Le azioni Sandisk hanno archiviato una settimana difficile da ignorare. Nelle cinque sedute concluse venerdì 14 agosto il titolo ha guadagnato circa il 35%, chiudendo a 1.641,11 dollari. Soltanto giovedì il rialzo era stato del 13,7%, seguito da un altro +7,4% circa venerdì.
Il movimento è arrivato poco dopo una trimestrale che aveva inizialmente lasciato qualche dubbio sulle prospettive di breve periodo. A cambiare rapidamente il sentiment è stato soprattutto l’Investor Day del 13 agosto, durante il quale Sandisk ha spiegato come intende sfruttare l’aumento della domanda di memoria legata all’intelligenza artificiale fino alla fine del decennio.
L’AI sta cambiando il mercato delle memorie NAND
Il primo elemento che ha convinto gli investitori riguarda i data center. Con l’aumento dei carichi di lavoro legati all’AI inference, cioè la fase in cui i modelli già addestrati elaborano richieste e producono risposte, cresce anche la quantità di dati che deve essere conservata rapidamente e a costi sostenibili.
Sandisk vede proprio qui una nuova opportunità per le memorie NAND. Una parte della cosiddetta KV cache, utilizzata dai modelli di intelligenza artificiale per conservare informazioni già elaborate, può essere spostata da memorie più costose verso storage flash NAND.
Secondo l’azienda, il mercato dello storage flash destinato ai data center potrebbe raggiungere 1,2 zettabyte entro il 2030. L’AI diventerebbe quindi un motore strutturale della domanda e non soltanto una spinta temporanea legata alla costruzione dei primi grandi data center.
Gli obiettivi fino al 2030 hanno sorpreso Wall Street
Sandisk ha accompagnato questa prospettiva con target finanziari molto ambiziosi. Tra gli esercizi fiscali 2028 e 2030 prevede una crescita annua dei ricavi nella fascia medio-alta delle due cifre, con margine lordo rettificato intorno all’80% e margine operativo vicino al 75%.
L’azienda punta inoltre a generare un free cash flow rettificato pari a circa il 50% dei ricavi e ha dichiarato di voler restituire agli azionisti il 100% della liquidità eccedente, una volta finanziati gli investimenti necessari all’attività.
Queste indicazioni hanno contribuito a ridimensionare il timore che gli attuali profitti elevati siano destinati a scomparire rapidamente con il prossimo ciclo delle memorie.
I nuovi contratti rendono i ricavi più prevedibili
Un altro elemento apprezzato dal mercato riguarda il nuovo modello commerciale. Sandisk ha sottoscritto accordi pluriennali con otto clienti, basati su volumi concordati, garanzie finanziarie minime e meccanismi di determinazione dei prezzi.
Questi contratti dovrebbero coprire circa la metà dei bit venduti nell’esercizio 2027 e due terzi nel 2028. Per un settore storicamente esposto a forti oscillazioni tra eccesso e scarsità di memoria, avere una quota crescente della produzione già collegata a impegni di lungo periodo può rendere ricavi e flussi di cassa meno imprevedibili.
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Anche gli analisti hanno alimentato gli acquisti
Il rally è proseguito venerdì dopo i giudizi positivi arrivati da Wall Street. JPMorgan ha ripreso la copertura con rating Overweight e target price a 2.250 dollari, mentre Citi ha mantenuto una valutazione Buy indicando nell’AI inference uno dei principali motori della futura domanda NAND.
Il mercato ha quindi iniziato a valutare Sandisk non soltanto come produttore esposto al tradizionale ciclo delle memorie, ma come uno dei possibili beneficiari dell’espansione dell’infrastruttura AI.
Il rialzo del 35% in cinque sedute resta comunque molto rapido. Gli obiettivi presentati da Sandisk coprono diversi anni e presuppongono che domanda AI, prezzi delle NAND e nuovi accordi con i clienti mantengano condizioni favorevoli. Dopo una corsa così forte, saranno proprio questi elementi a stabilire se la nuova valutazione del titolo potrà essere sostenuta dai risultati.
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