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Le nuove condizioni dell'OPAS di Intesa su Monte Paschi - RisparmiOggi.it
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Intesa Sanpaolo ha rivisto le condizioni dell’OPAS su MPS, aumentando la componente in denaro riconosciuta agli azionisti della banca toscana che aderiranno all’operazione. Al tempo stesso la big guidata da Messina ha anche messo nero su bianco una ben precisa condizione legata alle decisioni che saranno assunte dall’assemblea di Monte dei Paschi in agenda il prossimo 29 ottobre prossimo andando così a trasformare la sua proposta di OPAS in una sorta di aut aut per gli azionisti senesi.

Questo il “fatto” del fine settimana sul quale Borsa Italiana andrà ora ad esprimere la sua valutazione.

Ma quali sono le nuove condizioni dell’OPAS di Intesa Sanpaolo su MPS? E cosa cambia rispetto alla proposta originaria? Sono questi i due aspetti specifici che andremo ad approfondire con questo articolo.

OPAS Intesa Sanpaolo MPS: la componente cash sale a 1,25 euro

La prima modifica alle condizioni originarie dell’OPAS di Intesa su Monte dei Paschi, riguarda direttamente il corrispettivo riconosciuto per ciascuna azione MPS portata in adesione. La proposta originaria prevedeva 1,6 azioni Intesa Sanpaolo più 1 euro in contanti per ogni azione Monte dei Paschi (appunto offerta pubblica di acquisto e scambio).

Con il nuovo rilancio, la componente monetaria viene incrementata di 25 centesimi, passando quindi da 1 euro a 1,25 euro per azione MPS.

Il rapporto di concambio resta invece fissato a 1,6 azioni Intesa Sanpaolo per ogni azione MPS, fermo restando l’eventuale aggiustamento previsto nel caso in cui ci dovesse essere un acconto sul dividendo Intesa Sanpaolo 2026 (la decisione in merito verrà adottata da Ca’ de Sass proprio questo mese). Si tratta di un meccanismo tecnico collegato alla distribuzione di valore da parte dell’offerente. L’eventuale dividendo sarà quindi considerato ai fini dell’aggiustamento del rapporto di cambio, così da mantenere invariata l’equivalenza economica prevista dall’operazione.

Ovviamente l’incremento della componente cash modifica anche il controvalore complessivo dell’operazione. In caso di adesione totalitaria all’operazione, l’OPAS avrebbe un valore di 31,4 miliardi di euro. L’asticella complessiva, quindi, sale visto che la valutazione di partenza si fermava a 30,6 miliardi di euro.

Scorporando il totale si arriva a: 27,6 miliardi di euro che corrispondono alla componente rappresentata dalle azioni Intesa Sanpaolo e 3,8 miliardi che rappresentano il pagamento in denaro.

Cosa succede se MPS approva le operazioni su Banco BPM e Banca Generali

La seconda modifica rispetto al brief di partenza riguarda l’assemblea di Monte dei Paschi del 29 ottobre.

Intesa Sanpaolo ha stabilito che, se l’assemblea della banca toscana dovesse approvare uno o entrambi i punti relativi alle operazioni su Banco BPM e Banca Generali, insieme ai relativi aumenti di capitale, oppure la riduzione volontaria del capitale sociale, non rinuncerà alle condizioni di efficacia previste per l’OPAS.

La banca guidata da Messina ha comunicato che, in presenza di queste approvazioni, invocherà il mancato avveramento delle condizioni di efficacia. La conseguenza dell’attivazione di questo processo sarebbe inevitabile: l’OPAS di Intesa su MPS diventerebbe definitivamente inefficace.

Il voto dell’assemblea del 29 ottobre assume quindi un peso diretto sulle condizioni dell’offerta: l’eventuale approvazione delle delibere indicate da Intesa non sarebbe compatibile con la prosecuzione dell’OPAS alle condizioni previste. Insomma, in parole povere, è proprio questo aut aut de facto ad introdurre nella nuova proposta di OPAS di Intesa su Monte Paschi il elemento condizionale nel rilancio. L’aumento della parte cash è secondario nel senso che se non dovesse esserci l’esito auspicato dall’assemblea della banca toscana, tutta l’impalcatura dell’offerta, rilancio in denaro compreso, cadrebbe.

L’ultimatum di Intesa Sanpaolo agli azionisti MPS

Il nuovo assetto dell’offerta contiene quindi un vero e proprio ultimatum agli azionisti di MPS. Da una parte Intesa Sanpaolo aumenta il corrispettivo cash di 0,25 euro per azione; dall’altra chiarisce che non intende rinunciare alle condizioni di efficacia qualora l’assemblea approvi le operazioni indicate. Il messaggio riguarda in particolare il voto del 29 ottobre, che viene considerato da Intesa come il momento nel quale gli azionisti di Siena dovranno esprimersi sul progetto alternativo alla combinazione con Ca’ de Sass.

La banca ha inoltre espresso una valutazione negativa sulle operazioni prospettate da MPS. Secondo Intesa, il progetto sulle società target non offrirebbe agli azionisti un premio, ma comporterebbe uno sconto, oltre a una struttura ritenuta complessa, sinergie considerate sfidanti e rischi di esecuzione.

Sul fronte opposto, Intesa indica nella propria OPAS su Monte dei Paschi la possibilità di generare per gli azionisti MPS un valore definito significativo, immediato e sostenibile. La banca ha quantificato le sinergie a regime in circa 2,9 miliardi di euro all’anno, di cui 1,5 miliardi derivanti dai costi e 1,4 miliardi dai ricavi.

Tirando le somme, le nuove condizioni dell’OPAS possono quindi essere riassunte in due elementi centrali: 1,25 euro cash più 1,6 azioni Intesa Sanpaolo per ogni azione MPS e, sul fronte dell’efficacia, la scelta di Intesa di non rinunciare alle condizioni dell’offerta qualora l’assemblea della banca toscana del 29 ottobre approvi le operazioni su Banca Generali o Banco BPM (basta anche una delle due). Il risiko del settore bancario alza la posta (con l’aumento della parte denaro di Intesa) ma alza anche il livello di sfida tra i vari offerenti.

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