Nell’ultimo mese le azioni Telecom Italia hanno guadagnato oltre 4 punti percentuali portando così il rialzo registrato da inizio 2026 al 28%. A inizio maggio il titolo dell’ex monopolista passa di mano a 0,66 euro contro i 0,35 euro dello stesso periodo di un anno fa per una prestazione annua pari a +66%. Un titolo in salute che adesso potrebbe trovare nella trimestrale di prossima uscita l’assist per avere avere nuova visibilità. Il rischio che sottende i rialzi forti come quello registrato nel medio e lungo termine dalle azioni TIM è che lo spazio per un ulteriore apprezzamento possa comprimersi. E’ anche una questione statistica per cui, a parità di fondamentali, c’è spesso la tendenza a guardare alle azioni che costano di meno rispetto a quelle già tanto apprezzate.
L’idea da React The Trend è quindi questa: la trimestrale Telecom Italia sarà in grado di accendere l’attenzione sul titolo TIM? Vediamo cosa dicono le previsioni.
Il timing della trimestrale di TIM: quando sarà pubblicata?
Chi è solito investire sfruttando le trimestrali sa bene quanto il timing faccia la differenza. Calendario eventi societari alla mano, il consiglio di amministrazione per l’approvazione dei conti del primo trimestre 2026 di TIM è previsto in convocazione per il 6 maggio. I risultati verranno poi annunciati lo stesso giorno ma dopo la chiusura delle contrattazioni. Questo “timing” suggerisce che la prima reazione da parte del mercato possa esserci il giorno successivo, 7 maggio, fin dal primo istante di contrattazioni. Ci sarà quindi tutta la serata di mercoledì per analizzare nel dettaglio la trimestrale di Telecom Italia raffrontandola con quelle che erano le previsioni.
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Attenzione perchè Telecom Italia è anche TIM Brasil e la controllata carioca renderà invece noti i risultati del suo primo trimestre oggi 5 maggio.
Previsioni trimestrale Telecom Italia: cosa attendersi
E adesso possiamo passare ad analizzare nel dettaglio le previsioni della trimestrale di TIM perchè vale sempre il principio per cui a risultati migliori delle attese spesso corrisponde un apprezzamento da parte del mercato, mentre al contrario conti deludenti sono causa di delusione.
In questa ricognizione sulle stime della vigilia faremo riferimento sia a quelle che a suo tempo erano state le indicazioni del management che a quello che hanno detto gli analisti.
Per quello che riguarda l’orientamento del management, il riferimento è alla conference call che ci fu a febbraio nell’ambito della diffusione del bilancio 2025. In quella circostanza, i vertici del colosso delle Tlc con riferimento alle proiezioni per il primo trimestre misero l’accento su una serie di fattori già noti al mercato a partire dalla dinamica legata agli MVNO, con l’uscita anticipata di alcuni clienti wholesale rispetto all’ingresso dei nuovi contratti anticipando che questo driver avrebbe pesato soprattutto sul segmento domestico, incidendo sulla redditività di TIM più che sui ricavi.
Nonostante ciò, sempre in quella circostanza la società aveva ribadito la sua view costruttiva sull’intero esercizio. In linea a questo orientamento, nell’ambito dell’approvazione della trimestrale, dovrebbe essere confermata la guidance 2026 con una crescita dei ricavi domestici compresa tra l’1% e il 2% e un incremento dell’Ebitda attorno al 4%. La debolezza del primo semestre è considerata temporanea e legata alla stagionalità, con un miglioramento atteso nella seconda metà dell’anno grazie al progressivo riassorbimento degli impatti MVNO e a una dinamica operativa più favorevole.
Le attese degli analisti sulla trimestrale di Telecom Italia
Dal lato degli analisti, il consenso converge su un quadro più cauto nel primo trimestre 2026. Banca Akros stima ricavi in crescita di circa l’1% ma un calo dell’Ebitda del 3%, evidenziando la debolezza del mercato domestico legata agli effetti MVNO. La casa di analisi ritiene comunque che la guidance annuale di TIM resti però raggiungibile, grazie a un recupero atteso nella seconda parte dell’anno.
Anche Equita SIM prevede un avvio debole, con ricavi domestici in calo dell’1% a circa 2,22 miliardi (in crescita se si esclude l’impatto MVNO) e un Ebitda domestico in flessione più marcata. A livello di gruppo, Equita stima ricavi in aumento di circa l’1,2% a 3,3 miliardi, ma con margini in contrazione. Il segmento consumer dovrebbe restare il principale elemento di pressione, mentre Enterprise e Brasile dovrebbero continuare a mostrare una crescita a una cifra media.
Sul fronte finanziario, la sim milanese segnala inoltre un aumento del debito netto di circa 450 milioni su base trimestrale e un free cash flow negativo, legato alla stagionalità del capitale circolante e ad altri fattori non ricorrenti.
Catalizzatori e possibili upside: focus sulla partita della rete
Oltre ai numeri trimestrali, l’attenzione degli investitori relativamente al dossier “trimestrale Telecom Italia” dovrebbe restare concentrata sulle evoluzioni strategiche nel comparto infrastrutturale. In particolare, un possibile accordo tra FiberCop e Open Fiber potrebbe rappresentare un potenziale fattore di creazione di valore.
Le interlocuzioni tra le parti mirano a una razionalizzazione degli investimenti e alla definizione di intese commerciali, uno scenario ritenuto più semplice rispetto a una fusione completa. In caso di esito positivo e di realizzazione di sinergie, TIM potrebbe beneficiare di un earnout da parte di KKR, elemento che costituirebbe un upside significativo rispetto alle attuali valutazioni.
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Cosa ricordare in attesa della trimestrale di Telecom Italia
Analisti e management sono concordi: il primo trimestre 2026 di TIM dovrebbe confermare un avvio di anno in salita per l’ex monopolista. Allargando l’orizzonte temporale, però, le prospettive restano orientate a un miglioramento progressivo, con il supporto di driver operativi e possibili sviluppi straordinari sul fronte della rete. Le azioni TIM si sono apprezzate tanto nel medio e lungo termine e quindi la trimestrale deve stupire per dare spinta ulteriore al titolo.
Secondo i dati raccolti da MarketScreener a inizio maggio, sulla base di 11 valutazioni in essere, il rating medio sulle azioni Telecom Italia è accumulate (4 buy ma 5 hold) mentre il prezzo obiettivo medio è 0,62 euro, più basso del 4% rispetto ai valori correnti. Per la media, quindi, c’è potenziale di downside sul titolo TIM e non di upside.
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