sede borsa con loghi delle due banche
Dettagli istruttoria AGCM sull'OPAS Intesa su MPS - RisparmiOggi.it
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L’OPAS Intesa Sanpaolo su MPS è ufficialmente entrata nel mirino dell’Antitrust. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato un’istruttoria sull’operazione, accendendo i riflettori soprattutto sulle possibili conseguenze nei mercati bancari e assicurativi. La notizia, diffusa ieri sera dopo la chiusura della sessione di borsa, potrebbe tradursi fin dai primi minuti di scambi, in variazioni di prezzo, soprattutto sulle azioni Intesa Sanpaolo, direttamente coinvolte come acquirente, ma con possibili riflessi anche sulle azioni MPS.

E allora vediamo nel dettaglio quali sono i punti dell’istruttoria Antitrust sull’OPAS Intesa Sanpaolo MPS con tutte le possibili criticità messe nero su bianco dall’AGCM. Onde evitare fraintendimenti precisiamo subito che l’apertura del procedimento non equivale a uno stop all’operazione, ma apre una fase di approfondimento nella quale l’Autorità dovrà valutare proprio queste potenziali criticità concorrenziali.

OPAS Intesa Sanpaolo MPS: cosa significa l’istruttoria Antitrust

L’istruttoria, avviata dall’AGCM il 14 settembre scorso, riguarda l’operazione con cui Intesa Sanpaolo punta ad acquisire il controllo esclusivo di MPS attraverso l’OPAS lanciata l’8 giugno. L’Autorità, nelle 40 pagine del documento allegato in questo articolo, ha spiegato che la rilevanza dei due operatori e l’ampiezza dei mercati coinvolti rendono necessario verificare gli effetti dell’operazione sulla concorrenza sia a livello locale che nazionale.

Ricordiamo che, in generale, un’istruttoria Antitrust nell’ambito di un’operazione di concentrazione serve a stabilire se l’acquisizione possa ridurre in misura significativa la concorrenza in determinati mercati. L’Antitrust analizza quindi le quote degli operatori prima e dopo l’operazione, il livello di concentrazione, la presenza di concorrenti alternativi e gli eventuali effetti derivanti dai rapporti tra le società coinvolte.

Nel caso specifico dell’OPAS di Intesa Sanpaolo su MPS, l’Autorità non si limita a considerare la sovrapposizione diretta tra Ile due banche. L’operazione presenta infatti anche effetti collegati alla partecipazione di MPS in Mediobanca e, attraverso quest’ultima, alla quota del 13,32% detenuta in Generali. In caso di perfezionamento dell’OPAS, la banca guidata da Messina acquisirebbe il controllo di Piazzetta Cuccia e diventerebbe quindi il primo azionista di Generali, pur senza acquisirne il controllo di fatto secondo la valutazione riportata nel provvedimento.

L’Antitrust ha inoltre considerato l’accordo con Unipol relativo alla cessione di 635 filiali MPS. Di queste, 445 risultano già individuate in modo definitivo, mentre le restanti 190 possono essere sostituite proprio per affrontare eventuali criticità concorrenziali.

Punti dell’istruttoria Antitrust: banche, risparmio e assicurazioni

Il perimetro dell’istruttoria è particolarmente ampio. Sul fronte bancario, l’AGCM sta analizzando raccolta, impieghi alle famiglie, credito alle piccole imprese, finanziamenti alle aziende medie e grandi, risparmio amministrato e gestito, oltre ad altri servizi finanziari. Le verifiche vengono effettuate sia su scala nazionale sia considerando numerosi mercati provinciali e regionali.

Uno degli aspetti rilevanti è proprio la dimensione territoriale. L’Autorità utilizza il criterio della residenza della clientela per valutare le quote nei mercati locali, ritenendolo più rappresentativo rispetto alla semplice localizzazione fisica delle filiali. Questo consente di tenere conto anche della crescente diffusione dei servizi bancari digitali.

Sul fronte assicurativo, l’attenzione si concentra invece sia sulla produzione sia sulla distribuzione delle polizze. Nella produzione, le sovrapposizioni dirette tra Intesa e MPS risultano nel complesso contenute, anche considerando prudenzialmente le joint venture assicurative di MPS con AXA. L’AGCM ha però individuato un ulteriore elemento da approfondire: i rapporti strutturali tra Intesa Sanpaolo e Generali e il possibile rischio di circolazione di informazioni sensibili tra operatori presenti sugli stessi mercati.

Proprio questo è uno dei passaggi più delicati dell’intero procedimento. Considerando insieme Intesa e Generali, l’Autorità rileva quote particolarmente significative in alcuni segmenti della produzione assicurativa: circa 35-40% nel ramo I vita, 30-35% nel ramo III e 45-50% nel ramo VI, mentre nei danni le quote arrivano a circa 25-30% nel ramo I e 35-40% nel ramo II.

Anche la distribuzione sarà oggetto di approfondimento. Le quote congiunte di Intesa e Generali arrivano a circa 30-35% nel comparto vita e 25-30% nei danni a livello nazionale; superano inoltre il 30% in 62 mercati provinciali per la distribuzione delle polizze vita e in 8 mercati provinciali per le polizze danni.

Azioni Intesa Sanpaolo e MPS: possibile reazione all’istruttoria

Lo abbiamo accennato già ad inizio articolo: l’avvio dell’istruttoria non significa però che l’OPAS sia stata respinta o che l’operazione sia destinata a saltare. Semplicemente si apre ora una fase nella quale Intesa Sanpaolo e MPS potranno fornire elementi e osservazioni all’Autorità. Il provvedimento concede alle parti dieci giorni dalla notifica per chiedere di essere sentite.

Detto questo, in vista dell’avvio degli scambi, il primo elemento da monitorare sarà quindi la risposta degli investitori alla maggiore attenzione regolamentare sull’operazione. A Piazza Affari le azioni Intesa Sanpaolo muoveranno oggi da 6,70 euro dopo aver perso il 2,8% nell’ultimo mese e potrebbero registrare una reazione in apertura legata alla percezione dei possibili tempi e delle eventuali condizioni necessarie per completare l’acquisizione.

Possibili riflessi sono attesi anche sulle azioni MPS, che partono da 11,80 euro dopo un calo dell’1,93% nell’ultimo mese.

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