Per il dividendo straordinario Eni è arrivata l’ora della verità. E’ in calendario per oggi giovedì 22 ottobre la riunione del consiglio di amministrazione del Cane a sei zampe chiamata, tra gli altri punti all’ordine del giorno, a prendere una decisione definitiva sull’eventuale remunerazione extra. Domani, quindi, sapremo finalmente se il dividendo straordinario Eni ci sarà, a quanto ammonterà e quando verrebbe staccato e pagato. Tutte domande che da settimane “agitano” chi è investito sul Cane Sei Zampe. Un occhio fisso sull’andamento del prezzo del petrolio (a cui è legato lo scatto dell’extra-remunerazione), un altro alla performance delle azioni Eni (perchè dai prezzi dipenderà anche quello che sarà il dividend yield di Eni), questo è stato il modus operandi medio di chi è esposto sul colosso energetico.
Aspettative altissime, quindi, ma anche attese decisamente improntate all’ottimismo con vari analisti che, già nei giorni scorsi, hanno espresso fiducia sulla presenza di un dividendo straordinario Eni. Un gol a porta vuota verrebbe da dire. Il valore aggiunto di alcune di queste analisi è la presenza anche di ipotesi circa l’ammontare delle cedole e il timing della remunerazione.
A neppure 24 dalle decisioni ufficiali abbiamo deciso di raccogliere in un unico articolo tutte e tre questi aspetti tra loro conferma del dividendo straordinario, possibile importo e tempi dello stacco.
Qualche settimana fa ci siamo occupati del calcolo del dividendo straordinario Eni, con un esempio pratico per capire quanto potrebbe spettare agli azionisti. Adesso, però, la domanda è un’altra: il dividendo straordinario Eni ci sarà oppure no?
Indice
Perché il dividendo straordinario Eni è quasi scontato
Non siamo noi a dire che è quasi assodato che il dividendo straordinario Eni ci sarà. Sono i parametri fissati dallo stesso Cane a Sei Zampe e ripresi dalle case di analisi intervenute sulla questione.
Come noto il management del Cane a Sei Zampe ha previsto che l’eventuale generazione di cassa aggiuntiva legata a uno scenario favorevole delle materie prime sarebbe stata restituita agli azionisti attraverso un dividendo straordinario laddove si sarebbero verificate una serie di condizioni ben precise tra cui il prezzo del Brent oltre la soglia di 90 dollari al barile (oltre a eventuali incrementi significativi dei prezzi del gas e dei margini di raffinazione).
Ebbene nei primi nove mesi del 2026, secondo le stime circolate in vista della pubblicazione della trimestrale Eni, il prezzo medio del Brent si è attestato intorno ai 94 dollari al barile, ben sopra la soglia di riferimento indicata da Eni.
Senza girarci tanto attorno è proprio l’andamento del petrolio a sbloccare il dividendo straordinario Eni.
Ovviamente lasciamo sempre un piccolo margine di dubbio: sarà la decisione del consiglio a ufficializzare se ci sarà la cedola aggiuntiva e quali saranno le condizioni definitive della distribuzione.
A quanto ammonterà il dividendo straordinario Eni
Visto che la matematica parla chiaro, molti analisti non hanno perso tempo per effettuare uno step in più: dalla presenza della cedola extra al possibile ammontare.
In due distinti recenti report, RBC Capital Markets e Equita hanno entrambe indicato un dividendo straordinario Eni nell’ordine di 1 miliardo di euro. Questa è la stima del monte dividendi complessivo. Per calcolare l’eventuale cedola extra unitaria è suffiente dividere questo ammontare per il numero di azioni Eni in circolazione.
Per capire come si arriva alla possibile cedola extra e come stimare la somma spettante ai singoli azionisti, abbiamo già pubblicato un approfondimento con un esempio numerico: dividendo straordinario Eni, come si calcola con un esempio pratico.
Questa distribuzione aggiuntiva si affiancherebbe al dividendo ordinario Eni 2027, relativo all’esercizio 2026, già confermato a 1,10 euro per azione.
Quando verrà pagato il dividendo straordinario Eni?
Presenza, possibile ammontare e, ultimo step, il timing dello stacco e del pagamento.
Anche su questo punto sono intervenuti gli analisti citati e in più quelli di Morningstar. Precisiamo subito che non ci sono ipotesi su precise date di stacco nè ci potrebbe essere visto che non c’è ancora una ufficializzazione della cedola extra.
Premesso questo le previsioni degli analisti convengono su un possibile pagamento del dividendo straordinario entro la fine del 2026.
Attenzione a non far confusione perchè negli ultimi mesi dell’anno ci sarà anche lo stacco della già definita seconda tranche del dividendo trimestrale Eni (ma non deliberata visto che lo sarà sempre nell’ambito del consiglio di amministrazione di oggi). Questa cedola ordinaria, 0,27 euro per azione, verrà staccata lunedì 23 novembre e sarà messa in pagamento da mercoledì 25 novembre.
Se la distribuzione aggiuntiva dovesse essere confermata, quindi, gli investitori avranno un elemento in più per valutare la remunerazione complessiva prevista da Eni per i suoi azionisti nel corso dell’anno con stacchi a novembre e anche a dicembre.
I buyback Eni vale già 3,4 miliardi: gli ultimi acquisti
Allarghiamo un pò il discorso perchè la possibile cedola extra non è l’unico elemento da considerare quando si parla della remunerazione degli azionisti da parte del Cane a Sei Zampe. Eni ha già rivisto al rialzo il programma di buyback 2026, portandolo da 1,5 a 3,4 miliardi di euro in occasione dei risultati del secondo trimestre.
Le operazioni sono proseguite anche nelle ultime settimane. Tra il 12 e il 16 ottobre, il gruppo ha acquistato 3.901.540 azioni proprie, pari allo 0,13% del capitale, a un prezzo medio ponderato di 25,6309 euro per azione. Il controvalore complessivo è stato di circa 100 milioni di euro. Dall’avvio del programma, l’8 maggio, gli acquisti sono arrivati a 85.258.112 azioni, pari al 2,82% del capitale, per un controvalore di quasi 1,955 miliardi di euro. Considerando anche le azioni già detenute in portafoglio, Eni possiede complessivamente 172.086.219 azioni proprie, pari al 5,68% del capitale sociale.
Ebbene il già corposo buyback di Eni potrebbe aumentare ancora. Sempre i citati analisti di Equita, infatti, non escludono un ulteriore rafforzamento del programma di acquisto di azioni proprie del Cane a Sei Zampe.
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