Cerebras su desktop e borsa Usa sullo sfondo
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L’IPO di Cerebras Systems è entrata nella fase concreta con il filing aggiornato per il Nasdaq. L’operazione si va a collocare nel pieno del ciclo di investimenti sull’intelligenza artificiale e punta a raccogliere fino a 3,5 miliardi di dollari, con possibilità di salire verso area 4 miliardi includendo l’over-allotment.

E’ la seconda volta che si parla di IPO di Cerebras. Già nel 2025, infatti, ci fu un primo tentativo che però andò a vuoto con conseguente decisione del management di fare un passo indietro e stoppare tutto. Ora però il contesto è del tutto diverso visto che siamo in una fase di forte domanda per asset legati all’AI (dimostrazione “nostrana” è il rally esponenziale delle azioni STM).

In questo articolo focalizzeremo l’attenzione sulle condizioni dell’IPO di Cerebras (dal range di prezzo delle azioni alla valutazione) per poi esaminare le prospettive della società e quindi quelle che potrebbero essere le strade per partecipare all’operazione da investitore retail.

Prezzo azioni Cerebras e valutazione: struttura dell’IPO

Il collocamento riguarda 28 milioni di azioni Cerebras, con una forchetta di prezzo 115–125 dollari. A questi livelli, Cerebras Systems punta a raccogliere fino a 3,5 miliardi di dollari. L’opzione di over-allotment prevede ulteriori 4,2 milioni di titoli, che potrebbero portare la raccolta complessiva a circa 4 miliardi.

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Nella parte alta del range, la capitalizzazione implicita si attesta a circa 26,6 miliardi di dollari. Il confronto con l’ultimo round privato (circa 23 miliardi) indica un incremento contenuto della valutazione pre-IPO, senza salti marcati. C’è quindi una continuità tra mercato privato e mercato pubblico, almeno in termini di pricing di partenza.

La dimensione dell’operazione e il posizionamento della società la collocano tra le IPO tecnologiche più rilevanti del periodo, in un contesto in cui il settore dei semiconduttori e dell’AI continua a catalizzare enormi flussi di capitale.

Per finire la solita “nota” sull’organizzazione: l’IPO di Cerebras è gestita da un consorzio di banche internazionali, tra cui Morgan Stanley, Citigroup, Barclays e UBS, che svolgono il ruolo di lead bookrunner. A questi si affiancano altri istituti in qualità di co-manager.

Prospettive e caratteristiche di Cerebras

Fondata nel 2015, Cerebras Systems sviluppa hardware e soluzioni per l’intelligenza artificiale. Il prodotto più noto è il Wafer-Scale Engine, progettato per applicazioni AI ad alta intensità computazionale, con un’architettura focalizzata su capacità di calcolo e memoria integrate su larga scala.

Nel tempo, la società ha ampliato il proprio modello di business introducendo servizi di cloud computing per l’AI. In questo schema, i clienti utilizzano la potenza di calcolo da remoto, senza acquistare direttamente i sistemi hardware. Il modello affianca quindi due linee: vendita di infrastruttura e fornitura di capacità computazionale come servizio.

Dal punto di vista dei numeri, Cerebras ha chiuso lo scorso esercizio con ricavi pari a circa 510 milioni di dollari, in crescita del 76% su base annua e una perdita operativa di circa 146 milioni di dollari. Al contrario, l’utile netto è stato positivo, ma il limite è che il verde è derivato da componenti non ricorrenti.

I dati parlano più delle parole: Cerebras è certamente in fase di espansione con crescita sostenuta, ma presenta una redditività operativa ancora negativa.

Sul piano commerciale, uno degli elementi recenti più rilevanti è stato l’accordo pluriennale con OpenAI. L’intesa prevede la fornitura di capacità computazionale per l’intelligenza artificiale fino a 750 megawatt entro il 2028, per un valore complessivo superiore ai 20 miliardi di dollari e può essere considerata un driver importante in termini di visibilità dei ricavi futuri.

Nel contesto competitivo, la società Cerebras si inserisce nel segmento dei chip avanzati per AI, dove il riferimento principale resta Nvidia. L’approccio dell’aspirante quotata è focalizzato su architetture alternative, con l’obiettivo di ottimizzare prestazioni e velocità per applicazioni specifiche legate all’AI.

Si può partecipare all’IPO di Cerebras?

E veniamo adesso alla domanda che anche tra i retail italiani in tanti si pongono: come e in che modo sarà possibile partecipare all’IPO di Cerebras? Entriamo nel campo delle ipotesi.

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Di solito l’architettura delle IPO statunitensi prevede che la maggior parte dell’allocazione sia destinata a investitori istituzionali. Tuttavia, una quota può essere distribuita anche a investitori retail attraverso intermediari selezionati. Sulla ripartizione da Cerebras non sono arrivate indicazioni precise al contrario di quello fatto ad esempio da SpaceX che ha già reso noto che una parte consistente delle azioni IPO sarà indirizzata ai retail.

Detto questo, in generale, un investitore italiano ha tre strade dinanzi a sè quando si parla di IPO di società americane. La prima è accedere tramite broker internazionali che offrono partecipazione alle IPO USA. In Italia non ce ne sono tanti e ovviamente bisogna sempre verificare se quella particolare operazione è coperta (qui trovi i migliori broker IPO). Un’alternativa, ancora meno probabile, è la partecipazione attraverso canali bancari o private banking. Infine c’è la strada più fattibile: l’acquisto di azioni sul mercato secondario dopo l’inizio delle negoziazioni.

La disponibilità effettiva di azioni IPO dipende da tutta una serie fattori che vanno dagli accordi tra intermediari e consorzio di collocamento fino ai criteri di allocazione e alla dimensione delle richieste. La verità è che oramai in molti casi l’allocazione delle IPO per il retail risulta molto limitata.

Ad ogni modo una volta completata l’offerta, le azioni Cerebras saranno negoziabili sul Nasdaq, consentendo l’accesso diretto tramite mercato. In questa seconda fase il prezzo del titolo sarà determinato dalla dinamica domanda/offerta ma sarà soggetto alla consueta volatilità che spesso accompagna i post-IPO.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.