La seduta di martedì si è trasformata in una delle peggiori degli ultimi anni per la Borsa di Seul. Il KOSPI, principale indice azionario sudcoreano, è stato investito da un’ondata di vendite massicce che ha colpito soprattutto il comparto dei semiconduttori, cuore pulsante dell’economia del Paese andando ad alimentare le preoccupazioni relative a una possibile bolla. La pressione è stata tale da costringere la Korea Exchange (KRX) ad attivare i meccanismi di protezione del mercato, interrompendo temporaneamente le contrattazioni.
L’indice KOSPI è così arrivato a perdere oltre il 10%, scendendo fino a quota 6.052 punti. Alla luce di questo nuovo KO (ennesimo di una estate di fuoco), il bilancio dell’ultimo mese è diventato pesantissimo, con una flessione di circa il 27%, anche se il saldo da inizio anno rimane ancora positivo di circa il 40%, a testimonianza della straordinaria corsa che aveva caratterizzato il listino sudcoreano nei mesi precedenti.
Il crollo odierno del KOSPI non è nato da un singolo evento ma dalla combinazione di diversi fattori che hanno alimentato un improvviso cambio di sentiment. Gli investitori hanno infatti iniziato a ridurre drasticamente l’esposizione verso il settore dei chip, già indebolito dalla debolezza mostrata a Wall Street nella seduta precedente e da nuovi timori sulla concorrenza internazionale.
Il movimento ha coinvolto anche il mercato secondario Kosdaq, dove è stato attivato un analogo meccanismo di protezione.
Perché è stata attivata la sidecar e come funziona questo meccanismo
Come già avvenuto con i sell-off precedenti, anche il nuovo crollo del KOSPI ha fatto scattare la sidecar ribassista, uno strumento previsto dal regolamento della Borsa sudcoreana per limitare gli effetti di movimenti eccessivamente violenti dei mercati.
La sidecar consiste in una sospensione temporanea delle negoziazioni automatiche, generalmente della durata di pochi minuti, quando i futures sull’indice registrano variazioni particolarmente ampie rispetto ai livelli di riferimento. L’obiettivo dello stop non è fermare il mercato, ma concedere agli operatori il tempo necessario per valutare le informazioni disponibili, evitando che il panico alimenti ulteriormente le vendite.
Nel corso della seduta è entrato in funzione anche il marketwide circuit breaker, un meccanismo ancora più incisivo che sospende per circa 20 minuti le contrattazioni dell’intero mercato quando l’indice supera determinate soglie di perdita in un arco temporale ristretto. Nel caso di martedì, il blocco è stato attivato dopo che il KOSPI aveva superato una perdita dell’8% rispetto alla chiusura precedente.
Si tratta di due strumenti ormai diffusi nelle principali piazze finanziarie mondiali. Sebbene non impediscano ai prezzi di continuare a scendere una volta riaperte le contrattazioni, servono entrambi (ma in misura diversa) a ridurre le reazioni emotive e a favorire una formazione più ordinata dei prezzi durante le fasi di maggiore volatilità.
SK Hynix e Samsung trascinano al ribasso tutto il KOSPI Index
La causa immediata del tonfo del listino succoreano è stata la violenta correzione dei due giganti dei semiconduttori sudcoreani: SK Hynix e Samsung Electronics.
SK Hynix ha perso circa il 10%, dopo che le sue American Depositary Receipts (ADR) quotate a New York erano sprofondate fino a nuovi minimi, scendendo addirittura sotto il prezzo dell’offerta pubblica iniziale statunitense. Samsung Electronics ha registrato un ribasso di oltre il 9%, mentre vendite ancora più pesanti hanno colpito altri protagonisti dell’elettronica sudcoreana come Samsung Electro-Mechanics, LG Electronics, Naver e SK Telecom.
Il peso di SK Hynix e Samsung all’interno del KOSPI rende particolarmente sensibili i movimenti dell’indice. Insieme rappresentano infatti oltre la metà della capitalizzazione ponderata del paniere, motivo per cui un ribasso simultaneo dei due titoli produce effetti amplificati sull’intero mercato.
A peggiorare ulteriormente il clima contribuisce il calendario societario. SK Hynix pubblicherà infatti i risultati trimestrali nelle prossime ore, in una settimana particolarmente intensa che vedrà arrivare anche i conti di colossi statunitensi come Microsoft, Meta, Apple e Amazon, oltre alla decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse. In questo contesto già di per sè fragile fragile, molti investitori hanno preferito ridurre il rischio prima di questi market mover.
La Cina spaventa il settore dei chip e aumenta la pressione sugli investitori
Oltre alla debolezza proveniente da Wall Street, sul mercato sudcoreano pesa la crescente preoccupazione per l’avanzata tecnologica della Cina nel settore dei semiconduttori.
Ad attirare l’attenzione degli investitori è stato innanzitutto il brillante debutto in Borsa di ChangXin Memory Technologies (CXMT), società cinese specializzata nella produzione di memorie. Parallelamente sono emerse indiscrezioni secondo cui un’azienda sostenuta dallo Stato cinese avrebbe iniziato la produzione di macchinari per la litografia DUV a immersione, una tecnologia ritenuta strategica per l’industria dei chip.
Secondo Kim Seok-hwan, analista di Mirae Asset Securities, il mercato non è preoccupato tanto per gli utili attuali di CXMT quanto per il potenziale incremento della sua capacità produttiva nei prossimi anni. Il timore è che la società possa accelerare rapidamente lo sviluppo tecnologico grazie ai capitali raccolti con la quotazione, aumentando la pressione competitiva nei confronti dei produttori sudcoreani.
Queste prospettive arrivano proprio mentre il settore continua a investire somme enormi nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Negli ultimi giorni Samsung e SK Hynix avevano annunciato nuovi programmi di investimento per centinaia di miliardi di dollari legati all’AI, ma una parte del mercato inizia ora a interrogarsi sulla sostenibilità di questa corsa alla capacità produttiva. Ed ecco appunto ri-fomentate (per l’ennesima volta) le preoccupazioni per una bolla dell’AI.
Non solo KOSPI: il sell-off coinvolge tutta l’Asia e criptovalute
La correzione del KOSPI non rappresenta un episodio isolato ma si inserisce in un movimento molto più ampio che interessa l’intero comparto tecnologico globale.
La debolezza era partita da Wall Street, dove il comparto dei semiconduttori aveva già mostrato evidenti segnali di cedimento. Lato gestito, il popolare ETF VanEck Semiconductor, termometro del settore, ha lasciato sul parterre il 2%, mentre titoli come AMD e Teradyne avevano chiuso con ribassi ancora più marcati. Questo deterioramento del sentiment si è rapidamente trasferito ai mercati asiatici.
Anche il Giappone ha registrato forti vendite. Kioxia è arrivata a perdere oltre il 16%, Tokyo Electron ha ceduto più del 9%, Advantest circa l’8%, mentre SoftBank Group, considerata uno dei principali veicoli di investimento sull’intelligenza artificiale grazie alla partecipazione in Arm, ha lasciato sul terreno quasi il 5%. Morale il paniere di riferimento Nikkei 225 ha chiuso in ribasso di circa il 3,9%.
Il clima di avversione al rischio ha raggiunto anche altri segmenti finanziari. Bitcoin ha registrato una flessione del 3% nelle ultime 24 ore scendendo sotto i 635000 dollari.
La domanda è quindi inevitabile: il brusco ridimensionamento delle valutazioni rappresenta una semplice presa di profitto dopo il poderoso rally dei mesi scorsi oppure è l’inizio di una fase di revisione più profonda delle aspettative sul settore dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale? Dalle risposte può cambiare tanto.
Seguici su Telegram! Iscriviti qui
Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.















