Le azioni Enel continuano a perdere terreno a Piazza Affari e, con il ribasso odierno, arrivano a quattro sedute consecutive caratterizzate dal segno meno. A metà mattinata il titolo scende dell’1,35% a 9,56 euro, confermando una fase di debolezza che ha progressivamente riportato le quotazioni sotto la soglia dei 10 euro.
Il movimento si traduce ora in una performance negativa di circa il 4% nell’ultima settimana e di oltre il 7% nell’ultimo mese. Un quadro che, preso isolatamente, potrebbe alimentare qualche interrogativo tra gli investitori, ma che va inserito in una prospettiva più ampia. Nonostante la correzione recente, infatti, Enel conserva un saldo positivo di circa il 6% da inizio anno.
La flessione potrebbe quindi essere letta anche come una fisiologica fase di rotazione settoriale e di prese di profitto, dopo il buon andamento registrato dal titolo nei mesi precedenti, più che come un segnale di deterioramento strutturale del quadro. A spingere ad una valutazione simile è anche la nuova iniezione di fiducia arrivata dagli analisti di Banca Akros che, come riportato da Bluerating hanno ribadito la loro view bullish su quella che è la quotata più amata dagli italiani. E proprio da questo buy partiamo.
Banca Akros conferma buy sulle azioni Enel: target price a 10,5 euro
Banca Akros ha confermato il rating Buy e il target price a 10,5 euro, mantenendo quindi una view positiva sul titolo nonostante la recente correzione. Il prezzo obiettivo implica un potenziale rialzo di circa il 9,8% rispetto ai 9,56 euro attuali. Si tratta di un upside non trascurabile, soprattutto considerando che la distanza dai massimi recenti ha già contribuito a rendere le valutazioni più interessanti. Si tratta di capire se l’attuale debolezza rappresenti semplicemente una pausa all’interno di un trend ancora costruttivo oppure l’inizio di una fase più prolungata di consolidamento. La conferma del giudizio buy da parte di Banca Akros va nella prima direzione e suggerisce che i fondamentali del gruppo elettrico continuano a giustificare un valore superiore alle quotazioni correnti.
Il consensus resta positivo ma il target medio è più prudente
La lettura del consensus raccolto da MarketScreener offre però una prospettiva leggermente diversa. Prima di Ferragosto, sono 23 le valutazioni attive sulle azioni Enel e il rating medio risulta pari ad accumulate ossia accumulare. Nel dettaglio, il consenso fotografato dallo screener comprende 8 giudizi buy, affiancati da 11 hold e da un solo sell, a conferma di un atteggiamento complessivamente costruttivo ma non particolarmente aggressivo da parte degli analisti.
Ancora più interessante è il confronto sui prezzi obiettivo: il target price medio è pari a 9,68 euro, quindi appena sopra le quotazioni attuali di 9,56 euro. L’upside implicito è infatti molto più contenuto rispetto a quello indicato da Banca Akros. Il dato suggerisce che il mercato degli analisti non vede necessariamente un forte potenziale di rivalutazione nel breve periodo, pur mantenendo una valutazione mediamente positiva. La distanza tra i 9,68 euro del consensus e i 10,5 euro di Akros diventa quindi un elemento da monitorare, soprattutto per chi sta valutando un ingresso dopo la recente discesa.
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Nucleare in Spagna: la proroga di Almaraz coinvolge anche Enel
Tra le più recenti novità che interessano il gruppo elettrico c’è inoltre la decisione del governo spagnolo di prorogare fino all’8 giugno 2030 la licenza di esercizio della centrale nucleare di Almaraz, in Estremadura. La chiusura dei due reattori era inizialmente prevista a partire da novembre 2027, ma l’esecutivo guidato da Pedro Sánchez ha accolto la raccomandazione del Consiglio per la Sicurezza Nucleare, motivando la scelta anche con l’obiettivo di garantire maggiore stabilità al sistema energetico e proteggere consumatori e imprese dalla volatilità dei prezzi.
Per Enel la notizia è rilevante perché il gruppo italiano controlla il 70,1% di Endesa, che a sua volta detiene il 35% di Almaraz. L’esposizione economica indiretta di Enel alla centrale è quindi di circa il 25,2%. La proroga consente di mantenere più a lungo in funzione una fonte di produzione baseload, rinviando anche i costi legati allo smantellamento. Se non si tratta di una notizia positiva (era infatti molto probabile una mossa simile), non la si può ritenere di certo negativa. Ad ogni modo non sembra aver catturato più di tanto l’attenzione dei trader tenendo conto dell’andamento delle azioni Enel mentre è in corso la scrittura dell’articolo.
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