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Xtrackers FTSE All-World UCITS ALLW da un mese batte tutti con TER dello 0,07% - RisparmiOggi.it
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A chi investe in ETF non sarà di certo sfuggito che a giugno si è toccato l’apice della vera e propria gara al ribasso sui costi degli ETF FTSE All-World da tempo in atto. Stiamo parlando di uno degli indici più usati al mondo dagli investitori passivi e proprio su questo fronte si sta giocando da mesi una partita interessante tra i grandi emittenti.

La mossa più aggressiva e (fino ad ora definitiva…almeno in attesa del prossimo rilancio) è arrivata da Xtrackers, che proprio a giugno ha tagliato il TER del suo ETF FTSE All-World allo 0,07%, portandosi così in testa alla classifica dei prodotti più economici su questo indice.

Una mossa che non è arrivata a caso, ma al contrario è stata una risposta diretta alla concorrenza e nello specifico a iShares che appena un paio di mesi prima si era presa la scena con il ETF UCITS sul FTSE All-World con TER dello 0,12%.

Insomma: la competizione sui costi degli ETF FTSE All World è entrata nel vivo e, per una volta, non è solo una questione di performance o marketing. Qui si parla proprio di costi strutturali.

Per chi investe, questa è una di quelle notizie che non passano inosservate e visto che siamo ad un mese esatto dall’introduzione del TER dello 0,07% sull’ETF FTSE All-World di Xtrackers vale la pena fare un bilancio.

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L’ETF ALLW di Xtrackers è il più economico tra quelli sul FTSE All World

Fino ad alcuni mesi fa fa il panorama degli ETF che replicano il paniere FTSE All-World sembrava abbastanza consolidato. Punto di riferimento per molti investitori era il celebre Vanguard FTSE All-World UCITS ETF (VWCE), uno degli strumenti in assoluto più utilizzati dagli investitori orientati alla gestione passiva.

Dalla scorsa primavera, però, gli equilibri sono cambiati rapidamente.

Prima è arrivato iShares, che a mese di maggio ha lanciato il nuovo ETF FTSE All-World UCITS (Ticker FTSS) con un TER dello 0,12% che di fatto è subito entrato in competizione con lo storico VWCE di Vanguard.

La risposta di Xtrackers non si è fatta attendere. L’ETF ALLW (ISIN IE000L6ZMMC4) lanciato nel precedente mese di aprile e con profilo-costi a questo punto identico a quello di iShares, ha subito una sforbiciata vigorosa appunto con l’annuncio della riduzione dei costi allo 0,07% a partire dal primo giugno. Per tutto giugno, quindi, gli investitori hanno comprato l’ETF ALLW ad un TER di appena lo 0,07%.

Il risultato di questa competizione tra emittenti è evidente: oggi Xtrackers propone l’ETF FTSE All-World meno costoso disponibile sul mercato europeo.

Che cos’è l’indice FTSE All-World

Per capire perché questa sfida tra emittenti sia così importante bisogna prima comprendere che cosa rappresenta il FTSE All-World. Per chi non lo sapesse, si tratta di uno degli indici azionari globali più completi, progettato per offrire un’esposizione molto ampia ai mercati azionari mondiali attraverso un unico strumento.

L’indice comprende infatti migliaia di società quotate appartenenti sia ai Paesi sviluppati sia ai mercati emergenti, coprendo gran parte della capitalizzazione mondiale.

All’interno del FTSE All-World trovano spazio aziende statunitensi, europee, giapponesi, canadesi, australiane ma anche società provenienti da economie emergenti come Cina, India, Brasile, Taiwan e numerosi altri Paesi. Per molti investitori rappresenta una soluzione estremamente efficiente perché permette di ottenere un’elevata diversificazione geografica e settoriale acquistando un solo ETF.

Non è quindi sorprendente che gli ETF collegati a questo indice siano diventati tra i prodotti più richiesti dagli investitori che costruiscono portafogli di lungo periodo.

Che cos’è il TER e perché è così importante

Quando si confrontano ETF che replicano lo stesso indice, spesso la differenza principale è rappresentata proprio dal TER.

Il TER (Total Expense Ratio) è il costo annuo sostenuto dall’investitore per la gestione del fondo. Si tratta della commissione che viene trattenuta automaticamente dal patrimonio dell’ETF e che comprende i principali costi operativi del prodotto. Può sembrare una differenza minima passare, ad esempio, dallo 0,19% allo 0,12% oppure allo 0,07%, ma nel lungo periodo anche pochi centesimi percentuali possono incidere sul rendimento finale.

Il motivo è semplice: costi più bassi significano una quota maggiore dei rendimenti che rimane nelle tasche dell’investitore.

Su investimenti mantenuti per molti anni, grazie all’effetto della capitalizzazione composta, una riduzione dei costi può tradursi in un patrimonio finale sensibilmente più elevato.

Ed ecco spiegato perchè gli investitori di lungo termine guardano sempre con molta attenzione al TER quando devono scegliere tra ETF che replicano lo stesso indice.

Una concorrenza che può favorire ulteriori tagli dei costi

Tornando agli ETF sul FTSE All World, la mossa di Xtrackers potrebbe non rappresentare il punto di arrivo della competizione.

Negli ultimi anni il settore degli ETF ha mostrato una tendenza molto chiara: quando un emittente abbassa le commissioni, spesso gli altri sono costretti a reagire per non perdere quote di mercato.

Oggi la situazione vede Xtrackers con il suo ALLW in testa con uno 0,07%, iShares con il nuovo FTSS ferma allo 0,12% e, a questo punto più staccata, Vanguard con il suo storico VWCE (fondo lanciato a luglio 2019 e quindi tra i più anziani) che ha un TER dello 0,19% che resta comunque uno dei prodotti più popolari tra gli investitori europei (masse gestite per oltre 43.000 milioni di euro). Proprio questa differenza potrebbe aumentare la pressione competitiva nei confronti degli altri operatori.

Non è escluso che nei prossimi mesi possano anche arrivare nuove riduzioni delle commissioni, soprattutto se la raccolta dovesse premiare gli ETF meno costosi. Per gli investitori sarebbe un ulteriore passo avanti verso un mercato sempre più efficiente.

Cosa cambia concretamente per chi investe

Dal punto di vista operativo, la guerra dei costi tra gli emittenti offre diversi vantaggi agli investitori.

Il primo è naturalmente rappresentato dalla possibilità di scegliere ETF sempre più economici, riducendo il peso delle commissioni sul rendimento complessivo.

Il secondo beneficio riguarda l’aumento della concorrenza, che tende a migliorare non solo i costi ma anche la qualità dei prodotti, la liquidità e l’attenzione verso le esigenze degli investitori. Naturalmente il TER non dovrebbe mai essere l’unico criterio di scelta. Quando si confrontano ETF che replicano lo stesso indice è opportuno valutare anche altri aspetti, come la dimensione del fondo, la liquidità sul mercato, il metodo di replica, il tracking error e l’affidabilità dell’emittente.

Tuttavia, e questo pesa tanto, a parità di caratteristiche, un costo inferiore rappresenta quasi sempre un vantaggio competitivo.

La battaglia sul FTSE All-World è appena iniziata?

L’inizio dell’estate potrebbe segnare solo il primo capitolo di una competizione destinata a intensificarsi.

La decisione di Xtrackers di abbassare il TER allo 0,07% ha cambiato gli equilibri nel segmento degli ETF sul FTSE All-World e dimostra come gli emittenti siano pronti a sfidarsi pur di conquistare nuovi flussi di raccolta. Per chi investe con un approccio passivo questa dinamica è estremamente positiva. Più concorrenza significa maggiore scelta, costi sempre più contenuti e, potenzialmente, rendimenti netti migliori nel lungo periodo.

Se la pressione competitiva dovesse continuare, non sarebbe sorprendente assistere nei prossimi mesi a nuove mosse da parte dei principali operatori del settore. E, come spesso accade nel mondo degli ETF, i veri vincitori potrebbero essere proprio gli investitori, che avranno accesso a strumenti sempre più efficienti e convenienti per costruire un portafoglio globale diversificato.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.