gruppo italiano presenta oggi il miglior rapporto tra valutazione e prospettive di crescita tra tutte le società europee della difesa seguite. Leonardo tratta infatti su multipli inferiori rispetto ai principali concorrenti, elemento che lascia spazio a una possibile rivalutazione nel momento in cui il mercato inizierà a riconoscere il miglioramento dei fondamentali.

Un elemento determinante riguarda le stime sugli utili operativi. Jefferies ritiene infatti che l’EBIT del 2028 possa risultare superiore di circa l’8% rispetto alle attese medie del mercato, grazie soprattutto alla crescita della divisione Defence Electronics & Advanced Technologies, considerata uno degli asset più interessanti dell’intero gruppo.

A rafforzare questa visione contribuisce anche l’acquisizione di Iveco Defence Vehicles, operazione destinata ad aggiungere circa 1,1 miliardi di euro di ricavi e 120 milioni di EBITDA, migliorando ulteriormente il profilo industriale della società.

Non meno importante è il previsto recupero della redditività della divisione Aerostructures, che negli ultimi anni aveva rappresentato uno dei punti più deboli del gruppo. Secondo Jefferies, la combinazione tra margini in miglioramento e maggiore peso delle attività ad alto valore aggiunto potrebbe consentire a Leonardo di ridurre progressivamente il divario di valutazione rispetto ad altri big europei della difesa come BAE Systems.

Proprio per questo motivo gli analisti vedono per Leonardo un potenziale di rialzo vicino al 30%, ritenendo che il mercato non stia ancora prezzando completamente il nuovo profilo di crescita del gruppo italiano. Un upside che, per quanto consistente, è leggermente più basso di quello medio. Stando alle valutazioni raccolte da Marketscreener, sulla base di 18 giudizi censiti, il target price medio del gruppo di Mariani è 68,33 euro, il 32% in più rispetto alle quotazioni correnti (rating medio accumulate).

Cambia anche il ciclo della difesa europea: radar e difesa aerea diventano centrali

La revisione del giudizio su Leonardo riflette anche un cambiamento più ampio all’interno del comparto europeo della difesa.

Il riarmo del continente non rappresenta più una semplice risposta all’emergenza geopolitica, ma sta assumendo le caratteristiche di un ciclo industriale destinato a durare diversi anni. L’obiettivo dei governi europei non è soltanto aumentare la spesa militare, ma costruire una filiera produttiva sempre più autonoma, riducendo la dipendenza da fornitori esterni.

In questo contesto, non tutti i segmenti della difesa sono destinati a crescere con la stessa intensità.

Negli ultimi anni Rheinmetall è stata una delle principali beneficiarie dell’esplosione della domanda di munizioni e veicoli terrestri. La guerra in Ucraina ha infatti evidenziato la necessità di ricostituire rapidamente gli arsenali europei, favorendo le aziende specializzate nella produzione di artiglieria e mezzi corazzati.

Oggi, però, il mercato sembra iniziare a guardare oltre questa prima fase.

Le esperienze maturate sul campo hanno infatti mostrato che la protezione dello spazio aereo rappresenta una priorità strategica almeno quanto la disponibilità di munizioni. Missili, droni, sistemi anti-drone, radar, sensori e guerra elettronica stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nei programmi di investimento dei governi europei.

Ed è proprio qui che Leonardo dispone di uno dei principali vantaggi competitivi.

La società italiana è infatti fortemente posizionata nella difesa elettronica, nei radar, nei sistemi di sorveglianza, nell’avionica e nelle tecnologie integrate per la protezione dello spazio aereo, segmenti destinati a beneficiare direttamente dell’evoluzione delle priorità strategiche europee.

Per Jefferies questo cambiamento rende oggi più interessante puntare sulle aziende maggiormente esposte alla difesa aerea e all’elettronica avanzata, piuttosto che su quelle concentrate prevalentemente nelle piattaforme terrestri.

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Azioni Leonardo più resilienti: cambio di leadership convince gli analisti

Anche l’andamento in borsa contribuisce a spiegare il cambio di preferenza di Jefferies. Come abbiamo già accennato a inizio analisi, da inizio 2026 Leonardo ha messo a segno un progresso di circa l’1% che potrebbe sembrare di poco conto ma non se rapportato al crollo del 38% che invece ha subito nello stesso arco temporale la tedesca Rheinmetall. Il ribasso a doppia cifra dei gigante teutonico riflette il raffreddamento dell’entusiasmo dopo il forte rally registrato negli anni precedenti e che ha spinto diversi investitori a prendere profitto.

Secondo Jefferies, proprio questa fase potrebbe segnare un cambio di leadership all’interno del comparto europeo della difesa. Se finora Rheinmetall è stata la principale beneficiaria del tema del riarmo grazie all’esposizione verso munizioni e piattaforme terrestri, oggi il mercato potrebbe iniziare a premiare maggiormente le società attive nei segmenti della difesa aerea, dei radar, dei sensori e dell’elettronica militare, aree nelle quali Leonardo dispone di un posizionamento competitivo particolarmente forte. Per questo la banca d’affari ritiene che il gruppo italiano abbia oggi un profilo rischio-rendimento più interessante e un potenziale di rivalutazione superiore rispetto al concorrente tedesco.

Volendo tirare le somme: è chiaro che il tema della difesa europea resti uno dei principali trend di lungo periodo, ma all’interno del settore stanno cambiando le preferenze. Se finora il mercato ha premiato soprattutto chi produce munizioni e veicoli terrestri, la prossima fase potrebbe vedere protagoniste le aziende specializzate in elettronica, radar, sensoristica e sistemi di difesa aerea, ambiti nei quali Leonardo parte oggi da una posizione di forza e, secondo Jefferies, con margini di rivalutazione ancora significativi.

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